covid e vaccini

Quarta dose, gli italiani sono scettici. Gli esiti del sondaggio

Da una rilevazione emerge che più di 1 italiano su 4 non crede che il secondo booster sia necessario e non si tratta di no vax. Cosa sta succedendo?

Quarta dose, gli italiani sono scettici. Gli esiti del sondaggio

Dopo il nuovo picco e la successiva fase di stabilizzazione, inizia a venire meno la fiducia nei vaccini o quantomeno nella quarta dose da parte degli italiani.

È quanto emerge dal monitoraggio sul comportamento dei cittadini in tempo di pandemia condotto dal EngageMinds HUB, il Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Secondo il sondaggio, più di 1 italiano su 4 non crede necessaria la seconda dose booster (dopo le prime due “standard”) contro il Covid. 

Il 30% non si esprime e non ha ancora preso una decisione.

 

Tanta indecisione: perché?

Lo studio è stato condotto su un campione di oltre 6.000 italiani e i risultati hanno destato qualche preoccupazione: “È preoccupante che oltre la metà degli italiani non risulti propensa a una ulteriore vaccinazione. Al momento la quarta dose è riservata agli over 80. Ma, come le precedenti, è possibile che nel tempo venga estesa ad altre fasce della popolazione. E siccome non stiamo parlando di no-vax, poiché molti degli intervistati sono vaccinati, questi numeri mettono in mostra un’ampia sacca di esitanza vaccinale nel nostro Paese” ha osservato la direttrice del centro EngageMinds HUB, Guendalina Graffigna.

 

Pochi fragili con la quarta dose

Per la popolazione generale è presto per parlare di quarta dose, tanto che le indicazioni sia di Ema, sia di Aifa e autorità sanitarie al momento l’hanno prevista solo per gli over 80 e immunodepressi, il pensiero corre proprio ai cosiddetti fragili: i dati indicano, infatti, che ben 9 pazienti fragili su 10 non hanno ancora ricevuto la quarta dose del vaccino contro Covid-19.

Nonostante gli esperti non nascondano che i vaccini attualmente a disposizione risultano realizzati su un virus ormai sostituito dalle varianti (Omicron in particolare, con Omicron 2 e la sottovariante Xe e Xj), appare comunque una forma di protezione importante per chi ha un sistema immunitario più debole.

 

Perché tanto scetticismo

Come ha dichiarato anche l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, tra le cause della resistenza nei confronti della quarta dose ci sarebbe la “stanchezza da vaccinazione”. Le troppe iniezioni ravvicinate, unite alla poca informazione sulla necessità di proteggere ancora chi rischia la malattia grave, starebbero frenando nei confronti della seconda dose booster. “Si tratta di dati che devono far riflettere le istituzioni, qualora si ampliasse la platea di cittadini da sottoporre al secondo richiamo” sottolinea però Graffigna. Da qui il tentativo di sensibilizzare la popolazione, anche tramite un nuovo messaggio lanciato nelle ultime ore, dopo una conferenza stampa al ministero della Salute. Secondo le analisi, l’obiettivo è convincere gli scettici che, da quanto emerso dal sondaggio, sono soprattutto donne (46%) e con un reddito medio (43%) o basso (49%). Tra chi è restio a richiami vaccinali ci sono anche i guariti da Covid-19.

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