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Obesità, allarme Oms: 1 bambino su 3 pesa troppo. Nasce l’Osservatorio

La tendenza, già in corso da tempo, si è aggravata con la pandemia Covid e gli esperti corrono ai ripari. Dal database indicazioni per intervenire

Obesità, allarme Oms: 1 bambino su 3 pesa troppo. Nasce l’Osservatorio

I dati sono semplicemente allarmanti, anche e soprattutto in Italia, in quello che un tempo era uno dei Paesi simbolo della Dieta Mediterranea, quella considerata la più “sana” al mondo: un bambino su tre è obeso, ossia il 29%. Non va meglio tra gli adulti, anzi: la percentuale arriva fino al 59%.

 

L’allarme dell’OMS

Il nuovo Rapporto europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non lascia dubbi: l’obesità aumenta nella popolazione generale e, in particolare, preoccupa la situazione nei bambini. "Nessuno dei 53 Stati" dell’Europa "attualmente è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo Oms sulle malattie non trasmissibili", che esorta a mettere in atto politiche per fermare la crescita del fenomeno entro il 2025.Come ricorda la stessa organizzazione, proprio sovrappeso e obesità sono tra le principali cause di morte e disabilità nel Vecchio Continente, tanto che sono riconducibili ai chili di troppo i dati relativi a 1,2 milioni di milioni all’anno. Si tratta del 13% della mortalità nella regione.

 

Non è solo un problema di peso: le malattie correlate

Come emerso dal Congresso europeo sull'obesità, questa malattia aumenta il rischio di tumori, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, malattie respiratorie croniche. È anche ritenuta causa o concausa di almeno 13 diversi tipi di cancro, che nel complesso ogni anno registrano 200mila nuovi casi. Anche la disabilità è spesso correlata a sovrappeso e obesità (7% dei casi) e il Covid ha peggiorato anche questo quadro. Le persone in sovrappeso e obese "sono state colpite in modo sproporzionato dalle conseguenze della pandemia", rileva l'Oms Europa.

 

L’Osservatorio nazionale

«I numeri della malnutrizione infantile in Italia sono allarmanti, secondo l’ultimo report sulla malnutrizione infantile condotto da Helpcode, emerge che un terzo dei bambini italiani nella fascia d’età 6-9 anni è obeso o in sovrappeso, per un totale di circa 100mila bambini, con una netta prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%), un problema sanitario dagli enormi costi sociali ed economici”. Con queste parole anche Giorgio Zagami, presidente di Helpcode Italia, ha confermato l’esigenza di agire. “Per aiutare a contrastare questo problema, rinnoviamo la collaborazione con FIMP e con l’Istituto Gaslini e lanciamo ONOI (l’Osservatorio nazionale obesità infantile, Ndr), una raccolta di dati a livello nazionale che mira a fotografare l’incidenza del fenomeno su tutto il territorio italiano. L’obiettivo è quello di raccogliere circa 50mila questionari, utili a delineare la situazione dell’obesità e del sovrappeso in età infantile e di indagare le eventuali correlazioni con gli stili di vita”.

 

Correggere gli stili di vita scorretti

L’Osservatorio, quindi, permetterà di disporre di una fotografia aggiornata della situazione e di poter capire dove “non funziona più” la Dieta Mediterranea. Secondo gli esperti, infatti, il problema non è nel tipo di alimentazione, ma nel fatto che non viene più seguita, a favore invece di una dieta sempre più improntata alle esigenze di una vita frenetica, con il ricorso a cibi surgelati ricchi di sale e zucchero, oppure per paradosso a una maggiore sedentarietà dei più giovani, con sempre meno attività motoria e un maggior uso di dispositivi elettronici.

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