Il dibattito sulle armi

Chi è Yolanda Luther King, nipote di Martin, in marcia contro le armi

Migliaia di ragazzi in marcia per chiedere lo stop: “Ora basta, agite”. Il presidente Usa, Biden esorta alla protesta e si dice “moderatamente ottimista”

Chi è Yolanda Luther King, nipote di Martin, in marcia contro le armi

Dopo le sparatorie, ancora manifestazioni di piazza negli Usa, dove a migliaia sono scesi per le strade da New York a Washington per dire “basta” alla diffusione delle armi.

Tra loro anche Yolanda King, la nipote di Martin Luther King, che non è nuova ai palchi, specie sul tema della detenzione di armi.

"Ora basta. Dovete agire", è il messaggio che i giovani hanno inviato al Congresso, dove però le trattative non hanno ancora portato a un accordo tra democratici e repubblicani.

Ma chi è Yolanda King?

 

Yolanda, sul palco fin da quando aveva 9 anni

Era il 24 marzo del 2018 quando Yolanda King, ad appena 9 anni, era salita sul palco, a sorpresa, alla “Marcia per le nostre vite” tenuta vicino al National Mall dove il nonno tenne il celebre discorso “I Have a Dream” nell’agosto del 1963, auspicando la fine del razzismo negli Stati Uniti. “Mio nonno aveva un sogno, che i suoi quattro figli non fossero giudicati per il colore della loro pelle ma per il loro carattere. Io ho un sogno che questo sia un mondo senza armi”, aveva detto.

“Spargete la voce che avete sentito, in tutto il paese, noi saremo una grande generazione”, aveva incitato, esattamente come ha fatto delle scorse ore, sempre da Washington.

 

Le manifestazioni contro le armi

Nella capitale si sono dati appuntamento in 50.000 per poi invadere il Mall durante la manifestazione organizzata da March for Our Lives, il gruppo creato dopo la strage del 2018 al liceo di Parkland, in Florida, in cui persero la vita 14 studenti e tre adulti. "Siamo stati degli ingenui a pensare che non sarebbe accaduto a noi. Ora basta. Ringraziamo tutti per le preghiere ma pregare è un'azione, ed è proprio un'azione quella che chiediamo", ha esortato Garnell Whitfiel, il figlio di una delle vittime della strage al supermercato di Buffalo compiuto da un suprematista bianco.

Sul palco allestito si sono alternati anche i genitori delle vittime degli studenti di Parkland, che sono arrivati a invitare a boicottare le scuole fino a quando non saranno rese più sicure.

Poi le parole di Yolanda King: "Dobbiamo essere la generazione che mette fine a tutto questo". La nipote di King ha sottolineato come la battaglia sulle armi "non è politica, è morale. Non c'è destra o sinistra, ma c'è quello che è giusto o sbagliato che vuole dire coraggio e azione".

 

L’appello di Joe Biden

Il presidente Usa non è rimasto insensibile di fronte alla manifestazione e a coloro che erano nelle piazze ha detto: "Continuate a protestare". Joe Biden si è anche definito "moderatamente ottimista" sulle trattative in corso al Senato, dalle quali attende dei risultati concreti. "Il Congresso deve vietare le armi d'assalto, rafforzare i controlli e rimuovere l'immunità per i produttori di armi. Non possiamo deludere ancora una volta gli americani", ha aggiunto Biden.

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