le indagini sui casi

Epatite acuta nei bambini: la causa più probabile è l’adenovirus

Una circolare del ministero della Salute fa il punto sui casi (in Italia 27) e raccomanda le norme di igiene per evitare la diffusione. Cosa sappiamo finora

Epatite acuta nei bambini: la causa più probabile è l’adenovirus

Sono 276 i casi complessivi di epatite acuta tra bambini con età inferiore ai 10 anni, di cui non sono ancora ben chiare le cause. I primi casi si sono registrati il 5 aprile nel Regno Unito e a quasi due mesi emergono le prime valutazioni degli esperti. Le segnalazioni finora riguardano giovani di età pari o inferiore a 16 anni, che nella maggior parte dei casi (75,4%) sono under 5 anni.

In Italia i casi “probabili” attribuiti a epatite acuta sono 27, dei quali 26 ospedalizzati. Il 55,6% dei casi riguarda femmine e per un piccolo paziente è stato necessario procedere a trapianto epatico.

 

La causa probabile è l’adenovirus

Dopo settimane di analisi e valutazioni, gli esperti dell’ECDC, il centro europeo di controllo delle malattie, ritengono che l'infezione da adenovirus enterico umano sia la causa più probabile per i casi di epatite acuta che si sono verificati. Al momento non sono stati riferiti cluster, quindi focolai con maggiore circolazione e diffusione del virus, ma il contatto ravvicinato con una persona infetta, secondo gli esperti, dovrebbe essere considerato la via più probabile di esposizione.

 

Come si trasmette il virus

In particolare la via di trasmissione più probabile è considerata quella oro-fecale (dalla bocca o tramite le feci), specialmente nei bambini piccoli e per quanto riguarda l'HAdV 41. Ma di fronte alla mancanza di solide evidenze scientifiche, le raccomandazioni si riassumono in una “buona pratica igienica generale”.

Come si legge nella circolare del Ministero, “Un'accurata igiene delle mani e l’adesione alle pratiche di igiene respiratoria dovrebbero essere implementate nelle strutture educative per l’infanzia in cui si verificano focolai di gastroenterite. Per il personale che si occupa del cambio di pannolini dovrebbe essere considerato l’uso di guanti monouso, seguito da un'attenta igiene delle mani. Dovrebbe essere intrapresa un'accurata disinfezione delle superfici. Nelle strutture sanitarie per tutti i casi probabili devono essere seguite le precauzioni standard e di contatto con l’aggiunta di precauzioni respiratorie, se i casi hanno sintomi respiratori”.

 

Gli esami prescritti

L’ECDC ha indicato anche una serie di esami a cui sottoporre i giovani pazienti, tra i quali la ricerca dell’adenovirus, che “dovrebbe essere eseguito contemporaneamente ai test per l'epatite A-E. Dati preliminari indicano che il sangue intero è un’importante matrice di campione per testare i virus”.

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