Cercasi soluzione

La politica è ottimista: domani potremmo avere fumata bianca

Ma giunti al 4°scrutinio il quadro resta confuso. Intanto salgono a 166 i voti per Mattarella. Defaillances nei giallorossi. Stasera vertice del c.destra

La politica è ottimista: domani potremmo avere fumata bianca

Tutti confidano che domani possa essere la giornata buona. Giunto alla quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, il Parlamento consegna un quadro ancora diverso rispetto ai primi tre scrutini. Colpiscono i voti in crescita a favore di Mattarella, giunti a quota 166 rispetto ai 126 di ieri, e quelli per il giudice Nino Di Matteo che ammontano a 56. La ragione risiede nel fatto che probabilmente, visto che le schede bianche sono state solo 261, stavolta a non essere rispettati - non da tutti almeno - sono stati gli ordini di scuderia arrivati dai partiti giallorossi. Dal Movimento peraltro era partita l’indicazione sì di votare scheda bianca, ma lasciando libertà di coscienza. Nel fronte progressista, dunque, qualche malumore c’è. I voti espressi a Montecitorio evidenziano che serpeggia dissenso in una parte dei parlamentari, tanto del Pd quanto del M5S, rispetto a come i partiti stanno conducendo le trattative. Di certo il presidente Mattarella per il Parlamento è un candidato. Anche se la politica lo considera la soluzione di emergenza cui far ricorso solo se impossibilitata ad uscire da una situazione di stallo.

 

Il centrodestra ha seguito, invece, la linea dell’astensione: 441 coloro che hanno deciso di non esprimersi ma anche in questo caso qualche defaillances si è registrata. Mancano all’appello circa una quindicina di voti. La situazione è ancora frastagliata e le ipotesi avanzate ufficialmente finora da Lega, Fdi e Fi sono tutte cadute. Non si parla più di Letizia Moratti, di Marcello Pera e di Carlo Nordio. Tramontata anche l’opzione Elisabetta Casellati, la carta che la Lega non ha mai voluto scoprire, ma che nei giorni scorsi era sul tavolo da gioco. Anche i nomi dell’amministrativista Sabino Cassese e della direttrice dei Servizi Segreti, Elisabetta Belloni, circolati nelle ultime 24 ore, sembrano perdere quota. Così come le chances di Pieferdinando Casini. Nonostante però la confusione che la politica sta mostrando di fronte all’opinione pubblica, da questo pomeriggio diversi rappresentanti dei partiti maggiori manifestano un certo ottimismo.

 

Questa sera proverà a serrare i ranghi Matteo Salvini. “Il mio obiettivo è tenere unito il centrodestra e la maggioranza. Confido che domani sia la giornata buona”. Il leader leghista a poche ore dall’inizio del vertice del centrodestra che si terrà stasera sa che la prova che lo attende è mantenere il suo schieramento compatto, facendolo convergere su un nome condiviso. Da verificare se le tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia si siano alleggerite. Nel frattempo è tornato a farsi sentire Silvio Berlusconi. Tra il fondatore di Forza Italia e il premier, Mario Draghi, sarebbe intercorsa una telefonata. Forse un avvicinamento, un modo per fare un passo indietro rispetto ai veti espressi sulla corsa del capo del governo verso il Colle.

 

Intanto il leader del Carroccio annuncia che domani al quinto scrutinio la Lega non voterà scheda bianca e un nome lo scriverà. Quale? Si saprà in nottata, presumibilmente. E appena ci sarà una proposta da fare il capo di via Bellerio si dice pronto a incontrare nuovamente il segretario del Pd, Enrico Letta. Per i Dem a parlare oggi è stata la capogruppo al Senato, Simona Malpezzi. “Non si tratta di fare un toto nomi”, afferma. “Si sta aspettando che tutti capiscano che questa maggioranza deve scegliere il presidente insieme. Quando non ci sono forze in Parlamento che possono vantare un diritto di prelazione il metodo deve essere quello della condivisione”.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA