le conseguenze della guerra

Armi, settimana decisiva in Parlamento. Zelensky rilancia l’offensiva

I russi intensificano gli attacchi al sud, ma il presidente ucraino non è disposto a cederlo. Intanto crisi M5S, ma non c’è la scissione e Di Maio resta

Armi, settimana decisiva in Parlamento. Zelensky rilancia l’offensiva

La settimana che si apre si annuncia delicata da molti punti di vista: da un lato sul campo "I militanti intrappolati" nella fabbrica chimica Azot a Severodonetsk "segnalano di essere pronti a proseguire le trattative". I negoziati "continueranno, ma ovviamente per i militanti non miglioreranno le condizioni per deporre delle armi”, ha detto l'ambasciatore dell'autoproclamata Repubblica separatista di Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, citato da Ria Novosti.

Dal canto suo non arretra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che in un videomessaggio su Telegram dice: “Non daremo via il sud a nessuno, riprenderemo tutto ciò che è nostro e il mare sarà ucraino e sicuro".

Dunque, nessuna intenzione di avviare a una resa o a qualche forma di rinuncia. Le parole del leader di Kiev arrivano dopo quelle del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo cui “la guerra potrebbe durare anni". Intanto si sono intensificati gli attacchi russi proprio nella regione sud del Paese. 

In tutto questo, i prossimi giorni potrebbero essere cruciali anche per la politica italiana.

 

M5S alla resa dei conti sull’invio di armi a Kiev

In Italia c'è tensione sull'invio di nuove armi a Kiev. Il M5S, diviso al suo interno tra l’ala governativa (guidata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quella più autonomista, che vede il leader Giuseppe Conte su posizioni contrarie all’invio di nuovi armamenti all’Ucraina) è a rischio scissione, che però non è avvenuta. Dopo oltre 4 ore di vertice, ieri sera, la spaccatura resta, ma non c’è stata l’espulsione del responsabile della Farnesina.

Di Maio continua a rivendicare atlantismo ed europeismo. Ma pesa una bozza di risoluzione a cui sta lavorando una parte dei senatori pentastellati in vista del voto che si terrà in Aula a al Senato martedì, dopo le comunicazioni del premier, Mario Draghi, prima del Consiglio europeo in programma il 23 e 24 giugno. "Si impegna il governo a non procedere, stante l'attuale quadro bellico in atto, a ulteriori invii di armamenti che metterebbero a serio rischio una de-escalation del conflitto pregiudicandone una soluzione diplomatica", si legge nella bozza del testo circolata ieri in mattinata e che ha subito fatto salire la tensione all'interno del Movimento, con il Pd che avverte: "No a fughe in avanti".

 

Crisi energetica, si riunisce il comitato di sicurezza

Intanto, sempre martedì, è in programma nel pomeriggio la riunione del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas naturale, istituito presso il Ministero della transizione ecologica. Non si esclude di innalzare lo stato di 'preallarme' attuale ad 'allarme'. Il Comitato, che si incontra periodicamente, è composto da tecnici del Mite, Arera e imprese di trasporto e stoccaggio tra le quali Snam e Terna.

Dopo la riunione dovrebbe essere in programma un secondo incontro, probabilmente mercoledì, con il ministro Roberto Cingolani e le società fornitrici del gas, tra cui Eni ed Enel.

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