Droghe leggere

Cannabis, scoppia il caso della ‘sardina’ Santori. La destra insorge

Il giovane consigliere comunale di Bologna: “Coltivo e consumo erba”. Il sindaco Lepore: “La legge va rispettata”. Emma Bonino esprime la sua solidarietà

Cannabis, scoppia il caso della ‘sardina’ Santori. La destra insorge

Nei giorni in cui il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere riaccende lo scontro tra le forze politiche, per l’avvio in Aula dell’iter di un ddl ad hoc, scoppia il caso Santori. Il leader delle Sardine e consigliere delegato Pd alle Politiche giovanili al comune di Bologna in occasione degli ‘Stati generali sulla cannabis’, che si sono svolti pochi giorni fa a Milano, ha rilasciato alcune dichiarazioni ammettendo non solo di farne uso ma anche di coltivarla. “Ne avevo tre di piantine, è come un bicchiere di vino buono, so cosa fumo, so chi ho pagato. Io non voglio che il mio consumo di una canna ogni tre giorni vada a finanziare i malviventi”. Affermazioni destinate a scatenare una ridda di polemiche e sulle quali anche il primo cittadino di Bologna è intervenuto. “La legge si rispetta anche quando non piace finché non si cambia”, dice Matteo Lepore. Intanto Santori, che stamattina ha avuto con il sindaco dem “un confronto sereno”, si dice d’accordo ma sottolinea che il suo gesto voleva “porre l’accento sul fatto che l’attuale legge è ingiusta perché ci rende tutti criminali, e se siamo tutti criminali forse qualcuno ha sbagliato a scriverla”.

 

Lega e Fratelli d’Italia sono sul piede di guerra. Il deputato del partito di Giorgia Meloni, Galeazzo Bignami, ha presentato alla Procura della Repubblica di Bologna un esposto contro il giovane consigliere comunale. Replica Santori: «Denunciando me si denuncia uno Stato che obbliga 6 milioni di consumatori a rivolgersi al mercato nero e si criminalizzano 500mila autocoltivatori che da anni aspettano di essere rappresentati politicamente. Se sarò denunciato mi assumerò le mie responsabilità, ma sono ben contento se il mio gesto servirà a smascherare l’ipocrisia latente sul dibattito sulla cannabis e ad accendere i fari su un disegno di legge che in molti a destra non vorrebbero neanche votare”. Il consigliere fa sapere di essere pronto ad assumersi ogni responsabilità per quello che ha detto: “Quando fai un gesto come questo sai a cosa vai incontro. Del resto io ho sempre messo il mio corpo, la mia faccia e la mia libertà personale al servizio della politica, lo faccio da quando ho portato 6mila persone in Piazza Maggiore a Bologna, a novembre 2019”.

 

Piena solidarietà alla ‘sardina’ arriva dalla leader Radicale, Emma Bonino. “A Santori va tutta la mia e la nostra solidarietà. Quando dice che coltivando cannabis a casa la si sottrae alle mafie ha perfettamente ragione”. Ma l’ex commissaria europea è pessimista sull’iter della legge in Parlamento. “Non penso che il provvedimento sulla depenalizzazione verrà approvato. Se si rinvia dopo l’estate la proposta sulla cannabis e quella sullo ius scholae sarà difficile riportarli all’ordine del giorno”.

 

Per la Lega interviene il senatore Andrea Ostellari, commissario Emilia Romagna che chiede a Lepore di ritirare le deleghe a Santori: “Nella sua fuga dalla realtà il consigliere del Pd di Bologna dimentica un dettaglio: non spetta a lui stabilire se la sostanza stupefacente che dice di possedere è per uso personale, ma a un giudice”. Risponde il deputato Pd, Andrea De Maria: “Abbiamo avviato alla Camera una proposta di legge che depenalizza la coltivazione di minime quantità di cannabis per uso personale. Un modo per contrastare il mercato illegale. Non certo per incentivare e promuovere l’uso di sostanze stupefacenti”. Ora “una discussione seria in Parlamento e il completamento dell’iter legislativo penso sia il modo giusto per affrontare un tema certamente reale”. Ma la bufera non si fermerà facilmente.

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