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La Svezia svolta a destra: la premier socialdemocratica si dimette

L’esito delle votazioni causa uno scossone politico nel paese del nord Europa. Confermate le previsioni delle vigilia con l’affermazione di centrodestra

La Svezia svolta a destra: la premier socialdemocratica si dimette

L'esito delle elezioni era nell'aria fin dalla vigilia dell'apertura dei seggi e lo scrutinio lo ha confermato. In Svezia ha vinto la coalizione di centro-destra, portando la premier in carica alle dimissioni. Magdalena Andersson, leader dei socialdemocratici, ha infatti lasciato la guida del paese, con un annuncio arrivato in diretta tv proprio mentre lo spoglio delle schede era ormai al 99%. 

 

Vince la coalizione di centrodestra, cambio della guardia nella guida del Paese

Il popolo svedese ha deciso di cambiare e ha puntato sulla destra, sostenuta però anche dalla formazione di ultradestra che ha in Jimmie Akesson la sua guida. 

Alle elezioni, infatti, si sono presentati compatti sia i rappresentanti della destra che quelli della formazione più estremista dei Democratici svedesi (SD). Insieme, i 4 partiti (3 della destra e uno più estremista, appunto) hanno ottenuto la maggioranza, seppure non larga misura. Si tratta di "una piccola maggioranza, ma pur sempre una maggioranza", come osservato dalla premier in carica, che ha così deciso di presentare le dimissioni. 

 

La premier svedese dà le dimissioni

"Chiederò di essere sollevata dalle mie funzioni di presidente del Consiglio e la responsabilità sarà affidata al presidente del Parlamento" ha fatto sapere Magdalena Andersson, non appena il risultato dello spoglio è stato chiaro. 

 

I risultati delle urne

L'affermazione della coalizione di destra è apparsa chiara fin da subito ed è risultata definitiva quando la premier ha annunciato di voler lasciare l'incarico, con lo spoglio arrivato al 99% delle schede. L'accordo di destra tra il conservatore Ulf Kristersson ha ottenuto 176 seggi in Parlamento, contro i 173 della sinistra che aveva proprio la Andersson come leader. 

Una vittoria risicata, dunque, ma pur sempre vittoria, che ha costretto i più prudenti ad attendere fin quasi la fine dell'apertura e della vidimazione delle schede. 

A pesare è stata la criminalità crescente nel Paese, con un numero di reati che, nei primi 8 mesi del 2022 ha superato già quello complessivo del 2021 e che la destra attribuisce all'immigrazione crescente. 

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