Svolta negli Usa

Corte Suprema e aborto: cosa cambia adesso. Gli Stati pro e contro

Dopo la storica sentenza, l’America è divisa. Circa metà degli Stati vieterà la pratica. Possibile interrompere la gravidanza, per esempio, a New York

Corte Suprema e aborto: cosa cambia adesso. Gli Stati pro e contro

Due decisioni in poche ore, 24 circa, e l’America si trova a fare i conti con quello che viene interpretato come un passo indietro. Dopo quella sulle armi a New York, i Supremi giudici a maggioranza (5 su 4) hanno votato contro una sentenza che era in vigore da quasi 50 anni e che permetteva alle donne di interrompere la gravidanza: “La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto”, si legge nel pronunciamento dell’Alta Corte.

La decisione è stata presa nel caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”, in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane.

A fare ricorso era stata l’unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l’aborto. “L’aborto presenta una profonda questione morale. La costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibire l’aborto”, scrivono i giudici.

 

Cosa cambia adesso

Dopo la sentenza saranno ora i singoli Stati a decidere in materia. Su 50, 26 (tra i quali il Texas e l’Oklahoma) hanno già leggi più restrittive in materia. Il Missouri ha rivendicato di essere il primo Stato ad aver vietato l’aborto dopo la sentenza, seguito proprio dal Lone Star State, il cui procuratore generale Ken Paxton ha annunciato che le strutture che offrono le interruzioni di gravidanza possono essere considerate “responsabili penalmente a partire da oggi”. Stessa situazione in South Dakota, con l’eccezione del pericolo di vita per la donna incinta. Nel complesso, 9 Stati pongono limiti sull’aborto che, sebbene finora non erano applicati, adesso potrebbero diventare effettivi. Infine in 13 Stati ci sono cosiddetti «divieti dormienti» che dovrebbero entrare in vigore entro 30 giorni (le cosiddette “trigger laws”), con le uniche eccezioni del pericolo di vita per le madri: Arkansas, Idaho, Kentcky, Louisiana, Mississippi, North Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Wyoming, compresi i già citati Missouri, Oklahoma, South Dakota, Texas.

 

Pro e contro

Ad accogliere con favore il pronunciamento c’è stato l’ex presidente Usa, Donald Trump, che aveva nominato i giudici conservatori della Corte Suprema, che secondo il tycoon ha “seguito la Costituzione e restituito i diritti” e ha seguito la “volontà di Dio”. Di decisione “coraggiosa e corretta” ha parlato il leader dei Repubblicani in Senato, Mitch McConnell; “la vita ha vinto”, ha dichiarato Mike Pence, ex vice presidente.

Duro, invece, l’attuale capo della Casa Bianca, Joe Biden, che ha lanciato un appello al Congresso per ripristinare la sentenza Roe v. Wade come legge federale e secondo cui gli Usa diventano “una eccezione nel mondo”.

Fuori dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, mentre per la speaker della Camera, Nancy Pelosi, si è trattato di una sentenza “crudele e scandalosa”.

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