focus ucraina

Il dialogo (militare) che sembrava impossibile tra Usa e Russia

Dopo la telefonata tra i responsabili della Difesa di Washington e Mosca, arriva il colloquio tra i capi di Stato Maggiore. Ad Azovstal si combatte ancora

Il dialogo (militare) che sembrava impossibile tra Usa e Russia

Il Donbass è un inferno. La regione è completamente distrutta”. Con queste parole il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, conferma la prosecuzione degli scontri, soprattutto nella zona del sud-est del Paese.

Nel consueto videomessaggio serale, il leader di Kiev ha definito come “completamente distrutto” il Donbass, aggiungendo: "Il brutale e assolutamente inutile bombardamento di Severodonetsk, con 12 morti e decine di feriti in un solo giorno. I bombardamenti di altre città, gli attacchi aerei e missilistici dell'esercito russo: tutto questo non è solo ostilità bellica. Questo è un tentativo deliberato e criminale di uccidere il maggior numero possibile di ucraini".

Ciononostante, proseguono i tentativi di dialogo tra Usa e Russia.

 

Telefonata tra i capi di Stato Maggiore di Washington e Mosca

Nelle scorse ore c’è stato un colloquio telefonico tra il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov, e il suo omologo americano, Mark Milley. I due hanno parlato di "questioni di reciproco interesse, compresa la situazione in Ucraina" come riferisce l'agenzia di stampa russa Tass, che riferisce che il confronto è avvenuto "su iniziativa della parte americana".

Il contatto arriva dopo che la scorsa settimana il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, hanno discusso della situazione in Ucraina durante la loro prima conversazione telefonica dallo scoppio del conflitto.

 

Palamar (Azovstal): “Non mi sono arreso”

Intanto le autorità ucraine parlano di intensificazioni degli attacchi russi, specie nel Donbass, mentre il vicecomandante del battaglione Azov, asserragliato per settimane nell’acciaieria Azovstal di Mariupol, smentisce di essersi arreso. Sviatoslav Palamar ha dichiarato: "Oggi è l'85esimo giorno di guerra. Io e il comando militare ci troviamo nello stabilimento Azovstal. L'operazione continua, non rivelerò i dettagli'', afferma Palamar, noto anche come 'Kalina'.

 

La sorte dei militari usciti da Azovstal

Mentre proseguono le prove di dialogo tra Usa e Russia, restano i combattimenti sul terreno in Ucraina e in particolare a Mariupol, dopo la prima resta di militari usciti dall’acciaieria Azovstal. I soldati che hanno lasciato la struttura sarebbero 1.730, mentre i feriti risultano 80.

Il loro destino non è ancora chiaro: non si sa se avverrà uno scambio di prigionieri con militari russi catturati dagli ucraini o se dovranno subire un processo, come indicato nei giorni scorsi dalla Duma, il parlamento russo.

Fonti ucraine, comunque, rimangono ottimiste e confidano sul fatto che il Cremlino manterrà “la parola” e dunque potranno essere scambiati con personale russo.

 

Usa, sostegno all’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia

Intanto, dopo l’appoggio arrivato anche dal premier, Mario Draghi, all’omologa finlandese Sanna Marin in occasione della visita di quest’ultima a Roma, anche il presidente Usa, Joe Biden, ha offerto sostegno all’allargamento dell’Alleanza atlantica, includendo i due Paesi baltici. Ricevendo alla Casa Bianca la prima ministra svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto, Biden ha sottolineato il pieno “sostegno” all’allargamento dell’Alleanza atlantica ai due Paesi scandinavi.

Inoltre, la Casa Bianca ha annunciato che Biden firmerà, mentre si troverà in Asia per un viaggio delle prossime ore, il massiccio pacchetto di armi e aiuti all'Ucraina da 40 miliardi di dollari approvato dal Congresso. Firmare il disegno di legge "rapidamente" garantirà continuità nel flusso di finanziamenti, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ai giornalisti a bordo dell'Air Force One in rotta verso Seul.

Ma resta il nodo dell’opposizione della Turchia, con il freno da parte del suo presidente, Erdogan.

Le prove di dialogo tra Russia e Ucraina

In questi giorni di negoziati e colloqui a più livelli e che coinvolgono diversi Paesi, anche Russia e Ucraina tentato di far ripartire il dialogo per arrivare a un “cessate il fuoco”.

Mosca si dice pronta a riprendere i colloqui con Kiev, quando quest’ultima si dichiarerà pronta a farlo. A chiarirlo è stato il vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko. Immediata la replica di un consigliere del presidente ucraino Zelensky: "Non offriteci un cessate il fuoco, questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe".

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA