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Il Milan non vuole fermarsi: ecco le mosse per la crescita del club

I rossoneri dopo il tricolore vogliono continuare a stupire, crescendo magari anche a livello europeo: dalla conferma della dirigenza, alla nuova proprietà

Il Milan non vuole fermarsi: ecco le mosse per la crescita del club

Nell’ultimo campionato di Serie A, il Milan di Pioli si è aggiudicato il diciannovesimo scudetto della storia rossonera, rivelandosi per distacco la sorpresa assoluta del campionato, specie se pensiamo alle previsioni iniziali, che lo davano ben distante dalla vetta. I ragazzi di Milanello sono stati molto costanti e non hanno mai attraversato crisi lunghe, che potessero allontanare il sogno. Indubbiamente la coesione di gruppo è stata l’arma decisiva per arrivare due scalini più su dei cugini nerazzurri: il cuore e l’anima di una rosa unita, che ha creduto realmente in qualcosa di impensabile. Dopo il momento di grande festa però è giunta l’ora di fare dei calcoli, che dopo la gloria del tricolore diventano inevitabilmente ancora più complessi: come poter dare credibilità ad un gruppo, facendolo rimanere realmente costante?

 

Le favole sono meravigliose, ma non infinite e i rossoneri necessitano di stabilità per dare seguito ad un progetto che è iniziato solo ora. Un po’ come l’Inter, che nonostante il secondo posto ha comunque dimostrato di essere grande e di non accontentarsi dello scudo di Conte. Essere grandi e avere intenzione di crescere ancora, evolvendo in primis la rosa e poi, le idee di gioco. Pioli su questo si trova leggermente più in difficoltà rispetto ai rivali storici, poiché la rosa, seppur di prospettiva, considerando la giovane età degli elementi presenti, non sia ancora del tutto completa, anzi, in certi reparti servirebbe una vera e propria rivoluzione.

 

Per fare il salto di qualità bisogna saper essere coraggiosi e aver mantenuto Maldini, così come Massara è sicuramente la mossa migliore che la nuova proprietà potesse mettere in pratica. Ricordiamo che RedBird sono i nuovi proprietari dell’AC Milan, in una partnership per il club con Elliott, che rimane socio, seppur in minoranza. Un investimento molto grosso, che va oltre il miliardo di euro e che potrebbe realmente innovare la struttura dei rossoneri. Non è un caso che da quando l’accordo è stato decretato, i nomi intorno al club di Milano sono tantissimi, specie di top player che avrebbero rivalutato la "piazza del Diavolo”.

 

Quanto c’è di vero in tutto ciò? In realtà non moltissimo, almeno da parte della dirigenza, che ha in mente un altro tipo di disegno per la squadra del futuro. Seguire le orme di questi ultimi anni, alzando il livello di ricerca: ringiovanire una rosa, con giovani di alto livello, seppur non siano ancora dei giocatori importanti a livello mondiale. Aggiungere dei puntini sulle “i” su un quadro già predisposto, che non ha bisogno di essere completamente mutato. Basti pensare alla scelta di Maignan, che nonostante la vittoria con il Lille, non fosse cercato dai top team o di Kalulu, arrivato per mezzo milione di euro e con un cartellino che otto mesi dopo è lievitato di almeno venti volte, se non di più.

 

Crescere insieme ai giocatori, questa è la filosofia di un club “fresco” e ambizioso. Cerchiamo dunque di capire realmente quali siano le pedine mancanti di questa rosa promettente e soprattutto, chi deve essere piazzato altrove, per cambiare aria

 

Per il vice si infiamma la concorrenza 

Sul portiere titolare della prossima stagione ci sono pochissimi dubbi, anzi probabilmente nessuno, considerando che i rossoneri possono vantare un numero uno di livello assoluto: 17 clean sheet, un assist e portiere migliore della Serie A 2022. Statistiche che parlano per lui e che lo stanno indirizzando addirittura come titolare anche della Nazionale francese, con il capitano Lloris che in Nations League continua a sedersi in panchina. Una certezza per tutto l’ambiente, un idolo per i tifosi.

Per gli altri due invece si accende un importante concorrenza, visto che è giunto il rinnovo per Mirante, che dal prossimo anno potrebbe diventare la spalla destra di “Magic Mike”, ai danni di Tatarusanu, non sempre perfetto quando è stato chiamato in causa. 

 

Una difesa che cambia interpreti 

Sulla retroguardia vi è un grande via vai, con tanti titolari, per pochi posti. In primis bisogna ricordare l’addio del “capitano” Romagnoli, che dopo aver alzato al cielo di Reggio Emilia lo scudetto, ha deciso di non rinnovare. È in bilico tra il sogno di giocare nella sua Lazio o di raggiungere Galliani al Monza. Il sostituto è stato comunque già deciso da gennaio: il giovane e roccioso Botman, del Lille, che ha intenzione di vestire esclusivamente rossonero, seppur sia ricercato da altre big europee.

Una trattativa che sta raggiungendo il traguardo, con la società rossonera che ha deciso di sborsare 30 milioni di euro. Una cifra importante, che però il Newcastle ha già superato abbondantemente nelle ultime ore: ora sta al giocatore spingere il club francese ad accettare l’offerta di Maldini. In caso saltasse, farebbero un tentativo last minute per Bremer, che ha però una preferenza per il nerazzurro. Sulle fasce è vicino il ricatto di Florenzi dalla Roma e si tenta di chiudere per Cambiaso del Genoa come vice Hernandez. Kjaer dovrebbe rimanere, nonostante abbia perso il posto da titolare.

 

Il nuovo “Presidente”

L’addio di Kessié è una freccia al cuore dei tifosi milanisti, che hanno visto l’evoluzione del proprio tema anche grazie al centrocampista ivoriano. Arrivato da giovanissimo, saluta tutto l’ambiente dopo un anno di tensione, in cui il rapporto con San Siro non è mai stato realmente pacifico. Salutare a parametro zero rimane comunque un colpo basso per la società, che si sarebbe aspettata altri atteggiamenti, specie da parte dell’entourage del ragazzo, che ha scelto a gennaio di far vestire al proprio assistito il “Blaugrana”. La dirigenza però non ha voluto temporeggiare ed è vicinissima a chiudere per il sostituto: parliamo di Renato Sanchez, centrocampista del Lille (meta preferita dei rossoneri per fare mercato), che si avvicina per una cifra intorno ai 20 milioni di euro.

Al ragazzo andranno invece 3 milioni di euro a stagione per quattro anni. Il resto della mediana dovrebbe rimanere così, con Pobega che dopo il prestito al Torino, dove ha effettuato una stagione importante è il primo candidato a sostituire Bakayoko, rimandato in anticipo al Chelsea.

 

Un attacco stellare

Avere nel proprio tridente il miglior giocatore della scorsa Serie A, facilita sempre le situazioni, specie quando bisogna costruire un intero attacco intorno a lui. Parliamo ovviamente di Leao, che per la dirigenza rossonera rimane un incedibilissimo, nonostante le offerte importanti arrivate questi giorni.

L’intenzione è affiancare al portoghese altri giocatori dal passo rapido, per alzare ulteriormente l’asticella di goal: lo scorso anno solo lui e Giroud sono arrivati alla doppia cifra. Troppo poco per una squadra che vuole mantenere la vetta. Anche il francese non si tocca, mentre Ibrahimovic deve ancora comunicare il proprio futuro, anche se una permanenza ad oggi sembra molto probabile. Chi rimane fuori? Sicuramente Brahim Diaz, che non è stato riscattato e non è nella lista di mercato. Non ha convinto nessuno e probabilmente la sua storia con il Milan si è già conclusa, prima del previsto. Per avere un sostituto valido la dirigenza ha tre nomi in testa: due dal Sassuolo e uno dal Belgio. Il doppio colpo italiano in questione riguarda Berardi e Raspadori.

Ovviamente ne arriverebbe uno solo, poiché vengono valutati entrambi 35/40 milioni di euro. Dall’estero invece interessa De Ketelaere, giocatore belga che è molto duttile in tutte le zone offensive. Ricordiamo che è già stato acquistato Origi, che si unisce alla compagine di Pioli a parametro zero, per tre stagioni di fila. 

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