Verso il voto

Centrodestra, le candidature di strategia, territorio e sacrificio

FdI è l’unico partito a non fare i conti con la tagliola parlamentare. La Lega dirà addio a volti noti del Carroccio. FI salvaguarderà fedelissimi Silvio B.

Centrodestra, le candidature di strategia, territorio e sacrificio

Candidature elezioni politiche del 25 settembre, è quasi fatta anche per il centrodestra. Tra poche ore saranno sciolte le ultime riserve e i tre partiti Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, annunceranno i nomi dei loro candidati. Matteo Salvini ha parlato di «liste pronte al 99%», Giorgia Meloni molto probabilmente ha giù chiuso la lista, visto che ieri sera ha riunito un mini-vertice con Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. E stamattina, interverrà in diretta radio dopo giorni di silenzio stampa, e ciò vuol dire che molto probabilmente le liste FdI sono pronte.

In Forza Italia, invece, è in corso il vertice fiume che forse durerà fino a domani, tra Antonio Tajani, Licia Ronzulli, Paolo Barelli e Anna Maria Bernini, ospiti in Sardegna di Silvio Berlusconi.

 

Meloni e le tre scelte strategiche

Fratelli d’Italia è l’unico partito che non deve fare i conti con la tagliola parlamentare, nata ricordiamolo pure dalla riforma costituzionale - che ha ridotto di un terzo il Parlamento, con 600 eletti in tutto. La Meloni dunque vede triplicato il numero di parlamentari eletti nella prossima legislatura rispetto la scorsa, e quindi è l’unica che può fare scelte puramente strategiche, come quella di ricandidare tutti gli uscenti; candidare i dirigenti ed eletti che si sono distinti sul territorio e la terza, aprire a professionisti, esponenti delle categorie, docenti, tecnici che serviranno, in caso di vittoria, a portare in Parlamento, conoscenze specifiche ed importanti.

Tra i grandi nomi scelti da FdI ci sono Marcello Pera, l’ex magistrato Carlo Nordio, Giulio Tremonti e Giulio Terzi di Sant’Agata, probabilmente l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, Maurizio Leo, l’ex pilota di Formula 1 Emerson Fittipaldi, nella circoscrizione sudamericana.

Ancora da decidere la candidatura per Raffaele Fitto. Mentre lei, la leader indiscussa, è probabile che si candidi nel collegio uninominale di Latina 1, dove è stata eletta in passato, oppure in un altro collegio romano. Nel Lazio dovrebbero correre pure il capogruppo del partito alla Camera, Francesco Lollobrigida e il vicepresidente a Montecitorio, Fabio Rampelli.

 

La Lega torna sul territorio

La Lega con il taglio dei parlamentari dovrà rinunciare a candidare diversi ed importanti volti noti del Carroccio, anche se a tal proposito Salvini è stato molto chiaro: «Non ci interessano le star, noi candidiamo persone per bene, radicate nel territorio. Non abbiamo bisogno di vip. E da noi non ci saranno i casini che ci sono stati in casa Pd». Se da una parte, per recuperare consensi, la Lega combatterà sul territorio, alla ricerca fino all’ultimo voto, dall’altra metterà un paracadute agli uscenti, come? La segreteria ha chiesto loro brevi note sull’attività svolta in Parlamento e queste conteranno per la ricandidatura.

I volti nuovi: annunciata la candidatura del presidente dell’Unione italiana ciechi Mario Barbuto, del professor Giuseppe Valditara, del presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe e di «esponenti delle forze dell’ordine, del mondo dei balneari e della sanità, alcuni grandi imprenditori, sportivi ed editori». Antonio Angelucci potrebbe essere tra questi. Ma si parla anche di Maria Giovanna Maglie, Annalisa Chirico, Simonetta Matone.

 

I sacrifici di Forza Italia

Dopo Letta, anche Antonio Tajani ha ammesso difficoltà nel definire lo scacchiere delle candidature elettorali, che comporterà sacrifici da parte di tutti, a causa della riduzione parlamentare, sicuro comunque di riuscire a trovare “il modo di far sentire ognuno parte della squadra". Secondo i calcoli e tenuto conto anche del meccanismo del Rosatellum che prevede che per bilanciare la proporzione tra forze politiche delle liste e numero di eletti che spettano a ciascuna regione potrebbe far escludere alla fine qualche eletto nel proporzionale, gli azzurri che entreranno in Parlamento saranno da un minimo di 50 ad un massimo di 70 dei 123 uscenti, e FI, (come ha fatto già Lega e Pd) cercherà di salvaguardare tutti i big e i fedelissimi di Berlusconi, che correrà al Senato a Monza e dovrebbe essere capolista regionalein Lombardia: listino che vorrebbe anche Renzi per poterlo sfidare.

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