Le pagelle della vincitrice di Coppa Italia

Inzaghi batte ancora la Juve diAllegri e alza il secondo trofeo

L’Inter si impone sui bianconeri per 4-2 spinti da un super Perisic e da due rigori causati da De Light. Una gara di grande livello, vinta dai più motivati

Inzaghi batte ancora la Juve diAllegri e alza il secondo trofeo

L’Inter vince ancora in finale con la Juventus per 4-2, arrivando anche questa volta fino ai tempi supplementari, al seguito però di una gara spettacolare. Protagonista assoluto Perisic, che negli ultimi trenta minuti di gara mette in buca una doppietta essenziale per la vittoria del trofeo. Inzaghi ringrazia anche Barella e Calhanoglu, che tengono in vita i nerazzurri nei momenti più difficili. Seconda titolo stagionale dei nerazzurri, che adesso puntano solamente al triplete nazionale.

 

Coppa Italia, Inter-Juventus: le pagelle dei nerazzurri

Samir Handanovic voto 6,5: Che l’errore sul pareggio di Morata sia grossolano, non ci sono dubbi, ma salva troppe volte la porta per non meritare una sufficienza piena. Si allunga come un polipo sui calci piazzati, dove i bianconeri si rivelano spesso pericolosi ed esce con grande mestiere, chiudendo lo specchio alle punte bianconere. Viene ingannato dalla posizione dello spagnolo sul tiro di Alex Sandro, ma può davvero poco sulla rete di Vlahovic visto che ha tentato di salvare con una prodezza, subendo poi la ribattuta del serbo.

 

Danilo D’Ambrosio voto 5,5: Il suo apporto alla fase offensiva è importante, visto che si ritrova a dover fare il ruolo di Darmian. I buchi lasciati dietro si fanno sentire, specie ad inizio ripresa, quando i nerazzurri subiscono un terribile uno-due dagli avversari. Il sacrificio non manca mai, attacca con forza i bianconeri, limitando talvolta lo spazio per le ripartenze. A livello di scelte però è una prestazione insufficiente da parte del duttile difensore di Inzaghi. 

 

Milan Skriniar voto 6: Una sfida a due facce per lo slovacco, che inizia la gara sottotono, salendo poi a livello di prestazione. Gioca un primo tempo non da lui, dove spesso è in ritardo, sbagliando diversi interventi e andando anche a vuoto. Nel secondo tempo ritrova il suo grande coraggio, arrivando a portare palla fino alla trequarti avversaria. Salva nei supplementari su calcio d’angolo, evitando così che alla gara si potesse riaprire. Una pedina più consapevole rispetto al passato, che riesce a gestire anche i momenti no.

 

Stefan De Vrij voto 6,5: Non è mai un elemento che finisce in copertina, però il suo contributo questa volta è particolarmente importante. Riesce infatti a guadagnarsi il rigore del vantaggio ai tempi supplementari, che taglia di fatto le gambe alla Juventus. A livello difensivo sbaglia solo sulla rete del pareggio, dove lascia troppo spazio a Alex Sandro per tirare, senza opporsi in uscita. Una stagione altalenante, ma questa finale, grazie ai suoi inserimenti offensiva, è stata una risposta positiva per l’olandese. 

 

Matteo Darmian voto 5: Torna titolare e non regala una prestazione memorabile. Anzi, gli errori non mancano. Tiene in gioco Vlahovic sul secondo goal, rimanendo inspiegabilmente dietro ai tre difensori. Non spinge sulla fascia, coprendo i buchi lasciati da D’Ambrosio, quando probabilmente sarebbe stato meglio provare qualche sovrapposizione. Crea un solo pericolo dalle parti di Perin, tirando bene di prima, ma trovando anche una grande opposizione del portiere. 

 

Nicolò Barella voto 7: Dopo sei minuti il futuro capitano nerazzurro si inventa una rete da paura, molto simile ai goal “alla Del Piero”, per rimanere in tema Juventus: un tiro a giro all’incrocio dei pali, imprendibile per il portiere bianconero. Lotta continuamente, accorciando al posto di Brozovic sul primo tocco della manovra e si prende spesso la squadra sulle spalle, lottando in mezzo al campo, nonostante la stazza fisica. Un giocatore completo, che unisce tecnica a cuore, giustificando così l’amore incontenibile del pubblico per lui. 

 

Marcelo Brozovic voto 5,5: Da subito inizia la gara con un atteggiamento nervoso, facendo scelte sbagliate in manovra. Non da lui. Appoggia con sufficienza ai compagni, concedendo diverse ripartenze alla squadra di Allegri. Si prende un giallo evitabile, forse per la stanchezza o la frustrazione del doppio vantaggio avversario, limitando così i suoi interventi. L’arbitro lo grazia sull’ennesimo gesto errato della serata, quando decide di scalciare senza senso il pallone. Uno come lui deve saper rimanere più lucido. 

 

Hakan Calhanoglu voto 6,5: Gioca una gara complessa, in cui si ritrova spesso marcato già dalla trequarti avversaria. Quando riesce a liberarsi però porta invenzione al team, giocando di prima e cercando spesso le fasce esterne. Si prende con personalità il rigore del pareggio, che dà inizio alla cavalcata nerazzurra verso la coppa. Un giocatore da luci ed ombre, che quando è in giornata sa essere dominatore del campo. Maggiore continuità lo renderebbe uno dei migliori nel suo ruolo. 

 

Ivan Perisic voto 8,5: A sorpresa diventa l’eroe dei supplementari, regalando la Coppa Italia ai nerazzurri. Si prende la responsabilità del rigore, spiazzando Perin con freddezza e poi tira fuori dal cilindro un siluro imparabile, che di fatto chiude la gara. Durante i novanta minuti vince lui il duello con Cuadrado, riuscendo a scappare più volte sulla fascia. Serve diversi assist, ma vengono sfruttati poco dai compagni. Un elemento chiave per Inzaghi, da tutta la stagione.

 

Lautaro Martinez voto 6,5: Lotta come un “Toro”, facendo a sportellate con la fisica difesa bianconera. Non incide molto sotto porta, non trovando i giusti spazi per fare i suoi soliti inserimenti. Lavora come se fosse lui l’attaccante torre, abbassandosi più del solito per concedere le ripartenze ai suoi compagni. Riesce ad ottenere il penalty del pari, subendo fallo al seguito di una grande protezione della palla. In un modo o nell’altro, riesce ad incarnare al meglio l’anima della squadra: sente la gara con la consapevolezza di essere un leader essenziale per i suoi compagni.

 

Edin Dzeko voto 5: In una serata no, in cui però ci si aspettava che lasciasse il segno. Viene sostituito dopo appena quindici minuti dalla ripresa del gioco, uscendo desolato dal campo. Comprensibile, visto che avrebbe dovuto aiutare la squadra con le sponde e le ripartenze, al posto di nascondersi dietro ai difensori bianconeri. Fa da torre sui rilanci di Handanovic, trovandosi però continuamente da solo. Rallenta il gioco quando deve impostare, per mancanza di scelte.

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