la crisi del gas

La ricetta di Ursula von der Leyen contro la crisi del gas: i punti

La presidente della Commissione europea presenta il programma contro la crisi dell’import del gas dalla Russia. Saranno sul tavolo domani a Bruxelles

La ricetta di Ursula von der Leyen contro la crisi del gas: i punti

L'appuntamento più atteso è per domani, quando si riuniranno i ministri dell'Energia, in via straordinaria, a Bruxelles. L'obiettivo è trovare una risposta concreta, e soprattutto immediata, alla crisi del gas, che eviti razionamenti al mondo produttivo, ma anche che porti a svincolarsi il prima possibile dalle importazioni russe.

A pesare è l'ultimo stop alle forniture tramite il gasdotto Nord Stream, formalmente a causa della difficoltà nel ripararne un tratto. In realtà si teme sia un'azione voluta da parte di Mosca, con la quale nelle scorse ore c'è stato uno scontro verbale a distanza tra il presidente russo, Vladimir Putin, e la numero uno della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Proprio quest'ultima ha ora presentato un piano in cinque punti, per contrastare le difficoltà e assicurarsi che non si vada incontro a un inverno di crisi energetica ancora più grave. 

 

Il price cap

Tra le ipotesi contenute del documento, che domani sarà sottoposto ai ministri dell'Energia che si riuniranno in via straordinaria a Bruxelles, c'è quella del price cap, che ha provocato proprio la dura reazione del Cremlino. Si tratta di introdurre un limite al prezzo massimo del gas. Per l'energia non derivante da gas si pensa di fissarlo a 200 euro a megawattora, a fronte di un costo che al momento oscilla intorno ai 450 euro. 

La quota eccedente, invece, sarà ritenuta un extra-profitto e dunque potrebbe essere assegnata alle famiglie e alle imprese più a rischio.  

Quanto al gas russo, non si vorrebbe andare oltre i 35 euro a megawattora. 

 

Il nodo dell'approvazione

Perché la proposta passi, però, occorrerà prima ottenere il via libera da parte di tutti gli Stati membri e questo rappresenta (ancora una volta) un ostacolo. Si teme, infatti, che alcuni Paesi come ad esempio l'Ungheria (più vicina a Mosca) possanno opporre la propria contrarietà. Ma anche da parte dell'Olanda è stato mostrato un certo malessere, dal momento che nel Paese c'è il mercato da cui passano le contrattazioni del gas, la Borsa del gas di Amsterdam Ttf. 

D'altro canto, la Commissione Ue sarebbe pronta a fare ricorso, come ricorda l'Agi, all'articolo 122 del Trattato, per cui non dovrebbe servire il voto unanime, trattandosi di misure "temporanee e di emergenza". 

 

La situazione attuale: i numeri 

I numeri parlano da soli e a snocciolarli è stata proprio von der Leyen: al momento gli stoccaggi di gas a livello europeo sono all'82%, non ancora alla soglia ritenuta "sicura" in vista dell'inverno. Le importazioni dalla Russia, però, sono nettamente scese, passando dal 40% del periodo precedente al conflitto in Ucraina, all'attuale 9%. A "guadagnarci" è al momento soprattutto la Norvegia, che è diventata il principale fornitore europeo. 

 

Von der Leyen invoca solidarietà

"Negli ultimi mesi Putin ha cercato di ricattarci. Tredici Paesi membri - ha spiegato von der Leyen - hanno avuto tagli totali o parziali del gas russo. In questo modo non ci interessiamo più a questi annunci russi, perché sappiamo che sono ricatti e che la cosa migliore è rafforzarci, avere altri fornitori e avere la solidarietà", ha aggiunto la presidente della Commissione europea. 

"Abbiamo lavorato davvero duramente negli ultimi mesi per avere la rete di solidarietà, importante pe ri Paesi perché possiamo garantire che il gas possa andare là dove necessario. Questo lavoro - ha spiegato ancora la numero 1 della Commissione - è stato necessario anche per avere altri fornitori così da non subire più i ricatti della Russia e gli annunci di Putin". 

Infine, il nodo più sensibile: "Il price cap al gas russo può procedere molto rpaidamente ed è molto importante". 

 

Il piano Ue

Ma quali sono gli altri punti del piano? Come spiegato da von der Leyen, "Ciò che è cambiato è che l'approvvigionamento energetico globale è scarso. Ciò richiede una riduzione intelligente della domanda. Serve una strategia per appiattire i picchi che guidano il prezzo dell'elettricità - ha proseguito la presidente della Commissione Ue - Proporremo un target obbligatorio pe rla riduzione del consumo di elettricità nelle ore di punta e lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per raggiungere questo obiettivo". 

Dunque un taglio ai consumi a livello europeo. 

Quanto agli extra-profitti, "Proporremo un tetto ai ricavi delle aziende che producono elettricità a basso costo. Le fonti di energia a basse emissioni di carbonio stanno realizzando entrate inaspettate, che non riflettono i loro costi di produzione", ha spiegato von der Leyen. 

Politica analoga per le compagnie che producono da fonti fossili, come le petrolifere e del gas "che hanno realizzato enormi profitti".

Al quarto punto, poi, il sostegno alle "società di servizi energetici per far fronte alla volatilità dei mercati". 

Infine, un aggiornamento degli attuali aiuti di Stato, per permettere una rapida fornitura di garazie statali là dove servirà.  

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