Europa League

Ecco quali sono le squadre coinvolte nella lotta Europa League

Tra le varie “gare” di quest’anno, tra scudetto e salvezza, vi è anche il torneo Uefa Europa League che oggi vede coinvolte quattro squadre per tre posti

Ecco quali sono le squadre coinvolte nella lotta Europa League

Mancano appena 270 minuti alla fine di questa stagione 2021/2022 e le squadre italiane stanno continuando a lottare su ogni fronte per giungere agli obiettivi prefissati. Tra la lotta scudetto, ormai a due dopo che i partenopei hanno perso il filo e la salvezza, con Salernitana e Cagliari sul filo del rasoio, c’è un’ulteriore”battaglia calcistica” che sta appassionando tutti gli amanti del calcio: i tre posti per raggiungere l’ Europa.

 

Non la Champions League, già definita dalle attuali prime quattro in classifica, ma i due posti per l’Europa League e il settimo, per la Conference League, affrontata per la prima edizione della Roma, ancora in gara attualmente, in semifinale. In questo campionato sono in quattro a giocarsi quei tre posti, tutte raccolte in tre punti.

 

A giocarsela ci sono le due romane, Roma e Lazio, che hanno 59 punti e dietro di loro la Fiorentina di Italiano con 56 punti, così come l’Atalanta, anch'essa a  56. Insomma, una corsa che forse non ci saremmo aspettati, viste le performance sopra le righe dei Viola e le ambizioni di Mourinho, Gasperini e Sarri di puntare ai primi quattro posti.

 

Qualcuno rimane fuori, a per forza di cose a bocca asciutta, al seguito di tante occasioni perse, che potevano far prendere le distanze dalle inseguitrici. Indubbiamente questo è il campionato delle occasioni perse, visto che tutto è ancora aperto e troppo spesso sono arrivati risultati anomali. Ciò che adesso ha peggiorato la situazione in questa specifica corsa all’Europa è la partita della Lazio, che con quei due punti guadagnati grazie alla rete di Acerbi in fuorigioco è rimasta sopra a tutte.

 

Sia Mourinho “La storia è sempre la stessa: io alleno da 22 anni e dopo 22 anni puoi ancora vincere con un gol in fuorigioco perché ieri questo è successo”, sia GasperiniArbitri? Un disastro. L'errore in Spezia-Lazio è di una gravità assoluta”, sostengono che tale errore del VAR possa influenzare realmente il risultato finale in classifica, in caso una delle due restasse fuori di due punti. Insomma, un polverone che alza ancora di più i toni.

 

Come se non bastasse alla prossima giornata la Fiorentina se la vede proprio con la Roma, iniziando dunque a definire chi ne ha di più per quel posto europeo. Cerchiamo di capire come le quattro squadre affronteranno questo finale di stagione e quale calendario spetta ad ognuna. 

 

Lazio, sei sul tavolo degli imputati 

Quella partita, quella maledetta partita. Già di suo, la Lazio è una squadra che fa parlare, visti i tanti eventi, tra favori arbitrali (o torti) e continui show del proprio presidente, che mettono il club sul palcoscenico. Ma con questo avvenimento del goal in fuorigioco, si sono definitivamente scatenati tutti. Effettivamente l’errore è grave, ma i colpevoli non sono di certo i bianco celesti, visto che nessuno se n’è accorto sul momento.

Sfruttare gli errori arbitrali, seppur siano veramente gravi, fa parte del gioco e tutte le squadre che si trovano nella stessa situazione non sarebbero in grado di chiedere la ripetizione della partita. Neanche Mourinho e Gasperini. Tornando agli aspetti tecnici, i ragazzi di Sarri sono attesi a tre appuntamenti tutt’altro che semplici, per poter mantenere solido il quinto posto. Sicuramente la Juventus tra due giornate è l’avversario più ostico, visto che i bianconeri inseguono con forza il terzo posto.

La Sampdoria vuole ufficializzare la salvezza del prossimo weekend, non regalando nulla a nessuno. All’ultima invece vi è l’Hellas Verona, che non ha più nulla da chiedere al campionato, ma continua a rendersi comunque protagonista su tutti i campi.

Insomma, non proprio il più semplice dei calendari, anche se tra tutte le concorrenti all’Europa, non sono quelli messi peggio. Il tecnico toscano si aspetta risposte da Felipe Anderson, Zaccagni e soprattutto, Luis Alberto, che devono mostrare maggiormente le loro qualità in questo finale, magari facendo la differenza. 

 

Roma, la testa all’Europa

Sicuramente il pareggio ottenuto con il Bologna ha innervosito lo spogliatoio, che sta vivendo un periodo carico di tensioni e di gare importanti. Sicuramente il fatto di avere la Conference League in più, rispetto alle altre tre, non è un vantaggio, specie a livello fisico.

Sappiamo che Mourinho non ha un grandissimo rapporto con le sue seconde linee, viste le dure parole nei loro confronti e questo obbliga i titolari a fare il doppio del lavoro. Hanno puntato l’anno al quarto posto, forse più delle altre, vista la grande esaltazione per l’arrivo del tecnico portoghese, che la prossima stagione deve per forza alzare l’asticella.

In questo finale se la devono vedere principalmente con la Fiorentina, nel prossimo turno tra l’altro, che può essere la sfida decisiva per una delle due. In caso di vittoria, i capitolini lascerebbero la Viola a meno sei, con solo due partite da affrontare.

Il Venezia non ha più nulla da perdere e non dovrebbe essere un avversario complesso. Il Torino invece non è semplice da affrontare: Juric ha già dimostrato di non regalare mai nulla a nessuno, come con il Napoli lo scorso anno. Devono fare un ultimo sforzo, anche se il passaggio in finale di Conference altererebbe nuovamente i piani. 

 

Fiorentina, non puoi più sbagliare 

La Viola sta vivendo una stagione magica, completamente diversa rispetto a quello che abbiamo visto fino allo scorso anno, in cui lottavano addirittura per la salvezza. L’arrivo di Italiano ha rivoluzionato la squadra, diventando non solo un gruppo coeso, ma anche tecnicamente bello da vedere. Giocano un calcio offensivo, che da la possibilità ad ogni giocatore di poter partecipare alla manovra d’attacco.

Sono arrivate tante reti, ma tra tutte sono anche quelle che hanno buttato più punti. Basti pensare alle ultime tre gare, tutte perse, tra errori di Terracciano, sconfitte pesanti per 4-0 e sfide alla portata, buttate per errori individuali come Igor con la Salernitana. Si perdono nel dettaglio, quel singolo momento in cui perdono la concentrazione, facendosi trafiggere.

Probabilmente con Vlahovic sarebbe stato più semplice ribaltare certe sfide, vista la continuità nel segnare, ma hanno saputo dimostrare di non avere bisogno di lui per essere grandi. Ci si aspetta sicuramente di più sia da Piatek, che da Cabral, ancora altalenanti nell’essere decisivi ad ogni partita.

Oltre alla Roma, con cui dovranno giocarsela non solo per riprendere campo, ma anche per dare dimostrazione della loro forza mentale, hanno in programma sia Sampdoria, che Juventus, in casa, con il Franchi che sogna di poter “fare male” ai bianconeri, dopo le tre sconfitte subite quest’anno. Un duello infinito, che può però rivelarsi decisivo se i giochi non saranno ancora definiti all’ultima giornata. 

 

Atalanta, per rimediare 

Sono tra le sorprese negative di questo campionato, considerando che a dicembre lottavano addirittura per il primo posto. Si potrebbe ipotizzare che ad un certo punto l’obiettivo fosse esclusivamente andare avanti in Europa League e il percorso comunque positivo europeo, lo conferma.

Ciò non toglie che la ricaduta totale, tanto da essere attualmente ottavi, sia ingiustificata e i pochi punti ottenuti in casa non siano spiegabili. Sotto al pubblico del Gewiss non hanno più trovato la forza mentale per dimostrarsi dominanti, specie nell’andare in rete, che da sempre è il punto forte del team.

Non avere a disposizione nessun attaccante per oltre un mese e mezzo non è stato facile, ma in tante situazioni si sono creati da problemi da soli, commettendo errori da insufficienza piena in pagella. Tra tutte hanno comunque il calendario più semplice, visto che affrontano sia lo Spezia che l’Empoli, nelle prossime tre giornate.

L’unica complessa è con il Milan, con cui non è mai facile poter giocare, soprattutto in questo delicato periodo. Serve una prova di forza e un impegno maggiore dalle punte bergamasche, tecnicamente invidiabili, ma dal rendimento non all’altezza.

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