il programma della celebrazione

La Russia si prepara alla parata del 9 maggio: Giorno della Vittoria

La Federazione russa ogni anno celebra la sconfitta del nazismo del 1945. Quest’anno la data assume un significato diverso per il conflitto in Ucraina

La Russia si prepara alla parata del 9 maggio: Giorno della Vittoria

Il 9 maggio in Russia non è un giorno qualunque.

Non è mai stato dal quel 9 maggio del 1945, quando Mosca ha sconfitto la Germania nazista al termine della Seconda Guerra mondiale. E non lo sarà quest’anno, perché cade durante il conflitto in Ucraina.

Da settimane si indica come possibile termine di fine delle ostilità, ma più ci si avvicina e meno probabile appare che “l’operazione speciale” russa possa terminare entro lunedì.

Il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe però puntare a cogliere l’occasione per vantare un successo sul campo, quantomeno nel Donbass, dove di recente si sono intensificati gli attacchi.

Intanto, a Mosca tutto è pronto per la parata annuale e, per la prima volta, non è prevista la presenza di alcun leader straniero.

A confermarlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov che ha chiarito che sulla tribuna allestita vicino al mausoleo di Lenin, insieme al presidente Vladimir Putin, ai veterani e ai vertici dello Stato non ci sarà nessuno capi di Stato o di Governo di altri Paesi, neppure l'alleato bielorusso Aleksandr Lukashenko, con il quale invece Putin ha avuto colloqui telefonici anche negli ultimi giorni.

 

Allerta sicurezza massima

Mai come quest’anno l’allerta sicurezza è massima anche in Russia. In occasione di quello che viene chiamato il Den Pobedi, il Giorno della Vittoria, il Cremlino non ha intenzione di rinunciare alla consueta parata per celebrare il successo sulla Germania nazista nel 1945 e per ricordare i circa 27 milioni di vittime russe della Seconda Guerra mondiale, che i russi chiamano la "Grande guerra patriottica" consumatasi tra il 1941 e il 1945 appunto.

Ora, l’immagine di grande potenza militare torna d’attualità, dopo che Mosca ha invaso l’Ucraina con l’obiettivo di “denazificare” il sud del Paese. Per questo negli ultimi giorni si sono anche intensificati gli attacchi in questa area.

Ma sarà così? Di sicuro i preparativi sono proseguiti a ritmo intenso.

 

La simbologia: dal nastro di San Giorgio alla “Z” sulla Piazza Rossa di Mosca

La celebrazione del Giorno della Vittoria è da sempre accompagnata da una ricca simbologia, a partire dal “nastro di San Giorgio”, chiamato “lentochka”: è nero e arancione e viene esibito dai russi a cavallo della celebrazione. Dal 2014 è diffuso anche tra i separatisti filo-russi nella regione del Donbass ucraino, dove ha assunto il significato di segno di battaglia contro i miliziani del battaglione Azov, chiamati a più riprese “neonazisti”.

Quest’anno, però, ci sarà anche un nuovo simbolo, la “Z”. Secondo il programma, diffuso dal ministero della Difesa, otto caccia MiG-29SMT si alzeranno in volo sulla Piazza Rossa per formare la lettera "Z". Sul significato si è molto dibattuto: di certo incida la vittoria, ma c’è anche un riferimento all’iniziale del nome del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

 

La posizione della Chiesa ortodossa

Come accaduto finora, anche in occasione della guerra in Ucraina, la posizione della Chiesa ortodossa russa appare in linea con quella del Cremlino. La celebrazione del 9 maggio, dunque, ha anche una sorta di avvallo spirituale, tanto che il patriarca di Mosca, Kirill, in passato ha definito la sconfitta di Hitler da parte di Stalin come un "miracolo di Dio".

 

Come si svolgerà

Il ministero della Difesa russo ha pubblicato una mappa interattiva della parata, dalla quale emerge come a sfilare saranno decine di colonne di mezzi in marcia, cadetti e membri delle agenzie di sicurezza. Quanto all’aeronautica è previsto il sorvolo da parte di 77 velivoli, inclusi i bombardieri a lungo raggio Tu-22M3, i caccia Su-57, nonché elicotteri d'attacco e da trasporto.

Al termine della parata militare, invece, sarà la volta del "Reggimento immortale".

Si tratta di un’altra sfilata, ma questa volta da parte di cittadini, soprattutto giovani, che in corteo attraversano la Piazza Rossa con in mano i ritratti dei parenti che combatterono durante la Seconda Guerra mondiale. Nel 2015 vi aveva partecipato lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, con in mano la foto del padre.

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