Serie A

La magia di Salerno: il miracolo di Sabatini e Nicola per la salvezza

La Salernitana è riuscita ad ottenere un punto anche a Bergamo, arrivano al quarto risultato utile consecutivo. Una scalata dettata dal cuore di Nicola

La magia di Salerno: il miracolo di Sabatini e Nicola per la salvezza

L’attuale campionato italiano sta sorprendendo per i tanti colpi di scena presenti da inizio anno, che hanno reso lo spettacolo molto appassionante per tutti i tifosi di pallone. Solamente la zona Champions League è stata ufficialmente definita, le prime quattro squadre che sono pronte a giocarsela con le grandi d’Europa nella prossima stagione.

 

Per il resto, tra scudetto, altre coppe europee e salvezza, tutto è ancora aperto e bisogna probabilmente aspettare l’ultima giornata per poter inquadrare i risultati definitivi. In fondo alla classifica vi è un gruppo però che sta veramente sorprendendo tutti, nonostante due mesi fa nessuno avrebbe scommesso un euro sulla salvezza di questa rosa: la Salernitana di Davide Nicola, che passo dopo passo sta scalando le gerarchie in classifica, raggiungendo un sogno che sa quasi di miracolo sportivo.

 

Anzi, lo sarebbe sicuramente, visto il piazzamento a gennaio della società campana. Ieri sera è arrivato un altro risultato positivo, a Bergamo, dove solitamente non è semplice portare a casa punti. Si sono portati in vantaggio con il solito Ederson, facendosi recuperare ad un minuto dalla fine, da un preciso e angolato tiro di Pasalic. Alla fine sono usciti addirittura amareggiati dal campo, seppur chiunque avrebbe firmato per un pareggio la sera prima.

 

Questa è la dimostrazione di quanto possa cambiare mentalmente una rosa grazie ad un cambio tecnico in panchina, capace di portare la mentalità vincente, anche dove i punti sono pochi. Ma come si può riassumere questo ritorno in Serie A dei ragazzi amaranto, a tre giornate dalla fine (quattro per loro, che devono recuperare la gara con il Venezia giovedì) in questo campionato completamente folle?

 

Il cuore di Castori

Lo scorso anno la squadra è tornata in Serie A per la terza volta nella storia. L’ultima apparizione risaliva al lontano 1999, quando Marco Di Vaio faceva impazzire l’Arechi a suon di gol, nonostante un'immediata retrocessione amara.

 

Nel 2020 arriva Castori alla guida del gruppo, dopo il miracolo fatto con il Carpi si puntava su una gestione simile al precedente progetto del mister: una squadra giovane, capace di crescere in massima divisione con gli stessi giocatori della promozione. L’aggiunta di poche pedine, per rafforzare tutti i reparti e una spinta fulminante del pubblico campano, che fa paura ad ogni altra tifoseria.

I risultati però non sono andati come previsto, i ragazzi fanno grande fatica ad imporsi, con addirittura solo cinque punti in quattordici partite di campionato. Insomma, dopo quasi un girone sembrano già spacciati. Tutto l’ambiente è molto legato a mister Fabrizio Castori, che ha trascinato la squadra in Serie A facendo divertire tutto il pubblico un anno prima.

 

Il percorso però non sembra mutare e l’allontanamento è pressoché obbligatorio. Il tecnico anche dopo aver salutato la panchina si è dimostrato attaccato ai colori del club, pubblicando anche qualche video sui social dove mostrava interesse nel seguirla. Insomma, una storia d’amore che in ogni caso non si è spezzata e che magari, in futuro, potrebbe anche rinascere

 

Colantuono, fuori dai binari

A dicembre è dovuta quindi arrivare una nuova decisione per la panchina, che però ha dovuto far fronte ai gravi problemi societari: dopo l’addio forzato di Claudio Lotito durante l’estate, il club è rimasto senza una guida presidenziale e se non avessero trovato una soluzione in breve tempo, sarebbero direttamente retrocessi.

 

Alla fine la società di Iervolino, attuale patron del club, ha salvato la situazione, scegliendo poi anche un nuovo tecnico a cui affidare la panchina: Stefano Colantuono, che dopo le esperienze di Atalanta e Udinese non ha più partecipato a nessun campionato di Serie A. Un ritorno non proprio fortunato il suo, visto che il team riesce a fare anche peggio di prima.

 

Troppo nervosismo negli spogliatoi e pochissime idee di gioco. Una squadra destinata ogni giornata di più, alla retrocessione, senza nessuna via alternativa di potersi salvare. Fino a quando non arriva gennaio e le cose, a sorpresa, anziano a prendere una strada diversa

Sabatini e i nuovi acquisti 

Insieme alla nuova società arriva anche una dirigenza rivoluzionaria, con un condottiero di tutto rispetto ad occuparsi dei movimenti del club: Walter Sabatini, l’uomo delle avventure folli. E memorabili, aggiungeremo.

 

Insieme a lui, si uniscono al club ben dieci nuovi elementi, che rivoluzionano la rosa. Sepe in porta, arriva da Parma, Mazzocchi, Fazio e Dragusin in difesa, Ederson, Bohinen, e Verdi in mezzo, con Mousset, Mikael e Perotti in avanti. Insomma, una ricostruzione totale di una rosa, che durante l'estate non è mai stata veramente ritoccata, se non con il colpo Bonazzoli, miglior giocatore della stagione dei campani.

 

I risultati nonostante i tanti acquisti non sembrano migliorare: i nuovi non si ambientano al meglio e Colantuono continua a dare spazio a chi, fino a quel momento, non ha portato nulla alla classifica. La società quindi, su suggerimento di Sabatini, punta su Nicola, cambiando per la terza volta allenatore. Nessuno in quel momento si sarebbe mai immaginato come sarebbe cambiata la stagione della squadra.

Nicola, il guru dei miracoli sportivi

Un tecnico che merita altri palcoscenici, ma che ancora nessuno l’ha capito. Ha messo in luce prima un miracolo storico con il Crotone e poi ha fatto un’impresa lo scorso anno a Torino, quando i granata hanno agguantato la salvezza ad una giornata dal termine. A Salerno ci credevano in pochi, seppur la tifoseria non abbia mai mollato neanche un secondo la squadra, supportando ragazzi su tutti i campi di Serie A.

 

Il nuovo tecnico ha portato passione, ottenendo risultati da capogiri: dal pareggio con il Milan, alle vittorie con Fiorentina, Udinese e Sampdoria. Giocano a Roma da grande, dominando fino a dieci minuti dalla fine. Ieri a Bergamo hanno mostrato per l’ennesima volta di essere vivi, aggiudicandosi un punto quasi amaro.

 

Se giovedì otterranno un risultato pieno con il Venezia, potrebbero uscire per la prima volta in stagione dalla zona calda, mettendo il proprio destino stretto tra le mani. Mancano poi Cagliari, che è la gara dell’anno per la corsa salvezza, Empoli e Udinese. Insomma, tre sfide alla portata, in cui, a sorpresa, partono anche i favoriti probabilmente.

 

Insomma, Nicola potrebbe scrivere una nuova pagina di storia, ancora più miracolosa di Crotone. La domanda reale però è, quando si accorgerà qualcuno che questo tecnico può davvero ambire a squadre che giocano per obiettivi alti? Che non è "l'uomo delle salvezze", ma bensì un professionista con delle idee favolose di calcio, perlopiù basate sull’aspetto mentale dei giocatori?

 

Sicuramente adesso la testa è lì, a quei dodici punti che possono cambiare ancora una volta la sua carriera, ma da quest’estate merita un nuovo capitolo di vita. Chissà, magari proprio in quel di Bergamo dove, ieri sera, Gasp ha fatto capire che forse il suo ciclo è finito.

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