la rassicurazione

Vaiolo delle scimmie: dopo l’allarme, ecco l’Oms: “Si può fermare”

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità non è una malattia che riguarda solo gli omosessuali. Occorre l’isolamento per bloccare la trasmissione

Vaiolo delle scimmie: dopo l’allarme, ecco l’Oms: “Si può fermare”

All’apprensione crescente, alimentata anche dalle parole del presidente statunitense Joe Biden di pochi giorni fa, risponde adesso l’Organizzazione mondiale della Sanità. Secondo Maria Van Kerkhove, a capo della ricerca sulle malattie emergenti dell'Oms, “È possibile contenere la trasmissione dei casi di vaiolo delle scimmie nei Paesi in cui la malattia non è endemica”.

 

Come fermare la trasmissione  

"Intendiamo bloccare la trasmissione del virus da uomo a uomo e siamo in grado di farlo nei Paesi in cui il vaiolo delle scimmie non è endemico", ha spiegato la Van Kerkhove. "Siamo in una situazione nella quale possiamo utilizzare strumenti di sanità pubblica per identificare i casi precocemente e affrontarne l'isolamento", ha detto ancora.

Secondo l’esperta dell’Oms il contagio avviene “attraverso uno stretto contatto fisico, pelle a pelle".

 

La rassicurazione: “Finora nessuna forma severa”

Come ha rilevato ancora la Van Kerkhove, finora i casi individuati non presentano forme severe di malattia, che solitamente tende a remissione completa nell’arco di un paio di settimane e senza necessità di terapie specifiche, che peraltro non esistono. Laddove si fosse in presenza di soggetti immunocompromessi, però, si potrebbero usare antivirali, già pronti anche in Italia, dove tre pazienti contagiati dal vaiolo delle scimmie sono ricoverati allo Spallanzani di Roma, in buone condizioni.

 

“Non è una malattia degli omosessuali”

Un altro chiarimento riguarda, invece, la diffusione, che finora ha interessato uomini che avevano avuto rapporti con altri uomini. "Sono stati identificati diversi casi di vaiolo delle scimmie tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, ma non è una malattia omosessuale, come hanno cercato di etichettare alcune persone sui social network", ha sottolineato Andy Seale, consulente strategico per i programmi globali dell'Oms su HIV, epatite e infezioni sessualmente trasmissibili.

 

Indagini sul genoma del virus

L'identificazione precoce e "l'isolamento dei casi fanno parte delle misure raccomandate dall'Oms e dall'ECDC", ha affermato ancora Maria Van Kerkhove. Intanto sono in corso le analisi genomiche per capire se il virus responsabile del vaiolo delle scimmie abbia subito una mutazione. Una volta terminati gli studi si potrà avere conferma o smentita, come spiegato da Rosamund Lewis, a capo della ricerca sul vaiolo delle scimmie nell'ambito del programma per le emergenze dell'Oms.

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