Draghi tira dritto

Governo accelera su delega fiscale, nuova prova per la maggioranza

Intanto in mattinata chiuso l’accordo sugli indennizzi ai balneari, saranno quantificati in un momento successivo dall’esecutivo con apposito decreto.

Governo accelera su delega fiscale, nuova prova per la maggioranza

Il prossimo step cui il governo guarda è quello della delega fiscale. Dopo l’accordo raggiunto questa mattina su uno dei nodi più spinosi del ddl concorrenza, quello sugli indennizzi per le concessioni balneari, Palazzo Chigi vuole spingere sull’acceleratore delle riforme. E’ stata convocata per stasera una riunione dei rappresentanti della maggioranza con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli. Si torna, dunque, a discutere per sbloccare la legge delega che disegna alcune riforme, tra cui quella del catasto. Il premier, Mario Draghi, intervenendo al congresso della Cisl ha, peraltro, annunciato che la previsione per l’anno in corso è che “la pressione fiscale cali di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno passato, la riduzione più consistente degli ultimi 6 anni”.

 

Il tema è uno di quelli caldi ma la giornata è iniziata con un certo ottimismo, visto che almeno sui balneari la partita tra forze di maggioranza e governo si è chiusa positivamente. La definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, sarà regolata dal governo, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, in coerenza con la normativa europea. L’esecutivo è “delegato ad adottare uno o più decreti legislativi volti a riordinare e semplificare la disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive”.

 

In sostanza, gli indennizzi saranno calcolati in un momento successivo e per decreto. Anche i criteri con cui calcolarli saranno definiti più avanti. Soddisfazione per l’intesa è stata espressa dal vice ministro dello Sviluppo economico, Pichetto Fratin, che ha mediato per uscire dall’impasse che negli ultimi giorni si era creato sull’articolo 2 del disegno di legge, quello appunto sull’“efficacia delle concessioni demaniali”.

 

Critiche arrivano però dai Verdi in relazione agli abusi. “L’accordo sul ddl Concorrenza raggiunto tra governo e maggioranza sul demanio marittimo è una sanatoria degli abusi edilizi”, commenta il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. “Dalla lettura del testo”, aggiunge, “si evince che i gestori degli stabilimenti balneari che hanno commesso abusi non subiranno la decadenza della concessione come previsto dall’art. 47 del codice della navigazione. Il testo, infatti, non prevede tra i criteri della legge delega per rilasciare la concessione quello di non aver commesso abusi edilizi”.

 

L’accordo non piace all’opposizione: “Ridicolo e vergognoso”, lo definisce Giorgia Meloni. “Sono molto contraria in linea di principio che ci sia un esproprio. Un esproprio fatto a favore delle grandi concentrazioni economiche. Lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati”. Le risponde Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e leader di Italia al Centro: “Al contrario di Fratelli d'Italia, ritengo che l’intesa sulle concessioni balneari sia una mediazione che tiene conto del quadro legislativo e dei dati di fatto”.

 

Anche Carlo Calenda di Azione replica alla leader di Fdi: “Giorgia Meloni questa tua dichiarazione è a livello 'piramidi di Michetti’. Le spiagge non sono private ma del demanio e, dunque, pubbliche. Da decenni sono concesse senza gara a canoni irrisori a pochi privati. La situazione andava corretta. Non è stata ancora corretta. Purtroppo”.

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