Il rischio della “beffa”

Sanzioni agli oligarchi russi: quanto “costano” al Fisco italiano?

Sono ville, ma anche mega yacht sequestrati a cittadini russi, che però dovranno essere restituiti nello stesso stato in cui erano al momento del fermo

Sanzioni agli oligarchi russi: quanto “costano” al Fisco italiano?

Le foto delle ville di lusso o degli yacht che sono stati sequestrati in Italia nell’ambito delle sanzioni decise per fermare l’offensiva militare russa sono in parte note. In altri casi, molto semplicemente, gli abitanti delle zone dove si trovano erano già a conoscenza del fatto che fossero di proprietà di alcuni oligarchi russi, vicini alla cerchia del presidente, Vladimir Putin.

A qualche settimana dai primi fermi amministrativi, però, emergono alcuni aspetti dell’operazione di blocco che rischiano di diventare economicamente un problema per l’Erario italiano.

Uno tra tutti il fatto che quei beni, già di per sé costosi, vanno anche mantenuti nelle identiche condizioni nelle quali erano al momento del sequestro, perché dovranno essere un giorno restituiti. Ma il costo rischia di gravare sui bilanci italiani.

 

Cosa dice la legge

A regolare le procedure, al momento è il decreto legislativo 109/2007, che traduce in pratica gli effetti in Italia delle sanzioni disposte contro gli alleati di Putin finiti nella lista nera dell'Unione europea. Si tratta di una legge che, come spiega Today, “era stata studiata per contrastare i rischi connessi al finanziamento al terrorismo, e utilizzata per congelare beni di modesta portata, come piccole società o conti correnti: ricchezze la cui amministrazione è poco dispendiosa e che può essere gestita senza apprensione dall'Agenzia del Demanio”.

 

Qual è il problema adesso

Il rischio che si teme è quello, invece, di dover far fronte ai costi (elevati) di manutenzione dei beni sotto sequestro per un periodo troppo lungo. Non intravedendosi la fine del conflitto, ma soprattutto immaginando che le sanzioni non verranno comunque meno immediatamente al cessare della guerra armata, diventa indispensabile trovare una soluzione. Il Governo starebbe vagliando, a questo proposito, due possibilità. Da un lato di ipotizza di poter vendere le proprietà al momento “congelate”, dall’altro attuare il cosiddetto “diritto di ritenzione”.

 

Cos’è il diritto di ritenzione

Si tratta di una norma che permetterebbe alo Stato di poter disporre dei beni sotto sequestro senza dover aspettare a lungo. Al momento è previsto che sia applicato nei quali nei quali i titolari delle proprietà non saldino i conti di manutenzione di quanto è oggetto di “fermo”. C'è però un problema. Far leva su questa possibilità permetterebbe al Fisco di risparmiare ingenti costi. Basti pensare che uno dei beni più noti finiti nel mirino delle sanzioni, lo yacht di Andrey Melnichenko, è lungo 140 metri e ha un valore stimato di 530 milioni di euro. Effettuare lavori di manutenzione su questo genere di imbarcazione potrebbe costare molto salato alle casse statali. Da qui l’urgenza di una soluzione.

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