Le conseguenze della guerra

Evitare una crisi alimentare globale, telefonata Draghi-Zelensky

Intanto il leader della Lega, Matteo Salvini, pensa ancora una volta a una visita a Mosca. Un’iniziativa autonoma, Palazzo Chigi reagisce con freddezza.

Evitare una crisi alimentare globale, telefonata Draghi-Zelensky

Una telefonata in cui si è discusso delle prospettive di sblocco delle esportazioni di grano in Ucraina per farlo arrivare in decine di Paesi, tra i quali molti in via di sviluppo. Congo, Burkina Faso, Libia, Somalia, Sudan, così come Egitto e Yemen (solo per citarne alcuni), attendono tonnellate di cereali bloccati a causa della guerra e della chiusura dei porti, che di fatto impediscono le attività necessarie all’esportazione di cibo. Il premier, Mario Draghi, e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, si sono parlati ancora una volta. Al centro del confronto telefonico il pericolo di una crisi alimentare devastante e l’evoluzione del conflitto. “Il colloquio”, spiegano da Palazzo Chigi, “si è focalizzato sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno, con particolare riguardo alle regioni orientali del Paese. Il Presidente Draghi ha assicurato il sostegno del governo italiano all’Ucraina in coordinamento con il resto dell'Unione Europea. Da parte sua,  Zelensky ha espresso apprezzamento per l’impegno da parte del governo italiano e ha concordato con la presidenza del Consiglio di continuare a confrontarsi sulle possibili soluzioni”. 

 

Dunque, sono stati toccati diversi temi. La preoccupazione per il pericolo di una carestia che potrebbe colpire i Paesi più poveri del mondo, e che dipendono quasi completamente dal grano russo e ucraino, è forte e realistica. Milioni di tonnellate di frumento sono fermi nei granai o nei porti, in particolare in quello di Odessa, e non raggiungono le destinazioni programmate. La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, da tempo ha lanciato l’allarme: la guerra, oltre ad affamare l’Ucraina, rischia di ridurre alla fame il mondo. Con ripercussioni sociali che difficilmente potranno essere tenute sotto controllo. Già ad aprile i prezzi dei prodotti alimentari hanno subito a livello globale un aumento pari al 30% rispetto allo stesso periodo del 2021.  

 

Intanto, sul fronte interno, fa discutere l’ipotesi di una visita di Matteo Salvini a Mosca. La notizia che il capo della Lega potrebbe recarsi nei prossimi giorni nella capitale russa – anche se non c’è ancora nulla di deciso, fanno sapere dalla segreteria del partito - pare non sia stata accolta bene dal governo. A Palazzo Chigi avrebbero reagito con una certa freddezza. Ma nel corso di un incontro elettorale a Como, il leghista avrebbe lasciato intendere che il suo tentativo di incontrare Putin ha fondatezza: “Draghi ha fatto bene a chiamare Putin e io ce la sto mettendo tutta”, ha dichiarato. “Ma già sento i ritornelli della sinistra, perché se dice di andare a Mosca qualcuno che va bene al politicamente corretto allora è una grande operazione di pace. Se ci va Salvini chissà cosa succede. Però abbiamo le spalle larghe e bisogna solo tirare dritto”.

 

Via Bellerio precisa: “Qualora l’eventualità diventasse più concreta, Matteo Salvini informerà il presidente Mario Draghi”. Propaganda elettorale? Molto probabile. In ogni caso, l’iniziativa del tutto autonoma del leader del Carroccio sarebbe di tipo politico e senza alcun imprinting istituzionale. Tale, secondo molti, da ostacolare persino le azioni diplomatiche messe in atto dell’esecutivo.  

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