La Nazionale

La nuova Italia di Mancini: puntare sui giovani talenti per rinascere

Gli azzurri tornano a farci sorridere con la presenza dei giovani talenti, scelti da Mancini per la “rivoluzione azzurra”. Da Frattesi alla sorpresa Gnonto

La nuova Italia di Mancini: puntare sui giovani talenti per rinascere

La Nazionale italiana potrebbe rinascere nuovamente? È presto per dirlo, ma la partita con la Germania, terminata sul risultato di 1-1 ha lasciato qualche indizio positivo sul nuovo percorso pensato da Mancini: una squadra basata sui giovani, che possa portare freschezza e qualità ad un gruppo ferito. Sì perché ad oggi, almeno dopo l’Argentina è complesso poter trovare dei punti di forza nella squadra che ha alzato la coppa sotto al cielo di Wembley quasi un anno fa ed una nuova rivoluzione è indispensabile per rimettersi al più presto in carreggiata. Quella magica rosa che ci ha fatto sognare all’Europeo non ha più la fiducia di una volta e probabilmente in tanti stanno ancora cercando delle spiegazioni per la mancata qualificazione al prossimo Mondiale.

 

Dalle stelle alle stalle, senza dubbio, ma con la motivazione di incominciare da subito una strada nuovagloriosa e dalle alte aspettative. Mettere in disparte le passate certezze, per affidarsi a new entry promettenti, che il solo “Mancio” è in grado di lanciare. Smettere di affidarsi ad altrui per riprendere il cammino, visto che sono solo giustificazioni per nascondere i nostri fallimenti: “Se verremo ripescati, noi siamo pronti”, una bugia ingiusta per i tifosi italiani, che il presidente Gravinaha voluto subito spegnere “Nessun ripescaggio, dobbiamo essere credibili”. Credibilità, questo forse è mancato a quei ragazzi sognatori, che hanno preso il volo senza mai tornare sulla terra “dell’umiltà”.

 

Essere silenziosi, in mezzo alla nostra storia infinita ci ha sempre contraddistinti e appena abbiamo iniziato ad alzare i toni, ci hanno ridimensionato. Addirittura con squadre più piccole della nostra, ma senz’altro con più cuore. E chi meglio di un giovane affamato può mettere in luce prestazioni colme di sudore e voglia di conquistarsi il posto. Non ci possiamo più permettere di rilassarci di fronte alle nostre sconfitte, l’insuccesso è la figura antagonista di chi vuole essere calpestato, senza mai uscire dal tunnel oscuro. Una nazione di grande fama come la nostra deve rimanere in pole position, specie con dei talenti di alto calibro come quelli nelle primavere dei top club. Il problema è sempre lo stesso da anni però, in Serie A i giovani italiani giocano poco e con il passare degli anni si vanno a perdere in categorie inferiori, non riuscendo più a trovare le opportunità più consone per decollare.

 

Il Commissario Tecnico degli azzurri è stato chiaro a riguardo: "La Nazionale per i più giovani deve essere un punto di arrivo”. Se non saranno i club a puntare su di loro ci dovrà pensare direttamente lui, con l’augurio che qualcuno possa finalmente aprire gli occhi in Italia. Anche il mister dell’Under 21, Nicolato, ha voluto fare i complimenti a Mancini per il coraggio di voler lanciare nuove pedine in Nazionale: "Abbiamo la fortuna di avere un commissario tecnico come Mancini che ha coraggio. Nel gruppo di ieri contro la Germania avevamo 4-5 di questo biennio e altri del biennio scorso: Tonali, Pobega, RaspadoriScamacca, Frattesi, Bastoni, Locatelli…siamo molto orgogliosi”.

 

Un buon segno anche per la sua squadra, che cresce con giovani molto preparati e seguiti con costanza dal Club Italia. Scopriamo però effettivamente chi sono questi giovani che hanno esordito con la temibile Germania, per individuare chi è più avanti per il gruppo del futuro.

 

La Nuova Era Azzurra:

Davide Frattesi (Sassuolo): Tra tutti i nuovi volti della Nazionale, lui è sicuramente quello più pronto e con grande probabilità, lo vedremo spesso titolare tra le fila azzurre. Un giocatore che sta raggiungendo con importante velocità l’evoluzione, la maturità necessaria per giocare a grandi livelli ed imporsi contro ogni tipo di avversario. Una pedina duttile sia nel recupero palla, sia nelle incursioni in area, dove si fa trovare spesso per dare una mano alla fase offensiva. Entrambi i punti di forza però devono ancora maturare del tutto, considerando che i goal sono ancora pochi e i cartellini gialli assolutamente troppi. Una critica che è stata etichettata anche a Barella, che con il tempo è migliorato, diventando più stabile nei suoi impulsi sul campo. Il centrocampista neroverde ha stoffa da vendere e con il giusto impegno è il papabile incursore della prossima rosa tricolore. 

 

Tommaso Pobega (Milan): Dopo una stagione da favola con Juric, in cui è diventato a tutti gli effetti un giocatore completo è pronto al grande salto con la sua squadra del cuore, quella che ad oggi detiene il potere sul cartellino: i rossoneri del Milan. Con l’addio di Bakayoko diventa uno dei candidati principali per la mediana rossonera, che potrebbe condividere con il suo compagno di azzurro, Tonali. Un giocatore che nonostante la giovane età si muove come se avesse già dieci anni di esperienza, per la freddezza e la concentrazione con cui fa ogni movimento o lancio per il campo. Tende a giocare lungo per velocizzare il gioco, anche se negli inserimenti tra gli spazi sa essere pericoloso. Insomma, che sia da mediano o da “imbuto” tra il centrocampo e l’attacco è a tutti gli effetti pronto per entrare nelle idee di Mancini. 

 

Samuele Ricci (Torino): Il colpaccio dei granata messo a segno a gennaio, che ha già portato i suoi frutti negli ultimi sei mesi. Un giocatore che è forse un passo indietro rispetto agli altri centrocampisti nominati in precedenza, ma che dalla sua parte ha un'età più giovane, che può consentire maggiore tempo al salto di qualità. Sin da appena maggiorenne si è mostrato sicuro dei suoi mezzi, affrontando questa sua prima volta in Serie A da professionista esemplare, senza giungere a sbocchi da “giovane inesperto”. La scelta di vestire la casacca del Toro, al posto di accettare le big che si sono interessate a lui, fa parte di un percorso maturo, in cui è stato bravo a capire quale fosse la strada migliore per crescere. Seppur sia esile ha il cuore da guerriero e anche nei primi cinque minuti giocati in azzurro è subito riuscito a mettere in mostra la sua determinazione. Con Juric ha la possibilità di fare un salto enorme. 

 

Wilfried Gnonto (Zurigo): Probabilmente la più grande sorpresa della serata, dopo la prestazione da dieci di Pellegrini: entra e dopo cinque minuti mette a segno l’assist per il momentaneo vantaggio azzurro. Un mix di classe, gamba e grande forza fisica, seppur la struttura fisica non sia ancora imponente. La voglia con cui si è preso alcuni palloni assomigliava ai primi passi fatti da Insigne, quando è sbarcato tra i grandi della Nazionale. Il ruolo è quello, le caratteristiche sono però diverse e l’ex giocatore dell’Inter ha dalla sua parte un macigno di tempo per diventare grande. I complimenti di Mancini e di tutte e testate giornalistiche sono lo spunto da cui deve trovare la forza di continuare. Esaltarsi adesso vorrebbe dire arrestare tutti i sacrifici che fa da quando è nato per diventare un professionista. Ha bisogno di una rivincita e per essere un classe 2003, ci può far scoprire altre pagine di lui, magari deliziandoci con ulteriori giocate. 

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