Serie A

Le pagelle della trentaseiesima giornata: Milan, meno due dal trionfo

Manca sempre meno alla fine, eppure la Serie A non conosce limiti quest’anno e continua a stupire con tanti colpi di scena. Dallo scudetto alla salvezza.

Le pagelle della trentaseiesima giornata: Milan, meno due dal trionfo

Siamo giunti alle ultime tre giornate di campionato e pian piano si stanno delineando i posizionamenti definitivi in classifica. Le lotte per l’Europa, per lo scudetto e per la salvezza però, rimangono ancora aperte e probabilmente dovremo aspettare la fine per giungere alle conclusioni. La Juventus cade incredibilmente con il Genoa, il Napoli invece strappa tre punti a Juric. L’Atalanta si rialza, così come la Lazio, in attesa di Fiorentina e Roma questa sera. Le milanesi non sbagliano, mentre in zona retrocessione finisce in pari tra Salernitana e Cagliari.

Le pagelle della 36esima:

Le bocciate:

Juventus voto 4: La peggior sconfitta della stagione? Probabilmente non a livello di classifica, ma per come è arrivata rimane un risultato da incubo. Per 86 minuti gestiscono la gara, seppur il numero uno polacco deve allungare in angolo qualche pallone insidioso. Davanti Dybala si dimostra maestro anche con il destro, portando in vantaggio i suoi. Kean e De Sciglio rovinano tutto nel finale: l’attaccante sbaglia un goal già fatto e il terzino italiano si perde su entrambe le reti. Applausi per Miretti, che nonostante tutto fornisce nuovamente una prova interessante.

 

Spezia voto 5: Un’altra sconfitta sotto gli occhi del proprio pubblico. Giocano una prima parte di gara positiva, in cui riescono a trattenere gli attacchi avversari, giungendo anche al pareggio. Poi il tracollo. Temono le giocate dei fantasisti bergamaschi e si mettono sula difensiva, risultando però fragili. Aggrediscono poco l’area avversaria, prediligendo lanci lunghi, ma dal risultato scadente. Ancora in goal Verde, che in questa stagione si è dimostrato l’uomo in più di Thiago Motta.

 

Bologna voto 5: Nel giorno del ritorno di Mihajlovic in panchina, si perdono in un bicchiere d’acqua, incassando quattro goal da un Venezia quasi spacciato. Iniziano malissimo, ma i cambi del tecnico serbo danno frutti positivi, specie Orsolini, che si rende protagonista nei primi due goal rossoblù. Difesa fragile, seppur il rigore contro sia molto discutibile, non hanno la freschezza di trattenere le incursioni venete. Dopo una rimonta alquanto clamorosa ne prendono addirittura due, lasciandosi andare nel recupero. Dopo sei partite il treno rallenta di nuovo. 

 

Sampdoria voto 5: Che il livello delle due rose fosse completamente diverso è un conto, ma la differenza si è vista in maniera troppo netta, sottolineando tutte le debolezze del gruppo di Giampaolo. Subiscono tanto, forse troppo, rimanendo schiacciati nella propria metà campo. Audero fa il massimo per rimediare, Quagliarella prova a riaprirla, ma non è fortunato. Per loro fortuna non è stato un risultato umiliante, seppur la Lazio avrebbe meritato due o tre reti in più. 

 

Torino voto 5,5: La cosa più bella del pomeriggio Granata è stato sicuramente il ricordo per il Grande Torino, che ha trascinato tantissimo pubblico allo stadio. Per il resto una gara piatta, in cui si creano alcune palle goal con Belotti e Preat, ma senza mai essere dominatori del campo. Berisha ci prova parando il rigore, ma alla fine Pobega tradisce, apparecchiando la rete del vantaggio azzurro. È mancata qualità sugli esterni, che solitamente è la chiave di svolta per Juric. Tengono a bada i partenopei finché possono, uscendo però dalla gara senza punti.

 

Empoli voto 5,5: Iniziano da grande, poi vengono surclassati dalla tecnica fenomenale del gruppo di Inzaghi. Sbloccano la gara con un uno-due letale, portato avanti dall’ex Pinamonti, in continua crescita anche in questo finale di stagione. Aslani mette in buca il primo sigillo in campionato, confermando di essere un talento pronto ad esplodere. Andreazzoli ha la base giusta per mettere su la squadra del futuro, anche se ad oggi diversi pezzi chiave del team potrebbero essere distanti dalla terra toscana. 

Le sufficienti:

Udinese voto 6: Iniziano male, subendo subito goal, ma finiscono con un bicchiere di rammarico tra le mani. Un primo tempo equilibrato, in cui la difesa friulana deve mettere diverse pezze sugli attacchi neroverdi. Nella ripresa è quasi tutto bianconero, con i pericoli principali che derivano dalle giocate di Deulofeu. Si perdono spesso nell’ultimo passaggio, quando si tratta di concretizzare, ma i livelli di gioco sono sempre molto interessanti. Udogie si sacrifica, Nuytinck pareggia a dieci dalla fine. Silvestri invece vola sulle palle alte.

 

Sassuolo voto 6: In questo finale sono più distratti e meno sicuri nella costruzione. Probabilmente l’assenza di Traoré ha tolto un po’ di fantasia alle offensive della squadra, meno fluida nel trovare lo specchio della porta. Importante ritorno al gol di Scamacca, che voleva ritrovarsi, mentre Raspadori rimane ancora in ombra. Anche Berardi non è particolarmente pericoloso, anche se si sacrifica spesso dietro, aiutando la retroguardia a palleggiare in uscita. 

 

Cagliari voto 6: La forza mentale di una squadra deve rimanere in piedi fino all’ultimo secondo di una gara e i sardi, nella sfida più importante dell’anno, lo hanno dimostrato appieno. Giocano con il giusto atteggiamento, non piegandosi ad un'atmosfera da brividi. Ci provano più volte con i palloni alti, dove Pavoletti lavora costantemente spalla a spalla con la difesa avversaria. Al 98’ minuto è Altare che lascia il segno, con un’incornata, che forse vale una stagione intera.

 

Salernitana voto 6: Fa sorridere pensare che a questo punto, se non si salvano è quasi una sorpresa. Giocano con la mentalità di una grande, perdendosi però nelle ultime righe, come successe a Bergamo cinque giorni prima. Questa volta vanno in confusione con le marcature, ma il risultato finale consente comunque di rimanere padroni del proprio destino. Nicola ha messo su una corazzata che spunta sangue, dando l’anima per il pubblico focoso di Salerno. Il miracolo è sempre più vicino-

 

Le promosse:

Napoli voto 8: Rispetto alla partita con il Sassuolo fanno un passo indietro, specie nell’intensità, visto che si ritrovano a dover lottare principalmente sul fattore fisico. Insigne sbaglia l’ennesimo rigore stagionale, Ruiz sfrutta invece un errore avversario, regalando tre punti che allontanano la Juventus. Rischiano troppe volte di farsi infilare a causa del baricentro alto: un rischio importante, che però in diverse occasioni è stato quasi letale. Il rammarico di essersi fermati per tre partite rimane, considerando l’importante potenziale della rosa di Spalletti.

 

Inter voto 8,5: Un primo tempo da dimenticare, una ripresa da “Pazza Inter”. Così possiamo etichettare la folle gara giocata dai nerazzurri, che iniziano con un atteggiamento passivo, risvegliandosi grazie alle giocate di Lautaro, che mette in buca una doppietta decisiva. Ottimo anche il lavoro di Barella in mezzo al campo: protagonista di tutte le azioni nerazzurre, visto che la palla deve sempre passare dalle sue parti. Perisic lascia sempre il segno, stavolta con l’assist, la difesa invece vive una serata no. La corsa continua, il sogno rimane.

 

Lazio voto 8,5: Si rivede nuovamente una squadra sicura dei propri mezzi, che subisce poco, affondando l’avversario in ogni zona del campo. I giocatori bianco celesti sono ispirati, tranne Immobile, che vive una serata buia. Zaccagni ci prova, trovando però l’opposizione di Audero. Patric la insacca, portando in vantaggio i suoi. Luis Alberto è l’uomo della serata: prima serve il centrale spagnolo con un pallone geometrico, poi si inventa una rete da “Mago”. Se avesse giocato più gare in questo modo, sarebbe stata l’arma decisiva in tante occasioni.

 

Atalanta voto 8,5: A distanza di tre partite, trovano nuovamente i tre punti, tornando prepotentemente sul cammino per l’Europa. Non sono ancora al top della forma, specie a livello mentale, dove spesso tendono a spegnersi, lasciando giocare gli avversari. Il protagonista è ancora una volta Muriel, che con goal e assist garantisce, per il momento, la settima posizione in classifica. Pasalic la chiude: si conferma la sorpresa assoluta di questa stagione buia della Dea. 

 

Milan voto 9: Buttano giù il tabù del “Fatal Verona”, rimontando una gara dominata in lungo e in largo dai ragazzi di Pioli. Nel giorno del suo compleanno Tonali si carica la squadra sulle spalle, mettendo a segno una doppietta decisiva. Ci pensa poi Florenzi a mettere il punto esclamativo sulla vittoria. Meraviglioso Leao nel destreggiarsi lungo la fascia, riuscendo a servire entrambi gli assist per il numero otto. Un elemento capace di fare la totale differenza in questa corsa allo scudetto. Mancano però ancora 180 minuti di alta tensione.

 

Genoa voto 9: Il destino a volte non segue nessuno schema logico. Una settimana prima sbaglia un rigore che vale la stagione e il Derby, dopo sette giorni, allo stesso minuto, puoi rimettere la squadra in rotta per la salvezza, quando tutto è sembrato già perso. Questa è la storia di Criscito, che sotto la sua Gradinata ha fatto sognare i tifosi genoani. Partita giocata con coraggio, accompagnata anche da una buona dose di fortuna. Sono ancora vivi e si vogliono tenere in corsa fino all’ultimo. Blessin merita comunque una conferma per il lavoro svolto questi mesi.

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