La rinascita

Nasce la nuova Juventus: rivoluzione totale, dalla difesa alle punte

Una stagione deludente che non ha portato nulla di positivo neanche un trofeo ai ragazzi di Allegri: la rinascita è obbligatoria per riprendere credibilità

Nasce la nuova Juventus: rivoluzione totale, dalla difesa alle punte

Il campionato italiano è ad una giornata dalla fine e i giochi sono ancora apertissimi per diverse squadre, che cercano i punti decisivi per raggiungere il proprio obiettivo: dallo scudetto che è in palio a Milano, alla salvezza di due squadre che vivono di mare, come Cagliari e Salernitana.

 

In mezzo vi è anche una corsa all’Europa, che coinvolge ancora tre società: insomma, seppur restino da giocare solamente i novanta minuti, non abbiamo ancora idea di come possa essere la classifica finale. Alcuni club però ovviamente hanno già messo in luce tutte le carte da giocare, stabilendo il posizionamento definitivo per questa stagione.

 

La Juventus è tra quelle che colpisce di più, considerando che ha appena terminato una stagione difficile, in cui non è arrivato neanche un trofeo in bacheca. Un risultato deludente, che non succedeva da più di dieci anni per i bianconeri, pronti a risollevare il morale dell’ambiente con una nuova rivoluzione.

 

L’ennesima degli ultimi quattro anni, dove i progetti, dopo il primo addio di Allegri, sono stati tutti vaghi ed incostanti. Diversi cambi di allenatore, da Sarri a Pirlo, fino all’arrivo di campioni mondiali come Cristiano Ronaldo. Tutto ciò non ha portato però i risultati sperati, lasciando navigare la squadra in mezzo al mare dell’incognita.

 

In quest’ultima annata sono cadute definitivamente le barriere del castello e la squadra dominatrice del calcio italiano, ha toccato probabilmente il punto più basso della sua storia recente. Indubbiamente non tutti sono da buttare, poiché la rimonta dal dodicesimo posto al quarto nel giro di quattro mesi è da sottolineare. Vedere i progressi o comunque, tenersi strette le cose positive (seppur poche) aiuta sempre a avere dei riferimenti da cui ripartire. In primis la panchina, dove con ogni probabilità siederà ancora Allegri, che nonostante l’anno storto, rappresenta appieno il comandanteideale per risalire la china, per ritrovare i ritmi vincenti di una volta.

 

Tra l’altro il tecnico toscano ha firmato fino a giugno 2025 per sette milioni annui e difficilmente la società potrebbe fare un dietrofront davanti a cifre così importanti. Il palmarès che ha parlato per lui, considerando che è stato l’artefice di vittorie gloriose per la storia della Vecchia Signora. Il suo essere tranquillo nella maggior parte dei momenti pieni di ostacoli ha aiutato la squadra, lo spogliatoio, a non disperdersi, cercando di rimanere coesi in ogni situazione. L’eliminazione dalla Champions League, nuovamente agli ottavi e la sconfitta in finale di Coppa Italia, a poco meno di dieci minuti dalla fine, sono la cornice di un quadro completamente da ridisegnare. Chi sono i colori per l’artista? Scopriamo insieme quale sia l’idea di Agnelli per una nuova Juventus vincente.

 

In porta solo certezze

Ad inizio anno non lo avremmo mai detto, considerando i tanti errori messi a segno dal portiere polacco, ma con il passare del tempo si è rivelato per l’ennesimo anno consecutivo tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Parliamo ovviamente di Szczesny, numero uno bianconero, che ha messo diverse pezze in tante gare di questa annata. È riuscito addirittura ad evolversi a livello di doti, sviluppando notevolmente la manovra con i piedi, tra lanci e partecipazione nel possesso palla. A livello di rigori si è dimostrato implacabile, chiudendo lo specchio a ben tre penalty consecutivi. Una certezza che non si può sostituire.

Alle sue spalle tra l’altro può contare su Perin, che quando viene chiamato in causa si è sempre destreggiato tra i pali egregiamente. Il portiere originario di Latina però sta ancora valutando il futuro, visto che in qualsiasi altra squadra dall’ottavo posto in giù giocherebbe titolare. Sicuramente pure all’estero. Pinsoglio invece ha decretato amore infinito per la Vecchia Signora, diventando un punto di riferimento per i più giovani: un uomo spogliatoio intoccabile, che si fa sentire quando bisogna alzare la voce, nei momenti di difficoltà.

 

L’addio di “Chiello”

Dal prossimo anno come tutti sappiamo non vi è più Chiellini tra le fila bianconere, storico centrale della squadra allenata da Allegri. Ben diciassette anni di amore con la città di Torino, che lo ha accolto da giovane inesperto, salutandolo da leggenda.

Seppur l’età ormai avanzata, ancora una volta si è dimostrato essenziale a livello difensivo, reggendo la retroguardia da solo in più di un’occasione. Il sostituto naturale rimane ovviamente De Ligt, con tanto di rinnovo pronto sul tavolo, ma non è da escludere che in futuro si possa accogliere in rosa ulteriori centrali. Anche perché, oltre al centrale olandese, vi sono solamente capitan futuro Bonucci e Rugani, entrambi confermati per la prossima stagione. Una casella ad oggi è vuota e il club non può più permettersi di rimanere scoperto in certi ruoli. Sulle afose Alex Sandro sta valutando l’addio, visto che non sembra più ormai ritrovare i ritmi eccellenti di un tempo. Cuadrado è intoccabile, così come Danilo, che è la voce saggia del gruppo. De Sciglio ha commesso tanti errori, ma ad oggi rimane, così come Pellegrini, che con ogni probabilità è il prossimo terzino titolare di Juve e Nazionale.

 

Centrocampo che piange

La mancanza di qualità in mezzo al campo per i bianconeri è stato un tema ricorrente per tutta la stagione: oltre a Locatelli, il solo Rabiot è riuscito a portare giocate importanti per alzare il livello del palleggio, ma in generale nessuno ha soddisfatto le aspettative dei tifosi.

Zakaria sta crescendo, ma è ancora in uno stato di "adattamento" al campionato. Da Arthur, completamente fuori dagli schemi, a Ramsey e Bentacour (entrambi ceduti a gennaio) è stato un anno pieno di lacune a centrocampo. Miretti è una scoperta interessante, che deve però farsi le ossa. Fagioli che torna dal prestito invece un nuovo punto di riferimento, visto che si è messo in luce, dimostrando di valere la casacca della squadra del suo cuore. Il possibile arrivo di Pogba sarebbe oro che cola: alzerebbe completamente la qualità del team, aggiungendo quelle verticalizzazioni che avrebbero portato maggiori goal ai bianconeri. 

 

Attacco da rifare

Dopo l’addio di Dybala, sofferto da tutta la gente bianconera, saluta a sorpresa anche Morata, visto che il club non ha trovato l’accordo per il riscatto con l’Atletico Madrid. I dirigenti vogliono ancora provarci e si butteranno presto sullo spagnolo con una nuova offerta, anche se ad oggi i Colchoneros non sembrano intenzionati a privarsene. Rimangono dunque solo Vlahovic e Kean, che con grandi probabilità sono le uniche due certezze del prossimo anno. Il serbo come titolare e il giovane italiano come riserva: deve fare quel salto di qualità per trovare maggiore spazio. È necessario però che in rosa vengano aggiunti almeno altri due pezzi, che possano dare un nuovo volto che ha sofferto e non poco in questa stagione. Aspettando Chiesa, chissà che Di Maria non arrivi davvero… 

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