L’identikit

Chi è Dmitrij Medvedev, l’ex presidente russo e fedelissimo di Putin

È stato a sua volta presidente e premier, ora è vicepresidente del Consiglio supremo e c’è chi dice sia pronto a prendere il posto del leader del Cremlino

Chi è Dmitrij Medvedev, l’ex presidente russo e fedelissimo di Putin

Non si è ancora esaurita l’eco delle parole di Dmitrij Medvedev, giunte come uno tsunami in Europa e in Italia, dove i rapporti diplomatici con Mosca stanno vivendo una fase di grande tensione.

L’attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo ha dichiarato di “odiare gli Occidentali”, aggiungendo “finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”. Peggio ancora, Medvedev ha aggiunto insulti pesanti, spiegando di provare questi sentimenti contro coloro che “vogliono la nostra morte, quella della Russia”.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha risposto al messaggio postato da Medvedev su Telegram, parlando di “parole contro la pace”. Ma chi è quello che è considerato uno dei fedelissimi del presidente russo, Vladimir Putin?

 

La biografia di Dmitrij Medvedev

È originario come Putin di San Pietroburgo, che all’epoca della sua nascita (1965) si chiamava ancora Leningrado. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’insegnamento di Diritto civile e romano, negli anni ’90 e mentre era nello staff del Sindaco, ha conosciuto Vladimir Putin.

Nel 2000 è stato nominato dallo stesso Putin presidente del Consiglio di amministrazione di Gazprom, il colosso energetico russo, per poi diventare vice premier nel 2005. Tre anni dopo è diventato presidente russo al posto proprio del suo “mentore”, per dargli modo di tornare a ricoprire la carica quattro anni dopo, come infatti è avvenuto. Insomma, una staffetta ("rokirovka", ossia lo scambio di ruoli) tra il leader del Cremlino e quello che viene considerato il suo fedelissimo, che ne ha preso il posto come premier proprio nel 2012.

È anche stato nominato guida del partito di maggioranza Russia Unita.

Dal 2020, al termine del mandato come primo Ministro, è stato nominato vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, ruolo che ricopre tuttora.

 

Da colomba a falco

La sua uscita delle scorse ore ha creato allarme, anche perché finora Medvedev aveva mantenuto un basso profilo: non si erano registrate finora uscite sopra le righe e, anzi, il suo mandato anche come presidente era stato caratterizzato da sobrietà, spirito di innovazione e una qualche lungimiranza, come nel caso dell’avvio di politiche energetiche di maggior distacco dalle fonti fossili non rinnovabili.

Ora le parole di fuoco contro gli Occidentali, a proposito delle quali la Nezavisimaya Gazeta commenta: "Si esprime come se fosse da sempre un ultranazionalista antioccidentale e forse lo è sempre stato".

In molti “russologi” oggi lo ritengono il candidato principale a prendere la guida del Partito liberaldemocratico, la formazione di estrema destra nazionalista orfana del suo capo e fondatore Vladimir Zhirinovsky, scomparso nelle scorse settimane, per rilanciarsi alle elezioni della Duma del 2024.

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