l’allarme cybersecurity

Kaspersky, perché fa paura l’antivirus russo. Si cercano alternative

Nel mirino è finita la multinazionale russa che si occupa di cybersecurity e che ha sede a Mosca. In Europa ci si interroga proprio sull’affidabilità

Kaspersky, perché fa paura l’antivirus russo. Si cercano alternative

La guerra in Ucraina sta rimettendo in discussione molti degli equilibri esistenti, sia da un punto di vista economico nei rapporti con la Russia, sia da un punto di vista di sicurezza. Soto i riflettori c’è ora anche la cybersecurity, in particolare per quanto riguarda la protezione di computer e dati che vi sono contenuti, a partire dall’antivirus Kasperksy.

 

Kaspersky è sicuro?

La domanda sembra rimbalzata nelle ultime ore a Bruxelles, dal momento che la Kaspersky Lab è una multinazionale con sede a Mosca e con un fatturato che nel 2020 ha superato i 700 milioni di dollari.

Leader nell’ambito della protezione antivirus, offre i propri sistemi di protezione anche in Europa, tanto che nei giorni scorsi sono arrivati allarmi anche da Germania e Francia. L’ autorità tedesca per la cybersecurity, come riferisce Reuters, ha indicato il rischio che Kaspersky possa essere costretta dal Cremlino ad hackerare le infrastrutture tecnologiche all’estero, usando la sua tecnologia per attacchi informatici anche senza che la società ne sia a conoscenza. In Francia, invece, l’Agence nationale de la sécurité des systèmes d’information, già lo scorso 4 marzo esortava a ricorrere ad alternative a sistemi russi.

 

E in Italia?

Come ha anticipato in Senato il responsabile dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, “Il Governo si accinge a fare una norma per consentire che nelle pubbliche amministrazioni non solo l’antivirus così ampiamente citato, ma anche altre piattaforme informatiche, vengano poste fuori dall’ambito dell’attività delle Pubbliche amministrazioni”. Insomma, si cercano soluzioni alternative.

 

L’antivirus usato nella Pubblica Amministrazione

Se tra gli utenti privati Kaspersky è molto diffuso, il problema potrebbe riguardare la Pubblica Amministrazione, dove l’antivirus russo è in uso dal 2003. In ballo ci sarebbe, dunque, la sicurezza tecnologica e digitale di qualcosa come 2.700 uffici pubblici, compresi quelli di ministeri, comuni e forze di polizia, come indicato da un’interrogazione parlamentare rivolta al premier, Mario Draghi, dal vicepresidente della Camera, Franco Rampelli (Fdi).

 

Le rassicurazioni

A rassicurare, però, ci ha pensato il general manager di Kaspersky Italia, Cesare D’Angelo: “In questi anni abbiamo cooperato per un cyberspazio libero e sicuro. La nostra priorità è sempre stata la privacy e la sicurezza dei nostri utenti. Oggi più che mai, alla luce di questo conflitto bellico che, come persone, condanniamo con forza”.

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