l’incendio a Roma

Rogo alla discarica di Malagrotta. Allarme diossina e raccolta rifiuti

Vigili del fuoco al lavoro tutta la notte per domare le fiamme. Colonna nera di fumo, rischio diossina. Arpa Lazio: “Chiudere le finestre in zona”

Rogo alla discarica di Malagrotta. Allarme diossina e raccolta rifiuti

È un risveglio amaro oggi per Roma e i suoi cittadini, alle prese con le conseguenze del rogo divampato ieri alla discarica di Malagrotta che, nonostante sia tecnicamente chiusa dopo un provvedimento dell’ex Sindaco Ignazio Marino, contiene al suo interno rifiuti stoccati dove ieri nel tardo pomeriggio è scoppiato un incendio.

Le fiamme hanno interessato anche il gassificatore da anni inattivo. Ora, mentre si indaga sulle cause dell’incendio per escludere un eventuale dolo, restano i problemi ambientali e il rischio di una nuova paralisi nello smaltimento dei rifiuti della Capitale.

 

L’allarme diossina

"A seguito dell'incendio divampato negli impianti di Malagrotta e la successiva nube di fumo che si è sviluppata l'Arpa Lazio si è recata immediatamente nell'area colpita e ha installato dei campionatori che serviranno a verificare eventuali effetti sulla qualità dell'aria". Così in una nota Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio, che aggiunge: "Nelle prossime 24/48 ore si avranno i primi riscontri a partire dalle centraline fisse. Nel frattempo si consiglia ai cittadini residenti nell'area di 1 km di tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni".

Il comitato dei cittadini della Valle Galeria ha lanciato il pericolo diossina: "Oltre al rischio diossina liberata nell'aria - hanno denunciato su Facebook - ci sono i depositi di gas e benzina adiacenti che sono stati allertati. All'interno del capannone sono stoccati rifiuti. I vigili del fuoco dicono di chiudere le finestre o allontanarsi per chi è a circa un chilometro".  

Per precauzione si è valutata subito “la chiusura in un raggio di chilometri da stabilire di asili nido, scuole materne e centri estivi, e soprattutto il divieto di raccolta e consumo di alimenti nelle campagne qui vicino", come annunciato ieri sera dall'assessore ai Rifiuti del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi, che si è recata all'impianto di Malagrotta e ha chiarito: "È un'ordinanza precauzionale - ha aggiunto - nel giro di 48 ore a dati certi che sta rilevando Arpa sapremo stimare che precauzioni o divieti vanno adottati".

Intanto oggi resta chiusa la sede del Consiglio regionale del Lazio.

 

Le ricadute sulla raccolta dei rifiuti

Oltre al danno ambientale, si valuta l’impatto sul ciclo dei rifiuti della Capitale, già in difficoltà per la cronica carenza di impianti. Nonostante fosse chiusa, infatti, la discarica serve per trattare fino a oltre 1200 tonnellate di rifiuti al giorno, 8.100 alla settimana. Il rogo ha interessato anche il Tmb2 che tratta 900 tonnellate al giorno di rifiuti, come confermato dal Campidoglio in una nota. "L'incendio del Tmb non è solo un grave incidente, ma costituisce un danno significativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma, su cui avrà inevitabili conseguenze immediate - ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri - Siamo già al lavoro per ricollocare quanto prima le quantità trattate dall'impianto danneggiato e indirizzarle su altri impianti di trattamento e sui successivi sbocchi”.

Oggi è in programma la cabina di regia con Ama e gli operatori che hanno contratti in essere diretti e indiretti con l'azienda di Roma. “Metteremo tutto il nostro impegno per affrontare questa grave emergenza”.

Intanto la procura di Roma attende una prima informativa dalle forze dell'ordine intervenute a Malagrotta. Forse già oggi dovrebbero aprire un fascicolo di indagine.

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