Monza, Lecce e Cremonese

I nuovi volti della prossima Serie A: ecco chi sono le neopromosse

In tre hanno sostituto Genoa, Venezia e Cagliari: il Monza in Seria A per la prima volta, Cremonese a distanza di anni e torna anche il Lecce, per rifarsi.

I nuovi volti della prossima Serie A: ecco chi sono le neopromosse

Serie A si prepara ad accogliere tre squadre nuove il prossimo anno, che hanno combattuto tutta la stagione per posizionarsi il più in alto possibile in classifica e raggiungere così, la qualificazione diretta. Sia il Lecce, che la Cremonese, sono riuscite nell’impresa di battere la concorrenza, aggiudicandosi i primi due gradini, che portano alla massima categoria italiana, mentre il Monza di Galliani e Berlusconi ha dovuto superare dei playoff molto ardui, per scrivere una nuova pagina di storia calcistica moderna. Sono dunque questi tre club a prendere il posto delle retrocesse Venezia, Genoa e Cagliari, che in questi giorni hanno già iniziato a rifondare il progetto, per tornare in alto il più presto possibile.

 

Quando si parla di neopromosse, ci sono sempre diversi aspetti da analizzare, specie per il salto da una categoria all’altra, che non sempre viene digerito al meglio dalle società: tenere un ritmo importante anche in Serie A non dipende solamente dalla rosa, ma anche dalla forza psicologica di affrontare ogni settimana avversari di alto calibro, mettendosi di fatto, sempre alla prova. Saper costruire un gruppo valido, con elementi capaci di affrontare certe pressioni è la base per ottenere una salvezza tranquilla. Basti pensare che a distanza di anni, sono ben due le neopromosse dello scorso anno ad essersi salvate: sia l’Empoli, che la Salernitana (da gennaio) hanno messo su delle squadre competenti, con giocatori magari più giovani, che nelle grandi non avevano spazio e che si sono potuti esprimere al meglio in un contesto più ristretto. Stesso discorso per giocatori magari fuori dai piani (come Radovanovic, Fazio o Sepe) che quando sono stati lanciati hanno saputo rispondere presente, portando un contributo essenziale. Partire con l’idea di essere la sfavorita per la classifica finale deve essere il pretesto per zittire gli scettici, per dare subito una risposta eccezionale: farsi schiacciare con costanza, non ti permette di risalire la china, lasciando un gruppo per un intero anno ai fondi bassi della graduatoria.

 

Scopriamo dunque chi sono queste tre società che hanno appena raggiunto la Serie A, al seguito di un anno dominato in Serie B. Sì perché, per una volta, possiamo vantare delle prime tre in classifica, salite con meritocrazia dopo aver saltato diversi ostacoli

 

Un Lecce più maturo

A distanza di due stagioni tornano con imponenza i colori giallorossi nella massima categoria di calcio italiana, con una nuova mentalità e uno spirito completamente diverso. L’ultima volta è mancata probabilmente la maturità di avvicinarsi appieno ad una categoria che non hanno visto per anni e la troppa frenesia, aggiunta ad un eccessività di cambi tecnici in panchina, ha portato la società al tracollo totale. Indubbiamente non hanno perso la forza di lanciare continuamente giovani promesse, visto che sia in passato, ma anche oggi, puntano molto sulla gioventù per raggiungere quel salto di qualità definitivo. La spinta dello stadio “Via del Mare”, continuamente in festa è una delle armi vincenti del gruppo, che ha contato sempre sui propri tifosi per inseguire il sogno: ci sono stati dei conti da risolvere, ma la tifoseria non ha mai abbandonato la scialuppa, fidandosi sia delle scelte societarie, che delle idee tecniche di Baroni, talvolta in discussione per qualche scelta discutibile. Questo tipo di ambiente, in generale è risultato una spinta per raggiungere l’obiettivo.

 

A livello tattico si sono appoggiati a giocatori che conoscono bene la massima serie, come FaragòGabrielRagusa o Barreca. Elementi che quando vengono chiamati in causa riescono a mostrare qualcosa di diverso. Così come Coda, protagonista totale della stagione pugliese, non solo perché è giunto in vetta alla classifica marcatori del torneo, ma soprattutto per l’incisività che ha messo nei momenti più bui, quando sembrava non esistesse una via di fuga per la svolta. Insieme al giovane Strefezza, finalmente scoppiato, sono risultati una coppia da novanta, che se venisse confermata anche il prossimo anno, potrebbe mettere in difficoltà anche campi importanti. Manca un po’ di qualità in mezzo al campo, dove hanno preferito muoversi con elementi fisici, che creassero una sorta di diga davanti alla difesa: non perdere le pedine chiave, aggiungendo un tocco di tecnica a centrocampo può essere la chiave di svolta per il futuro

 

Cremona in festa 

In tanti ci hanno sperato, anche se nelle ultime giornate hanno rischiato di farsi del male da soli: alla fine i ragazzi di Cremona sono andati oltre ogni barriera, costruendo un gruppo che è uscito dalle tenebre, trovando la luce del sole. Della speranza. L’uomo della rinascita si chiama Pecchia, che dopo un anno di Juve u23 ha deciso di credere in questo progetto, rivelandosi vincente. Ha deciso anche di non proseguire in Serie A, lasciando la barca per il prossimo anno, tra lo stupore generale. 

 

Problemi con la società? Qualcosa è successo e un po’ di amaro in bocca, specie ai tifosi, rimane. Ma se pensiamo a qualche mese fa, non si può che sorridere. Ciò che ha fatto la differenza nel gruppo Cremonese è stata la stabilità. Riuscire a giocare da big, senza la paura di dover frenare come ogni anno. Dare veramente un continuo a quella strada, che ogni volta è stata interrotta per mancanza di idee. Mettere insieme un mix, tra giovani ed esperti, che portasse equilibrio, soprattutto quando il campionato è diventato pesante. Quando le forze sono iniziate a mancare e la lucidità non è stata all’ordine del giorno. In quei momenti sono stati bravi a reggere l’auto consapevolezza nei loro mezzi, senza mai abbassare la guardia: un mix di forze fisiche e mentali, che hanno spinto il gruppo oltre ogni ostacolo.

 

I giovani sono stati di livello è il rischio di non avere più nessuno di loro a disposizione il prossimo anno la dice lunga sul livello tecnico di certe pedine. Basti pensare a Carnesecchi, giovane portiere dal carisma e l’anima imponente, con sei riflessi davvero notevoli. La sua voce si è fatta sentire in tutti i momenti. Il centrale Okoli è una scoperta per la prossima Serie A, così come Sernicola, che ha finalmente trovato la sua dimensione, dove può esprimersi al meglio in entrambe le fasi. In mezzo il gioiello è Fagioli, giocatore ambito dai migliori club italiani e non solo. Lui, con Valzania, hanno regalato pennellate di qualità, decisive per la promozione. Gaetano sulla trequarti è finalmente esploso, mettendo da parte tutti i giudizi legati alle sue doti, che ci hanno messo un po’ ad emergere, nonostante in terra partenopea lo aspettino da tanto. 

 

Zanimacchia deve tenersi stretto questo treno per la Serie A, viste le poche possibilità ricevute sino ad oggi: si è dimostrato un elemento concreto, seppur la crescita debba assolutamente continuare.

 

Davanti Di Carmine, come negli anni di Verona, è concreto ed affidabile: un bomber fatto a pennello per questo tipo di categoria, che però forse merita una chance anche lui in mezzo ai campioni della massima serie italiana. 

 

Berlusconi e Galliani, di nuovo a San Siro

Quei due ce l’hanno fatta, di nuovo. La coppia più amata dal pubblico calcistico italiano, che ha regalato gioie indimenticabili ai tifosi del Milan e al sistema in generale, tra Serie A e coppe europee. Si sono buttati a capofitto in un sogno grande, che per molti è sembrata una follia, un modo per ripiegare in un’ambizione complessa, che si è però rivelata letale. E reale, soprattutto. Hanno sfiorato già l’anno prima il salto dalla C alla A, trovando lo stop all’ultima curva.

 

Quest’anno invece, dopo svariati problemi iniziali, si sono dati una quadra, un equilibrio che permettesse al gruppo di essere costante. La follia poi, non manca mai: riuscire ad ottenere la promozione con due goal ai supplementari, dopo essersi fatti rimontare, con una forza mentale da campioni, non è da tutti e in questo hanno già dimostrato di avere una testa diversa dalle altre squadre. Dalle altre società. Le dichiarazioni di Berlusconi non sono mai banali: "Vogliamo lo scudetto e giocare la Champions League”. Non diffidate, quando ci sono lui e il “Condor” in giro per gli stadi d'Italia, ogni risultato è possibile e fino alla fine, possono tenere a galla anche delle gare già perse. Basta chiedere al Pisaper avere conferma. La rosa di chi, cerca riscatto e vuole rimettersi in pista, come Caldirola e Marrone in difesa, che si sono ripresi da tutte le bocciature ricevute nel corso degli anni.

 

In mezzo MazzitelliBarberis e Pepin hanno voglia di scoprire realmente la Serie A, dopo averla assaporata, senza però ricevere la giusta fiducia. Davanti il suo d’oro, che sicuramente in futuro si deve trovare di fronte ad una concorrenza di ferro, ma che ad oggi viene applaudita da tutti i tifosi: Mota e Gytkaer. Prima volta in Serie A in 120 anni di storia: che sia l’inizio di una storia molto lunga?

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