Il vertice

Si apre il G20 di Washington, come si muoveranno Stati Uniti e Russia

La Segretaria al Tesoro Usa, Yellen, diserterà gli incontri con i russi. Attesa per le mosse dei delegati di Mosca. Sullo sfondo le stime allarmanti del Fmi

Si apre il G20 di Washington, come si muoveranno Stati Uniti e Russia

Era prevedibile. Tutte le stime economiche a livello mondiale, valide fino a tre mesi fa, sono saltate a causa della guerra mossa dalla Russia all’Ucraina. Anche di questo dovranno discutere i ministri economici e i banchieri centrali del G20 riuniti oggi a Washington. Che però si troveranno ad affrontare nell’organizzazione dei lavori anche un problema di natura politica e diplomatica: gli incontri con i rappresentanti russi. La segretaria al Tesoro americana, Janet Yallen, non parteciperà a quelli in cui è prevista la presenza della delegazione di Mosca. Gli Stati uniti non hanno alcuna intenzione di perdere l’occasione per dare il loro messaggio al Cremlino, responsabile di aver provocato la guerra con tutte le conseguenze che ha generato. Anche i Paesi europei dovrebbero muoversi con azioni concordate, ma come è ancora da capire.

 

La preoccupazione per le previsioni pubblicate nel World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale non lasciano dubbi sullo scenario che si sta prefigurando. Anche se, vista l’assoluta incertezza sulla durata del conflitto, le stime non sono a lungo termine e non tengono conto di prospettive che potrebbero diventare più drammatiche. Pierre-Olivier Gourinchas, capo economista del Fmi ha lanciato l’allarme sugli effetti della guerra: sono come “onde sismiche emanate dall’epicentro di un terremoto” che rischiano di causare la “frammentazione dell’economia in blocchi geopolitici”. Le regole e gli equilibri degli ultimi settanta anni stanno saltando. Il famoso economista ricorre a uno dei principi che ha ispirato gli accordi Bretton Woods del 1944 per far capire che “prosperità e pace sono indivisibili”.

 

Il quadro generale che si profila all’orizzonte vede al ribasso la crescita del Pil mondiale al 3, 6 per cento nel 2022, un punto percentuale in meno rispetto a tre mesi fa. Dopo Ucraina e Russia che scendono rispettivamente del 35% e dell'8,5 per cento, nell’anno in corso sono i Paesi dell’Eurozona a soffrire particolarmente. Tra questi alcuni più di altri. L’Italia, ad esempio, e la Germania. Il Prodotto interno lordo italiano è dato in calo dell’1, 5 per cento, poi il prossimo anno la crescita si ridurrà ancora all’1,7%, - 0,5 punti sulle stime precedenti, 0,7 su quelle del governo. Il Pil tedesco scenderà dell’1,7 per cento, la Francia si attesta invece su un meno 0,6. 

 

Aumento dei prezzi delle materie prime e inflazione sono i fattori che incidono maggiormente in alcune economie. La corsa ai prezzi galoppa in Europa e negli Stati Uniti, anche se per ragioni diverse. In ogni caso la crescita che rallenta, o addirittura si ferma, insieme all’accelerazione dei prezzi al consumo porta a quella che tecnicamente viene chiamata stagflazione, con conseguenze sul potere di acquisto dei salari e sui livelli occupazionali.

 

Dunque, sono davvero tanti i temi in agenda di questo G20, il primo che si tiene dall’inizio della guerra in Ucraina. Dalla capacità di concordare una visione e un’azione comuni dipenderà la riuscita del summit e la capacità di guardare al futuro. Ma, inutile negarlo, incombe la divisone tra blocco occidentale e blocco asiatico. Una pericolosa spaccatura che, se alimentata, potrebbe rompere davvero il fronte della collaborazione su politiche economiche e monetarie. Un effetto domino che rischia di travolgere decenni di cooperazione. Da valutare ci saranno le mosse di Mosca, che finora negli organismi internazionali, ha sempre negato le atrocità commesse in territorio ucraino con atteggiamenti provocatori e di sfida. 

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