Le svolte

Accordo Ue su stop a petrolio russo. Armi a Kiev, dietrofront di Biden

Von der Leyen: “Accordo raggiuto sulle sanzioni petrolifere contro la Russia”. Dalla Casa Bianca, invece, no ai missili a lunga gittata. Mosca: “Bene”

Accordo Ue su stop a petrolio russo. Armi a Kiev, dietrofront di Biden

L’accordo alla fine è arrivato, anche se con un “ma”, una condizione che è stata posta per ottenere anche l’appoggio dell’Ungheria, che si era opposta all’embargo del petrolio russo. Al termine di una difficile e lunga trattativa, durata due giorni e preceduta da molti tentativi di convincere il premier ungherese, Viktor Orban, alla fine l’intesa è arrivata e prevede lo stop al 90% delle importazioni di petrolio russo. In pratica a quelle via mare, mentre resta la possibilità di rifornirsi dagli oleodotti.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha salutato il risultato su Twitter, “cinguettando”: “Accolgo con favore l'accordo al Consiglio europeo di stasera sulle sanzioni petrolifere contro la Russia. Ciò ridurrà effettivamente circa il 90% delle importazioni di petrolio dalla Russia nell'Ue entro la fine dell'anno”.

 

In cosa consiste il sesto pacchetto di sanzioni

Per superare il “no” all’embargo totale, cioè sia via mare che via terra, posto da Budapest, Praga e Bratislava, alla fine si è deciso di fermare solo le forniture via mare, mentre resta operativo l’oleodotto Druzhba, da cui attinge proprio l’Ungheria. Non solo. È previsto anche un meccanismo interno di “aiuti”, per cui le quote alle quali rinunciano Polonia e Germania andranno a quei Paesi più dipendenti dal greggio russo, come l’Ungheria stessa, la Slovacchia e la Repubblica Ceca. "Un accordo è stato raggiunto. L'Ungheria è esente dall'embargo petrolifero!" ha confermato il leader ungherese Orban su Facebook.

Von der Leyen ha poi esortato i Paesi membri e proseguire sul RePowerEu per tagliare la dipendenza da gas, petrolio e carbone russi il prima possibile, percorrendo la strada del “risparmiare energia, diversificare, investire nelle rinnovabili e finanziamenti”, come scritto via Twitter. “Il Consiglio europeo è pronto a concedere all'Ucraina 9 miliardi di euro” in sostegno macro-finanziario, ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

 

Dietrofront di Biden sulle armi più potenti a Kiev

Mentre l’Ue fa un passo avanti, gli Usa ne fanno uno indietro: il presidente statunitense ha frenato sulla possibilità di invio di missili a lunga gittata all’Ucraina, come invece anticipato nei giorni scorsi dalla Cnn. Si tratta del Multiple Launch Rocket System (MLRS) e dell'High Mobility Artillery Rocket System, noto anche come HIMARS, che sono in grado di lanciare da veicoli mobili raffiche di razzi sino a 300 chilometri contro bersagli terrestri.

 

I negoziati e l’azione di Erdogan

Intanto prosegue l’azione diplomatica del presidente turco, Erdogan, dopo che Mosca aveva smentito la possibilità di un colloquio diretto con l’Ucraina, tramite una telefonata. Il leader di Ankara ha avuto un colloquio con quello russo, Vladimir Putin, e spera in un negoziato che coinvolga l’Onu. Intanto le forze di Mosca avanzano verso il centro di Severodonetsk, mentre ieri è stato ucciso un giornalista francese che seguiva un convoglio umanitario.

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