Il collettivo di Killnet

Cyber guerra in Italia: attacco hacker russi a siti Senato e Difesa

Nel mirino di hacker russi sono finiti nelle ultime ore sia il portale dell’Eurovision Song Contest, sia siti istituzionali. I colpi aumentano di intensità

Cyber guerra in Italia: attacco hacker russi a siti Senato e Difesa

I primi attacchi da parte di pirati informatici risalgono a diversi mesi fa e anche in passato se ne sono registrati. Ma da gennaio e dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina l’intensità delle azioni di hacker è aumentata. Nelle scorse ore si è registrato l’ultimo attacco in ordine di tempo, che ha interessato diversi siti, compresi quelli di Senato e Difesa, che sono rimasti di difficile accesso per ore. Ad essere violati sono stati anche i portali della Scuola alti studi di Lucca, dell’Istituto superiore di Sanità, di Banca Compass, Infomedix (una società di servizi alle aziende) e dell’Aci.

A colpire sarebbe stato il collettivo filo-russo Killnet, che ha rivendicato il colpo su Telegram, ma non si tratta dell’unica realtà che è entrata nel campo della guerra cyber.

 

Cresce la cyberguerra

Nel mirino dei pirati informatici russi, dunque, sono finiti nelle ultime ore soprattutto obiettivi istituzionali italiani, come appunto il sito di Palazzo Madama e della Difesa, che peraltro nei giorni scorsi aveva avvertito della necessità di alzare l’allerta nel campo del cosiddetto “sesto dominio”. Era stato, infatti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, intervenuto al Festival internazionale della Geopolitica europea a Jesolo ad avvertire dell’importanza di questo dominio, inteso come campo della comunicazione, che si aggiunge ai domini tradizionali (aria, acqua e terra) e a quelli di spazio e cyberspazio.

Intanto gli hacker russi hanno preso di mira anche il portale di Eurovision Song Contest, in corso a Torino. I pirati informatici, però, non sono entrati in azione solo in Italia, ma anche all’estero. Il collettivo di Killnet, ad esempio, aveva già colpito anche siti negli Stati Uniti, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca e riconducibili alla Nato.

 

Aumentano gli attacchi hacker, in Italia e non solo

L’escalation è evidente, in particolare dopo l’inizio dell’offensiva militare russa in Ucraina. Da gennaio, infatti, si contano circa 70 attacchi anche contro siti ucraini, compresi quelli degli Affari Esteri e dell’Istruzione, bloccati temporaneamente da hacker riconducibili a Mosca e a Minsk, in Bielorussia. Non è stata risparmiata, però, neppure la Romania, dove il primo Ministro, Nicolae Ciuca, il 29 aprile scorso aveva annunciato un attacco cosiddetto DDos, distributed denial of service, che consiste in un blocco del sito. Ad essere messi fuori uso temporaneamente erano stati anche il portale della Polizia di frontiera e la compagnia ferroviaria nazionale. Anche in quel caso, a rivendicare l’azione erano stati i componenti di Killnet, che sostengono il governo di Putin e che avevano voluto colpire la Romania perché fornisce armi a Kiev.

Secondo dati recentissimi, nel primo trimestre 2022 gli hackeraggi in Ucraina, Russia e Bielorussia sono cresciuti con numeri a due cifre: +50% di attacchi di tipo remote access trojan (Rat), +30% di botnet e +20% di spyware per azioni di cyber espionage.

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