Misure anti-Covid

Dal 1° giugno stop al Green Pass per l’Italia. Verso un nuovo vaccino

Come annunciato dal ministero della Salute, non servirà più la certificazione per l’ingresso. Intanto in arrivo un nuovo vaccino anti-Covid per l’autunno

Dal 1° giugno stop al Green Pass per l’Italia. Verso un nuovo vaccino

Ancora poche ore, poi si volterà pagina e il Green Pass non occorrerà più da nessuna parte, neppure per poter entrare in Italia. Viene meno, dunque, l’ultimo baluardo tra le misure anti-Covid: la necessità, in vigore fino al 31 maggio, di esibire una certificazione che attesti la completa vaccinazione, la guarigione oppure il tampone negativo.

Come precisato dal ministero della Salute, la misura non sarà prorogata, con grande sollievo per i viaggiatori estivi, sia italiani (diretti all’estero e poi sottoposti a obbligo una volta rientrati), sia stranieri, dove questa misura è venuta meno da qualche tempo.

 

Casi Covid in calo

Intanto, complice il caldo, continuano a calare i contagi Covid, che ora sono 7.537 nelle ultime 24 ore, con 62 decessi, a fronte di 80.177 tamponi processati. Il tasso di positività si attesta al 9,4%. In aumento i ricoveri nei reparti ordinari (+47), scendono invece le terapie intensive (-5).

Intanto, nelle ultime ore la Commissione Europea ha approvato un pacchetto di aiuti sanitari all’Italia da 677 milioni di euro, per sostenere la ripresa dopo la pandemia di coronavirus, mentre tiene banco la richiesta di cancellare l’obbligo di mascherina a scuola. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito: “Per la scuola rispettiamo norma vigente su mascherine. Lavoriamo per avere il prossimo anno una condizione epidemiologica molto diversa".

 

Nuovo vaccino in autunno

Proprio in vista dell’autunno, si lavora a un nuovo vaccino, capace di proteggere dalla variante Omicron, come annunciato dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

Proprio in vista dell’autunno, si lavora a un nuovo vaccino, capace di proteggere dalla variante Omicron, come annunciato dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. “A ottobre avremo un vaccino aggiornato, credo che andremo nella direzione di un richiamo annuale", ha aggiunto Costa, precisando: "Quarta, quinta, sesta dose rischiamo di fare confusione e veicolare il messaggio sbagliato. Chi fa il vaccino contro l'influenza da 20 anni, non è alla ventesima dose. È un vaccino annuale".

Se si parla di ulteriori dosi, il rischio, secondo Costa, è "che passi il messaggio che il vaccino non protegge, ma non è così". Anche "dal punto di vista comunicativo, i cittadini capirebbero meglio" se si parla di vaccino annuale invece di ulteriori dosi.

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