Il punto

Davos, l’Ucraina “attacca” la Nato: per Kiev “non ha fatto nulla”

Kuleba all’alleanza: “Non fate letteralmente nulla”. Intanto negoziati fermi sull’allargamento a Svezia e Finlandia, ma Mosca riapre il porto di Mariupol

Davos, l’Ucraina “attacca” la Nato: per Kiev “non ha fatto nulla”

Mentre gli scontri sul campo non accennano a fermarsi e si concentrano soprattutto su Zaporizhzhia e Severodonetsk, c’è un altro attacco che va in scena, questa volta verbale e nel contesto del Forum economico di Davos, in Svizzera.

A lanciarlo è stato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che accusa la Nato di “non fare letteralmente nulla” contro la guerra.

Intanto il Cremlino ha fatto sapere che accetterà lo scambio dei prigionieri dell’acciaieria Azovstal solo dopo il loro processo, che non è ancora chiaro dove e quando si terrà. Resta il nodo dei traffici navali nel Mar Nero.

 

La Russia avanza sul terreno

L'ambasciatore di Lugansk in Russia, Miroshnik, ha fatto sapere che i soldati delle Repubbliche del Donbass, insieme all'esercito russo,"hanno sfondato la difesa delle forze armate ucraine sullo Svetlodar Bulg, nella regione di Lugansk", che ora è occupata al 95%. Nelle scorse ore, inoltre, pioggia di bombe su Zaporizhzhia e Severodonetsk.

Intanto Mosca ha terminato lo sminamento del porto di Mariupol e ha riaperto ai traffici marittimi. Mosca si è detta disponibile ad un corridoio per l'uscita delle navi che trasportano grano dal porto della città, ma a patto di eliminare le sanzioni. Parole che sono apparse come un ricatto e alle quali ha risposto l’Ue.

 

La proposta europea

Nel frattempo la Commissione europea ha proposto di inasprire le misure nei confronti degli oligarchi russi che tentano di sottrarsi alle sanzioni, aggiungendo la confisca dei beni. Una ipotesi che permetterebbe anche di limitarne i costi di mantenimento, a carico dello Stato come nel caso italiano, in caso di sequestro. Il recupero e la confisca dei beni, inoltre, potrebbero contribuire anche all'attuazione delle misure restrittive europea e a “ricostruire l'Ucraina". Al momento sono congelati asset per oltre 10 miliardi.

 

Tentativi di dialogo tra Turchia, Finlandia e Svezia

Infine resta da superare il “no” della Turchia all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Dopo i colloqui delle scorse ore è emerso da fonti ufficiali che "per ora non c’è alcun accordo".

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