Escalation della tensione

Svezia e Finlandia nella Nato? Le minacce della Russia all’Europa

Mosca: “Scordatevi i Baltici non nucleari” se Helsinky e Stoccolma nel Patto Atlantico. Ma le armi di Putin sono già a Kaliningrad, tra Polonia e Lituania

Svezia e Finlandia nella Nato? Le minacce della Russia all’Europa

L’accelerazione dei governi di Helsinky e Stoccolma per entrare nella Nato dopo l’aggressione russa dell’Ucraina ha suscitato la replica furiosa del Cremlino. “Ci si può dimenticare dei Baltici non nucleari se Svezia e Finlandia si uniscono alla Nato”, scrive su Telegram Dmitrij Medvedev, vice presidente del Consiglio di sicurezza della Russia. “Rafforzeremo i nostri confini occidentali se” i due Paesi “si uniranno alla Nato”, dichiara l’uomo di Putin. In tal caso “dovremo rafforzare seriamente le nostre forze di terra e antiaeree e schierare ingenti forze navali nel bacino del Golfo di Finlandia”. 

 

Dunque, sale di ora in ora la tensione tra Russia e Occidente e aumentano le minacce che arrivano dall’entourage di Vladimir Putin. Mosca già ieri aveva inviato mezzi militari e uomini al confine con la Finlandia. Una sorta di avvertimento per il Paese che ha in comune con la Federazione russa 1300 chilometri di confine. Nonostante questo, nessuno dei due Stati scandinavi indietreggia. In un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica il ministro della Difesa del governo di Helsinky, Antii Kaikkonen, spiega che nel suo Paese “il sostegno è aumentato in tutti i partiti. Come accaduto a molti finlandesi, l’invasione russa ha cambiato la nostra posizione. Per decenni il sostegno della Nato languiva intorno al 20%, Ora l’umore è cambiato e tanto. Dopo Pasqua il Parlamento comincerà la discussione, la decisione definitiva potrebbe arrivare per fine maggio”. Anche la Svezia già da qualche settimana ha annunciato di voler abbandonare lo status di neutralità e ieri, in una conferenza stampa congiunta. la premier finlandese, Sanna Marin, e quella svedese, Magdalena Andersson, hanno ufficializzato le loro posizioni.

 

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, considera “più che legittima l’aspirazione ad entrare nella Nato” di Svezia e Finlandia. “La Nato è una Alleanza difensiva, quei Paesi che adesso stanno pensando di entrare è perché non si sentono al sicuro, al confine hanno i carri armati russi. Svezia e Finlandia sono i benvenuti nella Nato, se i loro cittadini vogliono entrare nella Nato nessuno glielo può negare”. 

 

Intanto, alle intimidazioni di nuclearizzare i Baltici risponde la prima ministra della Lituania, Ingrida Simonytè. “Le attuali minacce russe sembrano piuttosto strane, quando sappiamo che già prima della guerra in Ucraina, i russi tengono le armi a 100 chilometri dal confine della Lituania. Le armi nucleari sono sempre state tenute a Kaliningrad. La comunità internazionale, i Paesi della regione, ne sono perfettamente consapevoli”. Da Vilnius liquidano le parole di Medvedev con un “niente di nuovo”. La questione dell’exclave russa, incuneata tra Polonia e Lituania, resta cruciale. Kaliningrad non è solo uno scalo portuale di massimo rilievo per i russi, è molto di più. Perché lì Putin ha fatto in modo di posizionare un arsenale militare ad altissima tecnologia. Dalla città che fa parte della Russia, ma che non è in Russia, l’autocrate che tiene in pugno lo Stato degli undici fusi orari è in grado di colpire le principali città europee più vicine.  Un avamposto sul Baltico che Mosca considera strategico e che rappresenta un corridoio di primaria importanza sul piano logistico-militare. Una lingua di terra e di mare nel cuore dei Paesi Baltici.

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