Il punto

Giorni decisivi nel Donbass, Zelensky: “La guerra non è finita”

Esplosione in Russia, al confine con l’Ucraina, dove intanto non c’è tregua. Mosca avrebbe conquistato Lysychansk, ma da Kiev è arrivata la smentita

Giorni decisivi nel Donbass, Zelensky: “La guerra non è finita”

Lysychansk sarebbe ormai in mano russa. Ad affermarlo sono le forze filorusse guidate dal comandante ceceno Ramzan Kadyrov, alleato di Vladimir Putin, che però aveva annunciato anche la caduta di Severodontesk diverse settimane prima che accadesse realmente. Kadyrov ha annunciato: "Lysychansk è nostra! Siamo nel centro", mentre altre fonti riferiscono solo che la città è "completamente circondata" e che "le truppe ucraine non sono in grado di uscirne".

La presa della città sarebbe però solo "una questione di ore", insistono i ceceni, anche se Kiev smentisce che sia già caduta.

 

Zelensky: “La guerra non è finita”. I villaggi in mano russa

"In molte città delle retrovie ora" ci si sente sollevati, "ma la guerra non è finita, la sua brutalità sta aumentando in alcuni luoghi e questo non può essere dimenticato". Così il leader ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram, rivolgendo un appello agli ucraini ad "aiutare l'esercito, aiutare i volontari, aiutare tutti coloro che sono rimasti soli in questo momento", e a "diffondere la verità sulla guerra e sui crimini degli occupanti". "Non importa quanto sia difficile oggi, dobbiamo ricordare cosa accadrà domani. E domani potrebbe portare il massimo beneficio all'Ucraina", ha aggiunto Zelensky.

 

Lunedì la conferenza sulla ricostruzione

Intanto tra poche ore, esattamente lunedì 4 luglio, a Lugano in Svizzera si terrà una conferenza speciale sulla ricostruzione dell'Ucraina.

Come riferito dall’agenzia Ukrainska Pravda, le autorità di Kiev presenteranno il proprio piano. Dal canto suo il presidente ucraino fa sapere che sono 2.610 le città e i villaggi ucraini al momento sotto il controllo russo e che "feroci ostilità continuano lungo l'intera linea del fronte nel Donbass".

 

Esplosioni in territorio russo, ci sono vittime

Preoccupano però, sia la posizione del presidente bielorusso, sia le notizie di una esplosione in territorio russo. Lukashenko, infatti, ha minacciato: "Le capitali occidentali sotto tiro. Se solo oserete lanciare un attacco, la nostra risposta sarà istantanea". Poi il leader bielorusso ha accusato l’Ucraina di aver lanciato missili contro il proprio territorio, respinti dalla contraerea.

Nel frattempo, mentre a San Pietroburgo è stato arrestato il portiere di hockey su ghiaccio Fedotov che aveva firmato con la squadra Usa dei Philadelphia Flyers ed ora è accusato di diserzione, è di almeno tre persone morte e 4 ferite il bilancio nella città russa occidentale di Belgorod, non lontano dal confine con l'Ucraina. Le autorità locali - citate dall'agenzia russa Tass - hanno parlato di una serie di forti boati a cui ha fatto seguito un incendio, nel quale sono stati danneggiati 11 condomini e 39 case. Le cause dell'evento non sono state ancora chiarite.

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