pirateria informatica

Hackerato il profilo Twitter del ministero guidato da Cingolani

Sul sito del dicastero della Transizione ecologica è apparsa la foto del fondatore russo della criptovaluta Ethereum, Vitalik Buterin, poi scomparsa

Hackerato il profilo Twitter del ministero guidato da Cingolani

Il profilo Twitter del ministero della Transizione ecolocia, guidato da Roberto Cingolani, è rimasto in tilt per diversi minuti oggi, quando sulla home page è apparsa invece la foto del russo Vitalik Buterin. Si tratta del fondatore di Ethereum, la seconda criptovaluta in quanto a capitalizzazione nel mondo. 

Dopo alcune ore l'immagine è sparita. 

 

Il profilo Twitter hackerato

Secondo gli esperti si tratta di un vero e proprio hackeraggio. Il profilo Twitter del dicastero guidato da Roberto Cingolani, infatti, a un certo punto della mattinata ha iniziato a postare contenuti in lingua inglese, a "firma" di Vitalik.eth, ossia il nome che Vitalik Buterin ha sul social. Si tratta del fondatore di una delle principali criptovalute al mondo ed è un cittadino russo. 

Dopo qualche tempo, i tweet postati con anche la sua foto sull'account del ministero della Transizione ecologica sono scomparsi, così come la sua immagine. 

 

I precedenti

Nonostante il ripristino, il profilo non ha funzionato correttamente per qualche tempo. Ma soprattutto non è la prima volta che lo stesso Ministero viene colpito dai pirati informatici. Non è neppure la prima volta che accade ad altri siti istituzionali in Italia.

Ad esempio, lo scorso luglio ad essere preso di mira era stato il sito dell'Agenzia delle Entrate, dalla gang ransomware russa LockBit. L'hackeraggio era stato rivendicato tramite un messaggio divulgato nel dark web, nel quale si chiedeva anche un riscatto da pagare entro 5 giorni, pena la diffusione di dati sottratti e sensibili. 

In passato anche il sito della Polizia di Stato era rimasto bloccato per qualche tempo prima di tornare funzionante. 

 

Buterin potrebbe essere ignaro

In questo caso gli investigatori informatici stanno cercando di capire se ci sia un nesso tra Buterin e l'attività di hackeraggio: non è certo, infatti, che la sua foto rappresenti anche la "firma" dell'operazione, anzi è più probabile che così non sia e che gli hacker abbiano inserito l'immagine a sua insaputa. Sembra difficile, infatti, che il programmatore e scrittore russo naturalizzato canadese possa aver condotto l'operazione, per quanto esperto di informatica e reti web. 

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