Rebus quirinalizio

Colle, i nodi tecnici di un’elezione dal contesto eccezionale

Intanto sul nome del successore la politica naviga in alto mare e la candidatura di B. complica il quadro. Ma se più di qualcuno pensa a un nuovo governo…

Colle, i nodi tecnici di un’elezione dal contesto eccezionale

Fa discutere la posizione del presidente della Camera, Roberto Fico: “i positivi a norma di legge non possono votare”, anche se, fa sapere, si continua a discutere e “l’istruttoria continua”. Costituzionalisti ed esperti di regolamenti parlamentari sono al lavoro per sciogliere alcuni nodi delle prossime elezioni per il Quirinale: quest’anno si svolgono in una situazione assolutamente inedita per via della pandemia. Non è nemmeno da escludere l’ipotesi di creare dei ‘corridoi sanitari’ per consentire il voto dei contagiati. Richieste in questa direzione ce ne sono. Il virus sta imponendo una nuova regolamentazione sia per lo svolgimento degli scrutini per garantire sicurezza ai grandi elettori, sia per fronteggiare i problemi per gli assenti positivi. 

 

Al momento quello che è sicuro è che nonostante le norme in vigore nel resto del Paese i parlamentari o delegati regionali No vax potranno entrare in Aula con il Green pass semplice. I turni per votare coinvolgeranno 50 elettori per volta e si andrà avanti ad oltranza nella speranza che per il 3 febbraio, giorno della scadenza del mandato del presidente Mattarella, il Parlamento in seduta comune avrà eletto il suo successore. Se così non fosse ci troveremmo, anche in questo caso, in una situazione del tutto nuova cui far fronte. Le opzioni sono solo due: il capo dello Stato in carica entra per qualche giorno in regime di prorogatio oppure prende l’incarico il vertice di Palazzo Madama. L’articolo 86 della Costituzione dispone che “Le funzioni del presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate da presidente del Senato”.

Gli interpreti accreditati delle disposizioni contenute nella Carta dovranno sciogliere anche questo dilemma. E certificare a quale delle due ipotesi su menzionate ascrivere un’interpretazione che, comunque vada, risulta estensiva del testo.

 

Dunque, problemi tecnici non mancano per gestire l’elezione della prima carica dello Stato nell’era Covid. Mentre la politica a soli 8 giorni dal voto è ancora in alto mare. La candidatura di Silvio Berlusconi al Colle da parte del centrodestra pare aver portato ancora maggiore incertezza nel complessivo quadro generale. Per Letta i leader della Lega e di Fratelli d’Italia si sono infilati “in un vicolo cieco” proponendo uno degli uomini e politici più discussi degli ultimi 25 anni. Matteo Renzi è convinto: “il sogno quirinalizio di Berlusconi non ha i numeri”. Il fondatore di Italia Viva parla di due possibilità, “entrambe buone soluzioni”. “Draghi a Chigi è una garanzia per il Paese nell’anno di legislatura che ci rimane. Al Quirinale” ha invece “un ruolo meno impattante ma garantisce l’Italia, qui e all’estero, per sette anni”. In questo secondo caso dovrebbe esserci però un accordo politico e si dovrebbe pensare a un governo dei leader. Ovvero, un esecutivo non più ibrido come quello di unità nazionale che sostiene l’attuale presidente del Consiglio ma più marcatamente politico. 

 

Anche Goffredo Bettini del Pd dice la sua: o la strada di un patto di un anno con Draghi e una figura alta al Quirinale, oppure si chiede a Mattarella di accettare un altro mandato o si verifica la disponibilità che Draghi ha lasciato intuire. Mentre Giovanni Toti di Cambiamo: “Se il centrodestra deciderà di ritirare la candidatura di Berlusconi al Quirinale sempre più tardi è probabile che di fronte a un’opinione pubblica che pretende dai grandi elettori una scelta rapida la candidatura di Draghi diventi il rifugio su cui convergere”. Ma nel bailamme generale solo un dato sembra certo: nessuno, nel centrodestra come nel centrosinistra, rema per le elezioni anticipate. Meglio attendere la scadenza della legislatura a marzo 2023 e se il premier salisse al Colle a quel punto trovare una soluzione per un nuovo governo.

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