Fidarsi o no

Acciaieria Azovstal, il colpo di teatro di Putin che annulla l’assalto

La decisione improvvisa dell’autocrate che per il momento ferma le sue truppe. Il complesso siderurgico ultimo baluardo della resistenza a Mariupol

Acciaieria Azovstal, il colpo di teatro di Putin che annulla l’assalto

Con un colpo di teatro Vladimir Putin annulla l’assalto all’acciaieria di Azovstal, ultimo baluardo della resistenza di Mariupol. In un incontro ripreso parola per parola dalle telecamere, palesemente concordato in ogni dettaglio, l’autocrate ordina al suo ministro della Difesa, Sergei Shoigu, di non proseguire l’offensiva a sud della città: “Considero l’attacco proposto nella zona industriale non necessario”, ma dall’intera area “non deve uscire nemmeno una mosca”. Secondo Putin Mariupol sarebbe già presa, ragione per cui non sarebbe disposto a perdere altri soldati in battaglia. Questa la versione ufficiale. Ma secondo l’analisi di militari ed esperti di operazioni belliche sarebbe evidente lo stato di difficoltà delle truppe russe anche nella città sul mare d’Azov, assediata ma non ancora conquistata. Il presidente americano, Joe Biden, non crede che Mariupol sia stata presa e anche fonti militari ucraine confermano che la città sta ancora resistendo. L’ultima battaglia, quella nel complesso siderurgico, vede migliaia di civili asserragliati in un dedalo di sotterranei insieme ai soldati ucraini pronti a combattere ancora contro i russi. Fuori dalla enorme fabbrica ci sono gli scheletri dei palazzi, la città rasa al suolo, distruzione e morti ovunque.     

 

L’area della fabbrica di Azovstal è molto grande, per espugnarla le operazioni sarebbero militarmente complesse ed esporrebbero i soldati russi a notevoli rischi. Forse il capo del Cremlino spera che civili e militari ucraini, barricati all’interno di quella che è considerata una città nella città, escano con le mani alzate e si arrendano all’esercito di Mosca. Ma l’esito dell’assedio non è affatto scontato. Ciò che è certo è che la messinscena con il suo ministro è frutto di un cambio di strategia. Putin comincia a pensare alla guerra in modo diverso, ridimensionando gli obiettivi.  Mariupol resta una priorità non solo perché rappresenta uno sbocco sul Mare di Azov, ma perché creerebbe un più facile collegamento con la Crimea. Tutto fa pensare che adesso l’autocrate concentrerà la sua attenzione sulla città sud orientale e sulla regione del Donbass. 

 

Per Joe Biden la Russia “non vincerà mai in Ucraina, non riuscirà mai ad occuparla del tutto” e aggiunge: “non ci sono prove che Mariupol sia caduta”. Nelle ultime ore l’amministrazione americana ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di aiuti militari. Ottocento milioni di dollari destinati a Kiev per munizioni, artiglieria pesante, droni, cannoni howitzer. Il primo gruppo di armi partirà nelle prossime 24-48 e arriverà nel Paese di Zelensky per la fine della settimana. La scelta del materiale “è stata fatta in completo coordinamento con gli ucraini sulla base delle loro necessità, in particolare di quelle specifiche del Donbass”, spiegano fonti del Pentagono. In ogni caso gli Stati Uniti continueranno a mandare aiuti, in coordinamento con gli alleati. Ce lo possiamo permettere”, afferma la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre. “Con gli alleati si stanno muovendo il più velocemente possibile affinché gli ucraini abbiano le armi e gli equipaggiamenti necessari per difendersi”. Ma gli Usa sarebbero pronti anche a nuove sanzioni, come ad esempio vietare i porti americani alle navi russe o legate al governo di Mosca. 

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