Cosa potrebbe accadere

Ucraina al bivio: svolta per gli Usa, vicina la Terza Guerra per Mosca

Dopo la controffensiva delle forze di Kiev, arriva la risposta della Russia, che tramite Medvedev annuncia: “Prologo di fatto alla Terza Guerra mondiale”

Ucraina al bivio: svolta per gli Usa, vicina la Terza Guerra per Mosca

La guerra non è finita, lo dicono  i reportage sul campo e ne sembrano sempre più convinti anche gli osservatori internazionali. 

Ma lo dimostrano anche le mosse dei leader. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere che discuterà "nei dettagli" quanto sta accadendo e l'evolversi della situazione in Ucraina con l'omologo cinese, Xi Jinping, in un incontro in programma a Samarcanda. 

Molto più dura la posizione dell'ex presidente russo e ora vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che parla di "Prologo della Terza Guerra mondiale". 

 

Le minacce di Mosca

Non ha usato mezzo termini neppure questa volta il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, parlando di "prologo alla Terza Guerra mondiale!. A scriverlo è stato lo stesso ex presidente su Telegram, aggiungendo: "Naturalmente nessuno darà alcuna garanzia ai nazisti ucraini, dopotutto è quasi come applicare l'articolo 5 del Trattato della Nato - ha spiegato Medvedev - Se questi idioti continueranno a pompare senza freni il regime di Kiev con i tipi di armi più pericolose, prima o poi la campagna militare passerà ad altro livello", ha aggiunto.

In molti temono, infatti, il ricorso alle testate nucleati tattiche. 

 

Putin discuterà di Ucraina con la Cina

A confermare la notizia è stata l'agenzia Tass, secondo cui Vladimir Putin discuterà "nei dettagli" quanto sta avvenendo in queste ore in Ucraina. L'agenzia di stampa russa ha citato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, riportando: "La Cina ha un approccio equilibrato alla crisi ucraina" e mostra "la sua comprensione delle ragioni che hanno costretto la Russia ad avviare l'operazione militare speciale", ha aggiunto Ushakov. 

 

Venti di guerra, anche per gli Usa

"Siamo in un momento di svolta nella guerra in Ucraina, causato dalle due controffensive delle forze di Kiev, soprattutto nel Donbass. Gli Stati Uniti continueranno a sostenerle" ha fatto sapere il portavoce del Consiglio pe rla sicurezza nazionale statunitense, John Kirby. 

Ma non solo. Secondo quanto riporta il New York Times, la controffensiva ucraina sarebbe stata concordata e decisa insieme alle autorità americane. In particolare, sarebbe stata programmata già nei mesi scorsi, tramite una serie di incontro tra funzionari di Kiev e di Washington. 

 

Gli 007 americani monitorano la situazione

Oltre agli annunci, però, ci sono vaste operazioni di intelligence in corso. Secondo alti dirigenti degli 007 statunitensi, infatti, la Russia avrebbe trasferito in totale segreto oltre 300 milioni di dollari a partiti politici, dirigenti e politici stranieri, in circa 20 Paesi nel mondo, a partire dal 2014. Le indiscrezioni, che sono trapelate nelle scorse ore, dimostrerebbero un'attività non solo bellica da parte del Cremlino. 

 

Appello della Germania alla Russia

Intanto, dopo la telefonata tra il premier italiano, Mario Draghi, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato un appello da parte del Cancelliere tedesco al presidente russo. Scholz ha avuto un colloquio telefonico di 90 minuti con Vladimir Putin, dopo aver parlato però anche con il leader di Kiev, Volodymir Zelensky stesso, lo scorso 7 settembre. 

"In considerazione delle conseguenze della guerra in Ucraina", Scholz ha esortato Putin a cessare le ostilità, per trovare una soluzione diplomatica "basata su un 'cessate il fuoco', sul ritiro completo delle truppe russe e sul rispetto dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina".

Un appello alla pace è arrivato anche da Papa Francesco, che si trova in viaggio all'estero e che ha esortato: "Imploro la pace in Ucraina, folle e tragica è la guerra". 

 

Esplosioni non lontano da Zaporizhzhia

Il tutto mentre nelle ultime ore si sono registrate forti esplosioni nella base aerea occupata dai russi a Melitopol, nella parte sud-orientale dell'Ucraina. A riferirlo sono state le autorità e in particolare il sindaco in esilio della città, Ivan Fedorov, che è stato citato da Kyiv Indipendent.

"Tre forti esplosioni - ha riferito via Telegram - in un aeroporto a Melitopol occupato dai russi nell'Oblast di Zaporizhzhia". Proprio la centrale nucleare resta al centro delle attenzioni nel tentativo di trovare un accordo tra russi e ucraini, che escluda possibili attacchi alla struttura. 

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