Verso il voto, 25 settembre

La Meloni non molla la fiamma. Letta e i tre pilastri del programma Pd

La leader di Fratelli d’Italia parla del simbolo del suo partito e del presidenzialimo. Il segretario dem: “Ue, democrazia e partecipazione” i temi chiave

La Meloni non molla la fiamma. Letta e i tre pilastri del programma Pd

Oggi scadono i termini per la presentazione dei contrassegni dei partiti politici per participare alle elezioni del 25 settembre al Viminale. Ma tra i simboli presentati, ce n’è stato uno che ha scatenato polemiche e critiche, quello di Fratelli d’Italia.

Il simbolo del partito, depositato ieri, infatti non è cambiato e riporta ancora la fiamma tricolore in basso al centro. E Giorgia Meloni, a Liliana Segre, che fra i tanti le aveva chiesto di togliere la fiamma dal logo per dare un segno di discontinuità con il passato, ha risposto piccata: «Con rispetto e stima per la senatrice Segre: la fiamma nel simbolo di FdI nulla ha a che fare con il fascismo, ma è il riconoscimento del percorso fatto da una destra democratica nella nostra storia repubblicana. Ne andiamo fieri».

La leader di FdI parla poi dalle pagine del Corriere della Sera di oggi, di presidenzialismo affermando che «È stata fatta una gran polemica sul nulla. Non c’è nessuna dichiarazione di ostilità nei confronti di Mattarella. Il dubbio su cosa possa accadere dopo l’approvazione di una riforma ci può stare, ma noi pensiamo che la cosa più naturale e logica sia che una riforma di questa portata, che cambia l’assetto dei poteri, entri in vigore non a governo in carica, ma nella legislatura successiva. Esattamente come è avvenuto con la riduzione del numero dei parlamentari».

Per la leader di FdI, il presidenzialismo è stabilità. «È il sistema di cui c’è bisogno in “UNO STATO” come il nostro, fragile politicamente e quindi instabile. Abbiamo avuto in 20 anni 11 premier diversi, in Francia 4, 5 nel Regno Unito, 3 in Germania. Significa che all’estero si trovano di fronte interlocutori che dopo un anno magari sono già cambiati, è una grande debolezza. Come lo è per un governo, con prospettive di durata così brevi, non poter programmare nel lungo periodo, e infatti la nostra crescita è molto più bassa degli altri».

Un concetto questo che ribadisce anche su Facebook, dove in un post scrive: "Fratelli d'Italia ritiene che gli italiani debbano avere il diritto di eleggere direttamente il Capo dello Stato e di scegliere da chi farsi governare, per porre fine ai giochi di Palazzo e per tornare protagonisti in Europa e nel mondo". 

 

Letta presenta il programma elettorale del Pd

Ieri intervenendo dalla direzione del partito il segretario dem, Enrico Letta ha presentato il programma del Partito democratico: "Insieme per un'Italia democratica e progressista" approvato all'unanimità dalla direzione nazionale. 

"E' evidente, lo era sin dall'inizio ma è ancor più evidente dopo i fatti di ieri - le parole di Silvio Berlusconi sul presidenzialismo, ndr - , che siamo di fronte a una scelta storica: o si sta dalla parte della difesa della nostra Costituzione o si sta dalla parte dello stravolgimento della nostra Costituzione. Vi chiedo un momento di tributo per il massimo garante delle nostre istituzioni, Sergio Mattarella".

Poi Letta ha spiegato il programma. Sono "tre i grandi temi in cui crediamo profondamente. Vogliono far tornare indietro l'Italia e non lo permetteremo. C'è il grande tema dell'Ue, la democrazia e partecipazione che per noi è elemento chiave", ha detto Letta.

Il segretario dem ha parlato poi dello "sviluppo sostenibile, con l'idea che se l'Italia scommette su questo futuro può fare una scommessa" anche sulla "crescita e sui posti di lavoro. Siamo, gli unici tra i grandi partiti che parlano di questo, votando coerentemente sia a livello nazionale, sia a livello Ue". 

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