scontro diplomatico

Espulsione diplomatici da Mosca. Draghi: “Atto ostile, ma dialoghiamo”

Il premier considera la mossa un gesto nei confronti anche dell’Europa, cita le espulsioni in altri Paesi Ue, mentre per il Ministro Di Maio era prevedibile

Espulsione diplomatici da Mosca. Draghi: “Atto ostile, ma dialoghiamo”

Non solo un “atto ostile contro l’Italia”, ma contro l’intera Unione europea. Il premier, Mario Draghi, non esita a mostrare la propria contrarietà alla decisione di Mosca di espellere 24 diplomatici dalla Russia, ma nello stesso tempo tiene una porta aperta al dialogo col Cremlino: “La prima riflessione che viene in mente è che non bisogna assolutamente  interrompere i canali diplomatici, è chiaramente un atto ostile anche in risposta alle  nostre espulsioni, ma è a un atto ostile anche verso l'Unione europea perché sono stati espulsi anche i diplomatici francesi, spagnoli".

 

Tenere i canali diplomatici aperti

Per il presidente del Consiglio, che ha parlato in occasione della conferenza stampa che è seguita all’incontro con la premier finlandese, Sanna Marin, "questo non deve assolutamente portate a una interruzione dei canali diplomatici perché è attraverso quei canali che, se ci si riuscirà, si arriverà alla pace ed è questo che noi vogliamo".

Pronta anche la risposta della Farnesina: "L'Italia prende atto della decisione della Federazione Russa di  espellere 24 membri delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane e  dell'Ufficio ICE nella Federazione Russa. Il personale oggetto del provvedimento ha sempre esercitato le proprie funzioni nel pieno rispetto della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Nel ribadire la ferma condanna per l'aggressione all'Ucraina da parte della Federazione Russa, l'Italia - si legge in una nota del ministero degli Esteri - chiede con forza un immediato cessate il fuoco che ponga fine alle  sofferenze della popolazione civile e garantisca l'avvio di negoziati concreti per una  soluzione politica e sostenibile del conflitto".

 

Di Maio: “Decisione attesa”

La decisione di espellere 24 persone del corpo diplomatico italiano in Russia in realtà non è un fulmine a ciel sereno, perché arriva come risposta a una mossa analoga presa dall’Italia nelle scorse settimane. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che l’ha definita una "decisione attesa". "Voglio dire - ha dichiarato il ministro - che era una reazione attesa da parte della Russia, perché agisce per reciprocità. È successo ad altri partner, come la Francia, alla Germania sono stati espulsi quaranta diplomatici, i Paesi Bassi ne avevano mandati via diciassette e la Russia ne ha espulsi quindici, questo non vuol dire che i canali diplomatici sono interrotti. Non sono tutti diplomatici, ci sono funzionari con passaporto diplomatico".

 "Sono convinto - ha aggiunto - che la nostra ambasciata a Mosca sarà sempre più importante per mantenere il canale aperto con le istituzioni russe, il nostro obiettivo resta una soluzione diplomatica, lasciare un canale aperto con Mosca per arrivare a un cessate il fuoco".

 

Le motivazioni di Mosca

A motivare la scelta è stato il ministero degli Esteri russo, precisando che "sono state le azioni apertamente ostili e immotivate" dell'Italia - in riferimento all'espulsione di 30 diplomatici russi il mese scorso - a spingere alla risposta di Mosca. Nel comunicato ufficiale si conferma quella che fino a ieri mattina era un’indiscrezione, cioè che “i 24 dipendenti delle istituzioni diplomatiche e consolari italiane in Russia dichiarati persone non grate dovranno lasciare il Paese entro otto giorni”.

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