Nations League

Inghilterra-Italia 0-0: le pagelle degli Azzurri, da Gatti a Tonali

Finisce a reti bianche la sfida tra gli azzurri e i britannici: ad un anno dalla finale di Wembley, le cose sono cambiate da entrambi i lati. Bene i nuovi.

Inghilterra-Italia 0-0: le pagelle degli Azzurri, da Gatti a Tonali

In una serata calda, nello stadio del Wolves gli azzurri hanno fornito una prestazione di alto livello, seppur il risultato finale dica reti bianche: la migliore, per distacco, di questa Nations League. Un gioco veloce, in cui i giocatori di Mancini si cercano a due tocchi, risultando efficaci e belli da veder giocare. La rete sarebbe stata meritata, ma alla fine la retroguardia britannica regge, soprattutto grazie ad un numero uno di alto livello. Da sottolineare la prestazione degli esordienti, come Gatti, che sudano come guerrieri per la casacca della Nazionale. Come è giusto che sia.

 

I voti degli Azzurri:

Gianluigi Donnarumma voto 6: Una serata fortunata per lui, visto che gli inglesi non sono stati sempre precisi sotto porta. Anzi, tra Sterling e Grealish ,sono riusciti a sbagliare reti clamorose. Dal canto suo, il numero uno commette un errore grave in fase di manovra, dove rischia di mandare in rete gli avversari. Riesce comunque a mettere la mano sui pochi palloni che arrivano dentro allo specchio. Un’altra serata senza reti subite, che è un risultato che è comunque importante.

 

Federico Di Marco voto 6,5: Una partita dai due volti, dove è comunque riuscito a mettersi in mostra. Difensivamente non è sempre perfetto, almeno a livello di posizione, dove spesso si fa trovare più accentrato del previsto. Quando la squadra attacca è onnipresente in fase offensiva, dove aiuta con i suoi passaggi precisi e le sue verticalizzazioni dalla distanza. Ha un piede pregiato e talvolta potrebbe tentare più conclusioni dal limite, specie quando si libera sulla trequarti.

 

Francesco Acerbi voto 6: Sulla retroguardia è quello meno preciso, anzi, probabilmente quello più lento. Fa fatica a spazzare con precisione il pallone ed è un peccato per un elemento così tecnico. Sfrutta poco i suoi soliti lanci, prediligendo il palleggio arretrato. Talvolta eccessivamente macchinoso. Dentro l’area fa la torre, cercando di marcare il suo “concittadino” Abraham, evitando di lasciare piccoli spazi. Un giocatore che rimane importante, ma che sta pagando il momento di poca fiducia.  

 

Federico Gatti voto 7: Quattro anni fa ha iniziato la sua scalata verso il grande palcoscenico, partendo però dal basso. Mancini ha finalmente voluto dare fiducia anche a chi partecipa alla Serie B, lanciando questo ragazzo che merita piazze più importanti, al seguito di un'annata super con il Frosinone: il giovane centrale risponde al meglio, muovendosi con coraggio e marcando con cura. Una scoperta interessante, non sorprende la scelta della Juventus di puntare su di lui.

 

Giovanni Di Lorenzo voto 7: Un giocatore che dopo l’Europeo ha iniziato la sua maturità, diventando un elemento completo: ha migliorato molto la sua attenzione in fase difensiva, diventando anche prezioso però davanti, dove le sovrapposizioni sono continue. Ha un tocco elegante, specie sulle palle alte, in cui non trova difficoltà a tagliare l’area con palloni precisi e pericolosi. Una spina nel fianco per gli avversari, che faticano a contenerlo quando sfugge dietro la retroguardia.

 

Davide Frattesi voto 6,5: A livello di intensità è senza dubbio uno dei migliori, visto che non sta mai fermo, cercando un movimento che possa cambiare la partita. Non è però sempre preciso, anzi, talvolta la foga lo porta a commettere errori banali, non da lui. L’importanza di avere un giocatore duttile, che possa contribuire non solo ad entrambe le fasi, ma anche in tutte le zone offensive del campo è una carta essenziale per gli schemi del Mancio. Una pedina che deve rimanere maggiormente concentrato, per le enormi potenzialità che possiede.

 

Manuel Locatelli voto 6,5: Un elemento completamente diverso rispetto a quello visto all’Europeo, ma non per questo meno efficace. Fa da play davanti alla difesa, scemando la retroguardia dagli attacchi centrali, quasi inesistenti nella prima frazione. Talvolta ci delizia con qualche lancio a tagliare l’area, dove cerca di dare soluzioni alternative, senza però buttarsi mai in mezzo alla mischia: l’anno con Allegri lo ha reso a tutti gli effetti un regista da inizio manovra.

 

Sandro Tonali voto 6: Come detto, non ha ancora trovato la stessa fiducia che ha nel Milan, in cui risulta più “spensierato”: meno inventivo, più minimalista nelle scelte. Si limita ad un palleggio con la retroguardia, cercando di aspettare il momento giusto per far ripartire il gruppo. Tenta una conclusione ravvicinata nel primo tempo, trovando però una grande risposta del portiere avversario. Nella ripresa aumenta leggermente il pressing in avanti.

 

Lorenzo Pellegrini voto 6,5: È l’uomo del momento e forse rappresenta appieno il nuovo volto degli azzurri. Sicuramente si muove meglio quando è in una zona più centrale, visto che ha maggiori possibilità di andare al tiro, ma anche da esterno, quando riceve la palla, sa muoversi come un ballerino in mezzo alla trequarti avversaria. Un numero dieci non solo a livello tecnico, ma anche come leader, visto che richiama spesso la squadra quando viene attaccata. Se è in forma sa cambiare una partita con una singola giocata.

 

Gianluca Scamacca voto 6,5: Lotta come un toro in mezzo alla difesa avversaria, facendo a sportellate anche con diversi uomini contemporaneamente. Una torre in grado non solo di dare riferimenti alla squadra, facendo sponde che velocizzano le ripartenze, ma anche di creare spazi con finte di movimento, variando in diverse zone del campo. Insomma, una fuga continua, che aiuta i compagni ad andare con maggiore facilità alla conclusione in porta. Continua ad avere un rapporto complesso con la zona goal: deve lavorare di più ai tagli centrali, specie per la stazza imponente. Sfiora comunque una rete pazzesca.

 

Matteo Pessina voto 6,5: In mezzo ad un grande entusiasmo generale è quello meno incisivo nel suo ruolo. Questo probabilmente è a causa della confusione che vi è intorno al suo reale posizionamento, non ancora ben inquadrato. Da esterno non rende, se non quando conclude in porta, dove riesce comunque ad inventare qualche spunto interessante. Le cose migliori arrivano quando deve aiutare il centrocampo a recuperare la sfera, dove tenta di lottare come un leone sulle caviglie avversarie. Non si può criticare l'impegno, ma deve ristabilirsi tecnicamente.

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