Corsa scudetto

Milano s’infiamma per gli ultimi 180?: il punto sulla lotta scudetto

Le due squadre della Madonnina stanno competendo per l’obiettivo massimo nazionale, che a due giornate dalla fine non ha ancora preso una direzione precisa

Milano s’infiamma per gli ultimi 180?: il punto sulla lotta scudetto

La corsa scudetto non è mai stata così entusiasmante negli ultimi dieci anni e fare pronostici, seppur manchino solo due giornate, non è del tutto semplice. Dopo aver escluso Napoli e Juventus, le due milanesi sono andate spedite verso la vetta, rimanendo in corsa fino alla fine. La classifica attuale dice rossoneri avanti di due punti, ma con ancora 180 minuti da giocare, possono velocemente cambiare le carte in tavola. A distanza di anni si sono finalmente ritrovate, dopo quasi un decennio in cui non sono mai riuscite a rispettare la storia leggendaria che le contraddistingue nel nostro campionato: stiamo parlando di squadre che dovrebbero regolarmente rimanere nei piani alti, per tutto quello che hanno vinto e per ciò che hanno portato alla nostra nazione.

 

I nerazzurri hanno iniziato prima questo progetto rivoluzionario, alzando uno scudetto, la scorsa annata, con Antonio Conte in panchina, che ha ridato un’anima al team della Pinetina. Quella vittoria ha rimesso in carreggiata una società che si è modernizzata, dimostrando competenza e precisione da parte dei dirigenti, arrivati due stagioni fa.

 

Il Milan invece ha iniziato un percorso post Covid che non si è mai fermato e che seppur non ancora completo, sta prendendo una forma importante, soprattutto in vista del futuro. Dietro di loro i partenopei si sono buttati addosso la benzina della sconfitta, dimostrando che pur avendo una rosa non inferiore alle altre, la mentalità non è ancora giunta ad un livello pari alle due realtà lombarde. Aver superato le ambizioni della Juventus, dimostrandosi addirittura superiori è un passo avanti rispetto alo scorso anno, ma viste le premesse con Luciano Spalletti ad inizio stagione e considerando che hanno perso tutto nel giro di tre gare, la delusione rimane grande e il futuro ancora opaco. Ripartire per l’ennesima volta su nuove basi, non potendo più contare su giocatori chiave come OspinaMertens o Insigne.

 

I bianconeri invece, che derivano da una sconfitta in finale di Coppa Italia, hanno vissuto la peggior stagione degli ultimi anni, anche con un salvatore vincente come Allegri, che ha ripreso il controllo di una squadra ben diversa dalla sua ultima Juve. Il rammarico rimane per tutti i punti persi all’inizio, che di fatto hanno tirato fuori dalla corsa scudetto una rosa che potenzialmente, con i nuovi arrivi a gennaio, avrebbe potuto scalare la vetta.

 

Insomma, due realtà diverse rispetto ad Inter e Milan, che si sono dimostrate non solo costanti, ma potenzialmente più avanti, anche a livello di idee. Entrambe hanno già stabilito un progetto futuro, basato sulla crescita di talenti, aiutati da nuovi arrivi d’esperienza. Come andrà a finire questa annata incredibile? A Milano tra due settimane, qualcuno avrà da festeggiare alla faccia dell’acerrima nemica sportiva.

 

Milan, pochi passi

Forse in pochi ci hanno creduto, ma la banda di Pioli attualmente ha il destino dello scudetto nelle proprie mani. A livello di rosa non sono di certo quelli tecnicamente più forti, ma ancora una volta la magia del pallone premia la coesione e l’anima di uno spogliatoio. I rossoneri sono stati costanti e oltre alla forza del gruppo, hanno dimostrato di saper gestire con intelligenza i momenti bui.

 

Non lasciare troppi punti per strada, seppur alcuni treni persi rimangano, come con la Salernitana o il Bologna, ha dato la possibilità di non perdere mai la scia, rimanendo costantemente sul cammino verso lo scudetto. Anche essere definiti da tutti come una rosa non “competitiva” come magari sono quelle di Inter o Napoli ha aiutato con le pressioni, muovendosi nell’ombra e aggirando le perplessità sul raggiungimento dell’obiettivoValorizzare alcuni giocatori, che lo scorso anno non hanno fornito risposte positive, credendo negli investimenti e nelle potenzialità future. I due esempi più palesi sono Leao, che si è dimostrato l’uomo della differenza, specie nelle gare più complesse e Tonali, futuro capitano del gruppo, che nella passata annata ha deluso il pubblico, rischiando anche la cessione.

 

Alla fine però è scoppiato e in questo finale si sta dimostrando valido anche in zona goal, dove solitamente non è mai stato il suo campo. In porta la differenza la fa Maignan, che con i suoi interventi miracolosi e le tante gare senza subire goal, con la collaborazione della nuova coppia difensiva Kalulu e Tomori, ha fatto velocemente dimenticare Donnarumma, ormai un ricordo per la gente rossonera. Il calendario non è dei più semplici, visto che si apprestano ad affrontare due realtà offensive, come Atalanta e Sassuolo. Con le squadre aperte però i rossoneri danno solitamente il meglio, visto che hanno maggiori possibilità di giocare sugli esterni, attaccando in massa, come è accaduto con l’Hellas Verona.

 

Da qui alla fine basterebbero quattro punti per giungere ad un sogno, che forse a livello emotivo meritano, per come hanno sottolineato l’importanza di gruppo unito. Oltre anche a qualsiasi aspetto tattico e tecnico.

 

Inter, non solo Bologna 

Mettere in croce un’intera stagione per una singola gara, per un singolo errore, sarebbe riduttivo. Devono essere consapevoli che sono partiti da favoriti, perdendosi in quel filotto di febbraio, in cui hanno ottenuto sei punti in sette gare. In quell'istante la stagione è stata compromessa, poiché non hanno avuto la forza di alzarsi di fronte alle difficoltà, rimanendo bloccati in un limbo senza uscita.

 

Aver perso quel derby, per 2-1, ha fatto perdere certezze al team, che probabilmente per la prima volta in stagione si è sentito “debole”, tirando fuori le reali fragilità della rosa. La crisi di Lautaro, gli errori di De Vrij e il poco contributo di Barella hanno sradicato la colonna vertebrale di certezze che Inzaghi ha imposto, dopo le prime paure post Conte. Un gioco dominante, in cui la ricerca del goal è l’unica cosa che conta: attaccano tutti, segnano in tanti e i risultati sono estesi. Una volta che quella magia si è persa, il tecnico ex Lazio non è più riuscito a trasmettere fiducia ai suoi ragazzi, che poco a poco hanno perso tutto il vantaggio costruito in classifica, facendosi anche superare dai cugini rossoneri.

 

Poi il secondo derby decisivo, quello di coppa, che ha riportato coraggio alla rosa: non sbagliano più un colpo e con la partita in meno, mettono paura alle avversarie, mai certe di poter mantenere il virtuale primato. Il problema sta proprio in quel recupero con il Bologna, in cui forse le responsabilità sono state troppe e gli errori hanno pesato eccessivamente. Non solo di Radu, ma dell’intera formazione, che in un normale turno infrasettimanale, ha ritrovato a sorpresa le insicurezze di inizio girone di ritorno, commettendo ingenuità decisive. In questo modo hanno nuovamente perso terreno, questa volta però il tempo non è dalla loro parte, considerando le poche partite per sperare in un sorpasso.

 

Il calendario è favorevole, visto che devono affrontare due squadre che lottano per la salvezza, come Cagliari e Sampdoria, che stanno dimostrando però di mettersi in gioco su tutti i campi della Serie A. La vittoria della Coppa Italia è un fattore importante per il morale, ma potrebbe non bastare per fermare le motivazioni del Milan. A questo punto devono solo fare il massimo, sperando che qualcuno sia in grado di dare una seconda possibilità al sogno che costruiscono dallo scorso luglio. 

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