La mediazione

Legge Concorrenza, i nodi della riforma che affronta vecchie grane

Salvini: “Spero accordo in giornata”. I partiti di maggioranza trattano. Limature al testo su gare e indennizzi per balneari. Ma sui taxi come si chiude?

Legge Concorrenza, i nodi della riforma che affronta vecchie grane

Se il capo della forza politica di maggioranza che più ha ostacolato l’iter della legge sulla concorrenza dice che “l’accordo è vicino” significa che si è giunti all’ultimo miglio. Dunque, si sta sbloccando la trattativa per il via libera in commissione Industria del Senato dell’articolato, comprese le disposizioni sulle concessioni demaniali, per poi consentire l’approdo in Aula il 30 maggio. Matteo Salvini dice di essere lui il “mediatore tra governo e le associazioni” sulla vertenza relativa ai balneari e fa sapere: bisogna garantire nel comparto “30mila piccole imprese che fanno bene il loro lavoro e far emergere tutto il sommerso ed il nero. Spero che oggi sia la giornata dell’accordo”.

 

In linea di massima una sintesi tra le forze di governo è stata raggiunta dopo l’accelerazione impressa da Mario Draghi. Il Cdm, è noto, una settimana fa ha dato il via libera alla fiducia al provvedimento nel caso fosse stata necessaria. A quel punto anche Lega e Forza Italia, consapevoli che il testo sarebbe stato ‘blindato’ da Palazzo Chigi, hanno optato per la ricerca di un’intesa politica.

 

Sulle gare per assegnare le nuove concessioni il punto di caduta, in termini generali, è stato trovato. Come ha già stabilito la magistratura amministrativa dovranno svolgersi entro il 2023, le vecchie concessioni scadranno il 31 dicembre dell’anno prossimo. Tuttavia, se ci saranno “ragioni motivate che impediscano lo svolgimento della procedura”, saranno possibili degli slittamenti. Quanto agli indennizzi per chi perde la concessione, il Carroccio insiste: sono necessari “per chi non volesse o potesse fare il suo lavoro sulla spiaggia in cui ha investito milioni di euro”, come serve una prelazione in favore dei piccoli imprenditori “che non hanno decine di stabilimenti balneari, ma ne hanno uno”.

 

Anche il M5s chiede che ci siano indennizzi a carico di chi subentra, ma ritiene che debbano essere determinati in funzione di una “valutazione equa e fatta sulla base di una perizia estimativa giurata di un perito indipendente. Vale a dire, che non sia nominato né dal concessionario uscente né dal subentrante, ma dall'autorità competente preposta alla gestione del bando di gara”. Quanto alle nuove procedure per le assegnazioni, secondo i pentastellati, in caso di “impedimenti che in taluni casi non consentiranno la conclusione delle gare entro il 31 dicembre 2023, dovranno essere accompagnate ad adeguate e specifiche motivazioni per non contravvenire il dettato della direttiva del Consiglio di Stato”.

 

Quello di queste ore è un lavoro di continua limatura sul testo. Il Partito democratico “sostiene con convinzione l’azione del governo”, dice la capogruppo al Senato, Simona Malpezzi. “Ritiene positivo il lavoro compiuto dal Parlamento e auspica che “tutte le forze politiche che sostengono l’esecutivo siano responsabili nel rispetto dei tempi”. Senza dubbio questa giornata è decisiva. Ma i trentuno articoli della legge affrontano vecchie e spinose questioni e non solo il nodo balneari.

 

Ci sono anche le norme relative a taxi e Ncc.  Su quest’ultimo aspetto la commissione Attività produttive di Montecitorio dovrà inserire eventuali modifiche. Ma la Lega rilancia l’ipotesi di uno stralcio: “Completiamo la riforma del settore avviata appena 3 anni fa con la legge 12 ed emaniamo i decreti attuativi su piattaforme tecnologiche, registro delle imprese e foglio di servizio elettronico. Una legge delega sarebbe inutile, dannosa e allungherebbe i tempi”. 

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