I roghi a Roma

Gualtieri: “Certo c’è la mano dell’uomo”. Indagini della magistratura

La Capitale inizia una nuova settimana dopo la precedente segnata da un grave incendio in zona Casilina. Indagini sulle cause, non escluso il dolo

Gualtieri: “Certo c’è la mano dell’uomo”. Indagini della magistratura

La magistratura indaga, la politica si interroga. Di certo l’ennesimo incendio che ha interessato Roma in zona Centocelle ha lasciato il segno e ha spinto anche il Sindaco, Roberto Gualtieri, a non nascondere il dubbio che dietro ai numerosi roghi che si sono verificati nelle ultime settimane ci possa essere il dolo.

 

Gualtieri e l’ipotesi degli incendi dolosi

“Sta indagando la magistratura ed è presto per fare ipotesi” ha premesso il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per poi affermare: “Certo c'è la mano dell'uomo, poi si vedrà se sono episodi colposi o dolosi. Anche se qualche incendio sia doloso è stato già accertato. "Noi stiamo lavorando con grande intensità sul fronte della prevenzione e degli interventi", ha spiegato il primo cittadino.

 

Le prossime mosse del Comune

Intanto Gualtieri ha spiegato come si muoverà il Comune dopo i recenti roghi e per affrontare l’emergenza: "Si è svolto un importato comitato per l'ordine e la sicurezza, in cui si è espressa una grande solidarietà e unità di tutte le istituzioni. Per quanto riguarda gli incendi si rafforzeranno le azioni di prevenzione in tutte le zone a rischio, interverremo noi come Roma Capitale con tre milioni per un piano di potenziamento degli impianti. Riapriremo al più presto la discarica di Albano perché noi siamo anche stati molto colpiti dall'incendio dei Tmb di Malagrotta che hanno messo in difficoltà il ciclo di raccolta dei rifiuti".

 

Le polemiche

Di certo ora Roma e i romani si interrogano dopo la sequenza di incendi iniziati il 15 giugno con il rogo nell'ex megadiscarica di Malagrotta. A distanza di più di un mese i roghi non si sono fermati, anzi. “Ormai è chiaro che Roma è aggredita dai piromani. Se si tratti di cani sciolti o di criminalità organizzata ce lo diranno gli inquirenti”, ha detto Claudio Mancini, deputato del Partito Democratico.

Per Roberto Morassut non è da escludere "un’azione di 'terrorismo ecologico' finalizzata a contrastare la possibilità di ricondurre la politica dei rifiuti in un alveo pubblico e trasparente".

Nel mirino è finita l’Amministrazione comunale, in particolare per il mancato sgombero degli autodemolitori: come ricordato da più parti, infatti, sono decenni che i cosiddetti “sfasci” occupano un’area di poco meno di 4 ettari vicino al parco archeologico, in parte coinvolto e danneggiato dalle fiamme dell’ultimo incendio, senza che si sia trovata una soluzione alternativa.

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