La nuova Europa

Consiglio Ue: sì alla candidatura di Ucraina e Moldavia, c’è Zelensky

Il leader di Kiev si collega: “Uno dei momenti più importanti da 30 anni nel Paese”. Stallo per Macedonia del Nord, Albania e Bosnia per il no di Sofia

Consiglio Ue: sì alla candidatura di Ucraina e Moldavia, c’è Zelensky

È un’ Europa a due velocità quella che esce dal primo dei due giorni del Consiglio Ue: da un lato la forte spinta all’ingresso dell’Ucraina, con il via libera alla candidatura ufficiale; dall’altro il no proprio alla candidatura di altri Paesi che attendono da più tempo, come Macedonia del Nord, Albania e Bosnia.

Nel mezzo rimane un problema: il voto all’unanimità che, con un’Europa allargata rispetto a quella dei “padri fondatori”, rischia di bloccare molti processi decisionali e di appesantirne la struttura.

 

Zelensky e la soddisfazione per il nuovo passe verso l’Ue

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non ha nascosto la propria soddisfazione intervenendo da remoto in aula e parlando di “uno dei momenti più importanti nei 30 anni di indipendenza” di Kiev. “Questa decisione non riguarda solo l'Ucraina", ha spiegato aggiungendo: "Questo è il più grande passo verso il rafforzamento dell'Europa che si potrebbe compiere in questo momento, nel nostro tempo, e proprio nel contesto della guerra voluta dalla Russia, che sta mettendo alla prova la nostra capacità di preservare la libertà e l'unità. Grazie al vertice di tutti i leader europei. Grazie ai nostri eroi e a tutti coloro che difendono l'indipendenza dell'Ucraina e la libertà dell'Europa con le armi nelle loro mani. Grazie per aver reso possibile la nuova storia dell'Europa, ancora più forte, ancora più libera. Gloria all'Ucraina!”. Successivamente si sono collegate anche la presidente moldava Maia Sandu e l'omologa georgiana Salome Zourabichvili.

 

Il commento dei vertici Ue

Parole di entusiasmo sono giunte anche dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, che su Twitter ha parlato di “un momento storico”, aggiungendo che "la giornata di oggi segna un passo cruciale nel vostro cammino verso l'Ue. Congratulazioni a Volodymyr Zelensky e Maia Sandu e al popolo ucraino e moldavo. Il nostro futuro è insieme". Quanto alla Georgia, Michel ha ricordato che “il Consiglio europeo ha deciso di riconoscerne la prospettiva europea ed è pronto a concedere lo status di candidato una volta affrontate le priorità in sospeso”. Ha scelto Twitter anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: “È un buon giorno per l'Europa. I vostri paesi fanno parte della nostra famiglia europea. E la storica decisione odierna dei leader lo conferma”.

 

Lo stop ai Balcani

Nulla di fatto, invece, per i tre Paesi dei Balcani che per ora devono attendere. Un’attesa che, peraltro, nel caso della Macedonia del Nord dura dal 2004: ha bloccarne la candidatura è stata la Bulgaria con un voto contrario che è sufficiente a fermarne il processo di adesione. Duro il commento dell’Alto rappresentante per la politica estera europea, Joseph Borrell: "Questa è una brutta pagina. Dobbiamo andare oltre, non possiamo continuare ad accettare che un membro solo blocchi tutto". D’altro canto in molti a Sofia non riconoscono l’esistenza di un popolo macedone autonomo, ma considerano il Paese una propria provincia dove si parla un dialetto bulgaro. Dopo una mediazione avanzata dalla Francia, oggi è previsto un voto ufficiale. Situazione identica per l’Albania, che ha chiesto l’adesione nel 2009, mentre la Bosnia-Ezegovina l’ha presentata nel 2016.

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