EditorialiOpinioniAnalisiInchiesteIntervisteScenariFirme
le due crisi

Draghi torna dall’Algeria e Putin oggi vola a Teheran con Erdogan

Gazprom: possibile nuovo stop alle forniture, si cercano nuovi partner e l’Algeria diventa primo partner italiano, mentre la Russia discute di grano ucraino

Draghi torna dall’Algeria e Putin oggi vola a Teheran con Erdogan

Le conseguenze della guerra in Ucraina si fanno sentire sui due fronti: quello della crisi energetica e quello della crisi del grano.

Sul primo versante, il premier Mario Draghi ha appena siglato 15 importanti accordi con l’Algeria, che diventa primo fornitore di gas per l’Italia. Anche la Germania corre ai ripari, con intese con l’Egitto per idrogeno e metano.

Intanto il colosso russo Gazprom potrebbe prolungare lo stop del Nord Stream 1, ufficialmente dovuto a lavori di manutenzioni, oltre la data prevista del 21 luglio. In tutto questo anche la Russia si muove, soprattutto per quanto riguarda il blocco dell’export del grano ucraino, con un incontro in presenza oggi a Teheran, in Iran, in programma tra il presidente, Vladimir Putin, e l’omologo turco, Recep Tayyip Erdo?an.

 

Putin in Iran per discutere di grano

"In primo luogo, siamo pronti a continuare a lavorare in questa direzione, in secondo luogo, questo tema sarà discusso dai presidenti" Putin ed Erdogan. Così il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, ha confermato alle agenzie russe l’incontro di oggi tra Putin ed Erdogan in Iran.

Ushakov ha ricordato che il 13 luglio si è tenuto a Istanbul il primo incontro per trovare una soluzione al blocco del grano e dei cereali ucraini nell’ambito del conflitto armato in corso da febbraio, al quale hanno partecipato rappresentanti di Russia, Ucraina, Turchia e Onu. "Siamo pronti a continuare a lavorare su questa pista e questo lavoro continuerà", ha assicurato il collaboratore di Putin.

I due presidenti dovrebbero discutere anche del prossimo vertice da tenere ad Istambul, annunciato già nei giorni scorsi dal ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, come imminente e da fissarsi entro questa settimana. Secondo lo stesso Akar, servirà a rivedere i punti dell'accordo, definire gli ultimi dettagli tecnici e apporre le firme.

"Sono stati concordati principi generali" su "un piano per il trasporto di grano e prodotti alimentari" dall'Ucraina, “continuiamo i nostri sforzi per trasformarlo in un piano di attuazione concreto. È probabile che si tenga un incontro su questo tema alla fine della settimana”, ha confermato il ministro della Difesa turco, citato dai media locali.

 

Il punto sul grano ucraino

Putin ed Erdogan si erano già sentiti telefonicamente nei giorni scorsi e successivamente il presidente turco aveva avuto un colloquio con l’omologo ucraino, Zelensky, per parlare delle almeno 35 milioni di tonnellate di grano ucraino ferme nei porti del Mar Nero.

Lo scorso 5 luglio Erdogan aveva auspicato che "entro 7-10 giorni" il primo carico di grano sarebbe potuto partire e aveva annunciato ulteriori colloqui con Putin e Zelensky. Sempre la scorsa settimana era stato raggiunto un primo accordo per istituire un centro di controllo logistico, con sede a Istanbul, che monitori la rotta delle navi in uscita dal Mar Nero, tramite un canale sminato dagli ucraini.  

 

Draghi e gli accordi con Algeri

Intanto il premier, Mario Draghi, è tornato da Algeri dove ieri si è svolto il vertice intergovernativo che ha affrontato anche la crisi del grano: "L'Italia è da tempo impegnata in prima linea per sbloccare il transito di cereali dai porti del Mar Nero ed evitare una crisi alimentare catastrofica – ha detto Draghi - Gli sviluppi nei negoziati in Turchia della scorsa settimana sono un segnale incoraggiante, che ora deve essere consolidato". Ma non solo: l’Algeria è ora diventata il primo fornitore di gas per l’Italia, grazie alla firma di una serie di accordi. Anche la Germania si muove, intanto, per garantirsi nuovi approvvigionamenti e ieri c’è stata l’intesa con l’Egitto per l’approvvigionamento di idrogeno e metano. Si tratta di forniture importanti, soprattutto dopo il nuovo annuncio di Gazprom di un possibile prolungamento dello stop al Nord Stream 1.

 

Gazprom: possibile prolungamento dello stop al Nord Stream 1

Il colosso energetico russo ha avvisato i clienti europei che non potrà garantire le forniture di gas a causa di circostanze "straordinarie", come si legge sul sito della Bbc. L'emittente britannica ha pubblicato la novità in citando una lettera di Gazprom del 14 luglio, in cui si avvertirebbe che la sospensione dell’attività potrebbe prolungarsi oltre il 21 luglio indicato originariamente come fine lavori di manutenzione ordinaria.

La lettera metterebbe al riparo Gazprom dal pagamento di penali per le forniture interrotte. Il 14 giugno Gazprom aveva iniziato a ridurre la capacità del gasdotto al 40%, citando il ritardo di una turbina mantenuta in Canada dal fornitore di apparecchiature Siemens Energy. Ma si sospetta che sia un pretesto, dal momento che un portavoce del ministero aveva affermato che si trattava di un pezzo di ricambio che doveva essere utilizzato solo da settembre.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA