Mutui più cari

Cosa succede alle Borse e perché. Le conseguenze su tassi e mutui

Piazza Affari è Milano è stata la peggiore arrivando a perdere il 5,04%. Male anche le altre borse europee e Wall Street. È la reazione alla decisione della

Cosa succede alle Borse e perché. Le conseguenze su tassi e mutui

Le Borse europee e quella americana hanno chiuso tutte segnando forti perdite. Da un lato l’annuncio della Banca centrale europea relativo al ritocco al rialzo dei tassi di interesse, dal 1° luglio; dall’altro l’inflazione, che non risparmia neppure gli Stati Uniti.

A questo si aggiunge l’incertezza generale data dalla guerra. La conseguenza è stato il tonfo dei mercati con Piazza Affari peggior listino d'Europa: nel “venerdì nero” a Milano si sono bruciati quasi 39 miliardi di euro di capitalizzazione. Ad essere penalizzati sono stati soprattutto i titoli bancari: Bper ha chiuso a -12,92%, Banco Bpm a -12,05%, Intesa Sanpaolo a -7,38%, Mediobanca a -6,59%, Unicredit a -9,1%.

Male anche Wall Street, dove il Dow Jones ha perso il 2,73% a 31.391,70 punti, il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 3,52% a 11.340,02 punti e lo S&P 500 ha ceduto il 2,91% a 3.900,73 punti. I tre indici del listino americano hanno subito le maggiori perdite percentuali settimanali dalla settimana conclusa il 21 gennaio scorso.

Ma l’andamento delle borse e soprattutto le decisioni delle banche centrali europea e americana, rischiano di avere anche ricadute pesanti per i cittadini, a partire dal rialzo dei tassi di interesse dei mutui.

 

Il timore dei cittadini per i mutui

Se i mercati “soffrono”, anche i cittadini iniziano ad avere preoccupazioni, legate soprattutto all’aumento dei tassi di interesse per i mutui. Se le conseguenze per chi ha già acceso un mutuo per l’acquisto della casa sono limitate, molto più pesanti rischiano di essere per chi sta per farlo e che dunque si ritroverà tassi più elevati. Il risultato saranno rate mensili più pesanti e costi finali maggiori.

I tassi per i mutui variabili restano ancora più convenienti rispetto a quelli fissi, ma più rischiosi.

 

Le simulazioni sui mutui

Dopo 11 anni, dunque, dal 1° luglio la BCE ha annunciato un rialzo dei tassi di riferimento, dello 0,25%, ma che potrebbe essere seguito da un secondo ritocco a settembre. Nonostante i mutui non sia direttamente collegati al costo del denaro fissato dall’istituto di Francoforte, la prima conseguenza è una crescita anche dei tassi di interesse per questo tipo di finanziamento, perché i tassi interbancari, con cui le banche scambiano denaro tra loro, risentono invece delle decisioni della BCE.

L’effetto concreto è una modifica (al rialzo) di Euribor, a cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, e IRS per i fissi, che secondo i dati ufficiali sono preferiti nel 61% dei casi in Italia.

 

Quanto si spende in più

Come riferisce Skytg24 le prime simulazioni non sono incoraggianti. Per esempio, per un mutuo variabile da 200mila euro a 20 anni, avviato un anno fa all’1%, la rata potrebbe passare da 920 euro di maggio a circa 960 euro a luglio e a quasi mille a settembre. Numeri che potrebbero crescere ulteriormente a settembre. Non cambia, invece, la rata per chi ha già un mutuo a tasso fisso, mentre per chi sta per stipularlo il Codacons ha fatto una previsione: un giovane di 35 anni che oggi chieda un mutuo da 100mila euro a tasso fisso a Roma si troverebbe a pagare fino a 17mila euro in più rispetto a quanto avrebbe sborsato accendendo il mutuo a inizio anno, con un aumento della spesa di 588 euro all’anno e una rata mensile che cresce di 50 euro.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA