Calciomercato serie A

Alla ricerca dell’attaccante solitario: cinque punte senza squadra

Sono tanti i calciatori che non hanno ancora trovato la giusta strada per la prossima stagione. Dalle poche chance di Icardi agli infiniti Cavani e Sanchez

Alla ricerca dell’attaccante solitario: cinque punte senza squadra

“La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà.” Un concetto raccontato dal leggendario artista, Fabrizio De André, che si potrebbe associare a diversi calciatori di questi tempi. Chi rimane solo, per cercare altrove la fortuna di sbocciare o in molti casi, di rinascere. Un nuovo cammino, che si distingue completamente dalla strada intrapresa in precedenza. Gli attaccanti sono dei solitari. Sfruttano tutto il loro talento, per potersi espandere il più possibile nel mondo del pallone e chissà, magari raggiungere anche una reale evoluzione. Sono diversi ad essere rimasti senza una squadra o comunque fuori dal progetto di una società.

 

Uomini d’area di rigore, che vivono per la rete che si gonfia. In questo periodo, sono in cinque ad essere sulla bocca di tutti, nella speranza di confermarsi nuovamente, ridando vita alla propria carriera. In primis Icardi, tra i migliori attaccanti d'Europa, ha finito a far scena sui social, senza più mostrare le sue doti da bomber. Poi “Ciro” Mertens, allontanato dalla realtà del suo cuore e impaurito di affrontare un panorama completamente diverso. L’inconsapevolezza di Sanchez, che non accetta il passare del tempo, cercando di dimostrare ancora di essere un campione. I dubbi di Morata, da sempre funzionante e duttile per ogni allenatore, ma senza mai avere la possibilità di essere un punto fermo. Un pendolare del calciomercato, tra Torino e Madrid. Infine, l’ingratitudine nei confronti di Cavani, ancora convinto di potersi mettere in gioco, ma senza nessuno che ci creda fino in fondo.

 

Storie diverse, stessa barca: un contrasto che annega queste punte di livello, nel pozzo della solitudine. Analizziamo dunque quale potrebbe essere effettivamente la prossima strada che si presenterà nel loro futuro, sperando che rispecchi appieno le ambizioni di questi grandi talenti

 

La discesa di Maurito:

Fino a quattro anni fa, si sarebbe potuto permettere qualsiasi tipo di scelta, senza la paura di fallire. Ha deciso di seguire una strada ambiziosa, forse troppo, considerando il reparto offensivo dei parigini, colmo di campioni. Ha abbandonato chi lo ha visto crescere, voltando le spalle all’evoluzione che nel tempo è riuscito ad ottenere a Milano. Ad oggi è un atleta dimenticato, che si accontenta delle dieci o quindici presenze all’anno, giustificandosi con dei futili infortuni inspiegabili.

 

Un giocatore capace di creare una propria casa all’interno dell’area di rigore, che domina e comanda con grande maestria. Potrebbe decidere di ricominciare. Di voltare le spalle al denaro, che lo ha allontanato da una carriera favolosa. Le piazze che però confidano nella sua rinascita, si contano sulle dita di una mano. Forse anche di meno. Le ultime settimane si stanno rivelando da incubo per l’argentino, che da poco ha anche iniziato il processo di separazione con Wanda Nara. Anche a livello professionale (visto che si tratta del suo agente) sono previsti importanti mutamenti, che si potrebbero rivelarsi decisivi.

 

Nel bene o nel male. A Parigi l’argentino guadagna 10 milioni di euro e è praticamente impossibile trovare una squadra capace di proporre una cifra simile. Bisogna quindi scendere, abbassare le pretese. E quale modo migliore di adattarsi nuovamente se non nel nostro campionato? Una squadra sarebbe pronta alla follia più totale. Il Monza infatti lo segue da un mese, spingendo anche sul fatto che potrebbe ritrovare Milano come città di vita. Servirebbe però uno sforzo sia da parte dei francesi, che però pur di rimuoverlo dalla rosa aiuterebbero di buon grado e anche, soprattutto, da parte sua.

 

Un ingaggio di almeno 70% in meno, per poter convivere con i bilanci brianzoli. Una follia che potrebbe sbocciare solamente dopo ferragosto, quando la possibilità di andare in una big sarà praticamente sparita.

 

Un addio strappalacrime

Ci ha provato fino alla fine Mertens a rimanere nella sua terra. La rivoluzione di De Laurentiis, assai criticabile, lo ha però esiliato dalla sua gente, a cui ha dato tutto il suo cuore e la sua fedeltà. Un giocatore che meriterebbe ancora la chance di giocare in grandi palcoscenici, senza aver paura di poter mettere in mostra le sue grandi doti tecniche da ultra trentenne.

 

Doti che non si vedono certo ovunque. "La mia partenza non è stata come avrei voluto, ma per me non è un addio ma solo un arrivederci. Napoli, ma quanto ci siamo divertiti”. La cittadinanza onoraria è solo uno dei grandi passi fatti da un’anima pura partenopea. Il rifiuto alla Juventus, a differenza di altri, è il giusto ringraziamento ai tifosi che lo hanno amato incondizionatamente.

 

Quale può essere il suo percorso? Con ogni probabilità è pronto a sbarcare in Turchia, dove può mettersi a confronto con una realtà completamente opposta alla Serie A. Un’offerta comunque molto allettante, diffidente rifiutabile a questo punto: un contratto da 4 milioni di euro l’anno e una serie di bonus a livello di benefici: autista privato, casa pagata fino alla fine dell’accordo, trenta voli aerei per tornare a Napoli e un rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Insomma, non sarà il lungomare più bello d’Italia, ma merita di vivere al massimo questa stimolante avventura

 

Due sudamericani imprigionati:

Opposti a livello di caratteristiche, molto simili nell’atteggiamento in campo. Due campioni silenziosi, che non hanno però voluto rinunciare al proprio finale di carriera, cercando di mettersi in mostra come se fossero ancora ragazzini. Parliamo di Sanchez e Cavani, tra i più ambiti attaccanti in Europa fino a cinque/sei anni fa. Adesso entrambi sprofondati nella solitudine del tempo, che pian piano sta concludendo amaramente le loro carriere. Il cileno è in lotta con l’Inter, che vuole scartarlo dalla rosa il più velocemente possibile. “Voglio vincere sempre, il leone è così”.

 

Il Re della giungla abbandonato a se stesso e senza palcoscenici all’altezza, pronti a metterlo in copertina. Il secondo invece si sta pian piano “accontentando" del circolo intrapreso da qualche stagione a questa parte: senza contratto, pronto a fare la seconda linea pur di non rimanere fuori dal mondo del Football.

 

Il Villarreal vorrebbe poter agguantarlo, come pedine per rifiatare e con ogni probabilità alla fine dovrebbe accettare l’offerta. Insomma, due pedine che si sentono importanti, ma senza poterlo dimostrare: il dolore della caduta, dopo essere stati grandi, lascia importanti ferite.

 

Il viaggiatore italo-spagnolo:

Infine vi è il generoso Morata. L’uomo che si è sempre messo a disposizione per tutti, senza ricevere realmente i giusti ringraziamenti. Si è adattato in ogni ruolo, si è trasferito con qualsiasi formula, senza mai voler creare problemi a chi gestiva il suo cartellino. 

Una carriera da "Robin", lontano dai riflettori, che in molte situazioni, sarebbero stati più che giusti. Una carriera iniziata a Madrid, sponda Real, per poi decidere di sposare l’Italia: due capitoli importanti con la Juventus, che lo ha rispettato, senza però dare mai rassicurazioni sulla sua permanenza.

 

Gli anni al Chelsea lo hanno quasi rovinato e il ritorno a Madrid, stavolta da Colchoneros. Un cammino confuso, in cui si è gustato a breve termine le soddisfazioni dei trofei e della gloria. Il cambio di rotta, anche questa volta, sembra probabile.

 

Dopo il ritorno a Madrid, lo rivogliono a Torino, nel ruolo di vice Vlahovic. Se l’affare non dovesse andare in porto, dovrebbe invece rimanere come sostituto di Felix. Insomma, un futuro da seconda scelta sicuramente, che ancora una volta lo tiene lontano dai riflettori. Solo Max Allegri sa quanto sia immenso il bagaglio tecnico di Morata, ma lo deve dimostrare anche schierandolo da protagonista.

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