EditorialiOpinioniAnalisiInchiesteIntervisteScenariFirme
La discussione a Palazzo Madama

Se Salvini strappa con Draghi effetti anche nel centrodestra

La Lega: “Nuovo governo senza 5S oppure il voto”. Vertice da Berlusconi. Lo scenario si complica. Pd: “Noi più convinti di prima di continuare con Draghi”

Se Salvini strappa con Draghi effetti anche nel centrodestra

Quadro politico in fieri. Momenti di forte fibrillazione si registrano nel centrodestra immediatamente dopo il discorso di Mario Draghi in Senato. A nessuno è sfuggito che non solo i Cinque Stelle ma anche il gruppo del Carroccio non ha applaudito al termine delle ‘comunicazioni fiduciarie’ del presidente del Consiglio. Matteo Salvini è rimasto immobile. Durissimo l’intervento in Aula del capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, che rivolgendosi direttamente al premier ha affermato: “Prendendo spunto dalle sue parole serve ricostruire un nuovo patto. Noi ci siamo ma significa una nuova maggioranza, serve ricostruire un nuovo governo”. Occorre “prendere atto che M5S non fa più parte della maggioranza di unità nazionale. Ci deve essere una grande discontinuità che solo la sua autorevolezza può dare. Quindi, a questo punto, la scelta spetta a lei”. Immediatamente dopo si è appreso di una proposta di risoluzione firmata dallo stesso Romeo e dal senatore, Roberto Calderoli, in cui si legge: “Il Senato accorda il sostegno all'azione di un governo profondamente rinnovato sia per le scelte politiche, sia nella composizione”. Dopo l’intervento del capogruppo leghista Draghi ha lasciato l’Aula e ha avuto un colloquio con alcuni ministri di Pd, Forza Italia e Leu tra cui Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Renato Brunetta e Roberto Speranza.

 

La situazione si complica. Dunque, la Lega chiede un nuovo esecutivo oppure è pronta allo strappo e a nuove elezioni. Ma è scontato che una simile decisione produrrebbe effetti anche nel resto del centrodestra che finora ha fatto parte della maggioranza. Per dirla in maniera secca, ripercussioni ci sarebbero soprattutto all’interno di Forza Italia. Silvio Berlusconi potrebbe vedere sgretolarsi sotto i suoi occhi il partito che ha fondato, dove l’ala pro-Draghi è tutt’altro che marginale e conta i tre ministri in carica: Brunetta, Carfagna e Gelmini. Non a caso in queste ore è in corso a Villa Grande, la residenza romana del Cavaliere, un nuovo vertice.

 

Oltre a Berlusconi sono presenti il coordinatore nazionale azzurro Antonio Tajani, per la Lega Matteo Salvini, il ministro Giancarlo Giorgetti e il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, per l’Udc Lorenzo Cesa e Antonio De Poli.

 

Intanto il Pd ha confermato in Aula il pieno sostegno a Draghi. “Siamo più convinti di prima. Serve un governo autorevole e credibile per affrontare i passaggi che abbiamo di fronte in Europa. Siamo d’accordo con il patto che ci ha proposto”. Sono le parole pronunciate nel corso della discussione generale in Senato del vice capogruppo dem, Franco Mirabelli. Ma il punto è che si sta allontanando l’ipotesi di poter arrivare a un Draghi bis. Perché oltre alla miccia accesa dai Cinque Stelle e che ha portato giovedì passato alle dimissioni del premier, ora bisogna tener conto della polveriera Lega che potrebbe esplodere.

 

Per Salvini i Cinque Stelle hanno rotto irrimediabilmente il ‘patto di fiducia’ che era alla base del governo Draghi e insiste nel voltare pagina. A queste condizioni è davvero difficile che il premier accetterà di andare avanti ma, come dicevamo, il quadro è in evoluzione. Aspettiamo le prossime ore.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA